Solo A Star Wars Story, la Recensione (no spoiler)

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Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…….

C’era un giovane, che sognava di diventare un pilota, voleva essere il miglior pilota della galassia, ma la vita per lui era stata difficile sin dall’infanzia.
Le vicissitudini della vita lo avevano portato a diventare un furfantello, che nonostante tutto sognava di fuggire da quella situazione, forse per fortuna personale, forse per amore o semplicemente per brama di gloria, comunque sia, il suo percorso era agli inizi e quello che sarebbe stato il suo futuro è già storia……

Cari amici proprio cosi, tutti conosciamo  le avventure del nostro amato Han contro l’impero e quella che è stata la sua vita, ma certamente quello che ci aspettiamo da questo Solo, è conoscere come e perché il nostro Han sia diventato, quell’intrigante personaggio conosciuto per la prima volta su Tatooine in episodio IV.
Tutti ci siamo chiesti almeno una volta, come sarà diventato quel malfidato individualista che abbiamo conosciuto in quella iconica cantina di Mos Eisley tanto tempo fa, come avrà ottenuto il leggendario Millennium Falcon e quali altri personaggi avranno influenzato la sua storia? Insomma tutte queste e tante altre domande ci affascinano da sempre, è vero che nella letteratura di Star Wars si trovano tante risposte o approfondimenti, ma vedere tutto in un film è un’altra storia.
Il mito di Star Wars è cominciato con un film e non con un libro (come spesso accade), quindi tutto ciò che gli riguarda, trova la sua massima resa nei suoi prodotti cinematografici e televisivi.

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Dopo questa breve introduzione, veniamo al sodo, merita o non merita? se leggete le mie recensioni, sapete che non mi piace essere neutro, anzi scrivo semplicemente la mia opinione con il mio giudizio personale.

Complessivamente ottimo prodotto e mi sento di dargli un bel 8!

Strano vero? non che gli ho dato 8, ma che il voto sta in mezzo alla recensione, lo so in genere va alla fine…. Ovviamente vi prendo in giro, non per l’8, ma per aver scritto in mezzo!

Scherzi a parte, ho voluto giocare con voi su questa tematica del voto, proprio perché come sempre, per questi ultimi film canonici e non di Star Wars, il pubblico si sta dividendo tra chi lo ama, chi lo odia, chi non lo sa ecc… ecc…

Secondo me c’è solo una cosa di cui bisogna rendersi conto, Harrison Ford si è invecchiato, se no, lo avrebbero fatto con lui il film, tolto questo piccolo particolare sostituirlo non sarebbe stato facile per nessuno (come attore) soprassedere all’affetto che tutti noi fan proviamo per Ford non è facile e nessun regista o produttore (Lucas compreso) avrebbe potuto farci cambiare idea. Allora vi chiedete cosa sto cercando di dirvi?
Il film è bello e Alden Ehrenreich ha fatto un ottimo lavoro nell’interpretare Han, il vero problema è che dobbiamo essere noi fan a renderci conto che Ford non poteva esserci e dobbiamo fare uno sforzo mentale nel dimenticarci il paragone e guardare il film senza pregiudizi.

Se riuscirete a fare questo, guardarlo senza criticismo ed apprezzarlo per quella che è l’opera in se stessa, vi piacerà tantissimo. Passati i primi 10 minuti in cui dovete superare questo senso d’ambientamento e in cui secondo me c’è proprio la parte più debole del film, infatti l’inizio non mi ha molto convinto, ma superato questo start-up poco convincente, va tutto alla grande; ci si diverte, si conoscono personaggi accattivanti ed in particolare il personaggio di Tobias Beckett (Woody Harrelson), fantastico, mi piace molto quest’attore. Non solo, anche Lando Calrissian (Donald Glover), funziona molto, pensando al Lando della vecchia trilogia, questo è molto credibile da giovane.
Insomma il cast ottimo, la storia divertente e convincente, poi lasciatemelo passare perché questo che vi dico non lo reputo uno spoiler, saprete finalmente come il Falcon sia diventato famoso per aver fatto la rotta di Kessel in 12 parsec. Vale la pena no?

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Fidatevi funziona il film, basta non stare li a pensare a Ford e all’immagine che conosciamo di Han, in generale la galassia di Star Wars presentata in questo film è molto credibile, piacevole e rende bene l’idea del mondo criminale che ruota dietro a tutto questo grande universo.

Poi ragazzi non finisce qui, state certi, ci saranno altre avventure……

Voto Finale: quello di prima non era uno scherzo!

P.S. andatelo a vedere, se non siete d’accordo con me, vi aspetto nei commenti.

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L’incredibile storia dietro Guerre Stellari

Uscito quarantun’anni fa nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, acclamato dal pubblico, capostipite di una delle saghe più popolari di tutti i tempi  e vincitore di sette Premi Oscar; Guerre Stellari è senza dubbio uno dei film più famosi e celebri di sempre. Una pellicola che rivoluzionò il mondo del cinema e dell’intrattenimento, influenzando e accompagnando la vita di milioni di persone. Eppure dietro questo prodotto si cela una storia molto travagliata e difficoltosa, fatta di problemi della produzione, continui ostacoli da superare, diffidenze da parte dei membri della troupe nella riuscita del progetto e tanti altri. In questo articolo andremo a scoprire questa incredibile storia grazie alle interviste fatte a George Lucas, ideatore della saga, da Leonard Maltin, reperibili negli speciali delle edizioni VHS.

Già dalla prima domanda rivolta a Lucas possiamo farci un quadro della storia:

Leonard:”[…] George se ti chiedessi di riassumere i tuoi sentimenti oggi guardando indietro a tutta l’esperienza di Star Wars, se te lo chiedessi ora di riassumerlo con una sola parola quale sarebbe?”
George:” L’esperienza di Star Wars per me è stata imprevedibile, sai non solo nella realizzazione dei film e la creazione della storia in primo luogo che era il divertimento alla fine, perché non sai dove andrà e sarà una grande avventura, ma il successo e tutte le cose che sono arrivate dopo, non avevo proprio idea di cosa sarebbe successo dopo”.

Lucas propose la sceneggiatura del film prima alla United Artists, ma non erano interessati all’idea, poi lo fece con la Universal per la quale aveva girato uno dei suoi primi lungometraggi: “American Graffiti”, ma anch’essa rifiutò l’offerta; infine si rivolse alla 20th Century Fox, la quale non capì bene la sceneggiatura ma accettò solo perché American Graffiti fu un buon successo e uno dei produttori difatti lo amò tantissimo. Nonostante la casa di produzione accettò il film, il budget stanziato fu basso: dieci milioni di dollari; all’epoca i film costavano in media venti/trenta milioni e un quinto del budget fu adoperato per la realizzazione degli effetti speciali per i quali Lucas produsse uno studio suo: la Industrial Light and Magic (ILM), dato che quelli a cui si rivolse non accettarono. George voleva soprattutto creare qualcosa di unico in questo ambito, infatti contattò Douglas Trumbull, il quale aveva lavorato con Kubrick in “2001: Odissea nello spazio”, ma non era interessato al progetto, comunque disse a Lucas di contattare il suo assistente John Dykstra, il quale invece accettò e diede un forte contributo alla realizzazione del film, che ad oggi con il senno di poi tutti noi sappiamo quale incredibile lavoro né uscì fuori.
Molti probabilmente non ci crederanno, ma inizialmente Lucas voleva che Tatooine, pianeta natale di Luke Skywalker, fosse un pianeta rigoglioso e molto fertile; così la Lucasfilm inviò sull’isola di Boracay, nelle Filippine, il produttore Gary Kurtz per fare un sopralluogo, ma sfortunatamente a causa delle allergie di cui egli soffriva, si cambiò location per il pianeta trasformandolo nella sua antitesi, ovvero un luogo arido e privo di vita.
E i problemi delle riprese erano appena iniziati: i meccanismi dei droidi funzionavano male, non rispondendo ai comandi; ci furono vari giorni di forte pioggia che distrussero i set e soprattutto il cast non era molto entusiasta del film. Alec Guinness, l’attore più famoso a partecipare al progetto, trovava i dialoghi scadenti così come Harrison Ford. Mark Hamill si comportava in modo molto infantile con i membri della troupe, trattando il tutto in maniera scherzosa. Questi atteggiamenti erano causati da una visione generale del film come un prodotto di serie B, il quale non sarebbe mai diventato un successo, lo stesso Lucas era assorto dai dubbi sulla sua riuscita, dato che praticamente tutti gli andavano contro, disapprovando le sue idee.

Dopo tutti questi avvenimenti molti avrebbero rinunciato alla realizzazione del film, ma Lucas credeva nella sua riuscita ed era disposto a tutto pur di vederlo nelle sale cinematografiche. Una storia che andrebbe insegnata a molti: non arrendersi mai e credere sempre fino in fondo nei propri sogni. Tutti quelli che all’epoca dubitarono dell’idea di Lucas, nel tempo si saranno ben ricreduti e alcuni probabilmente, si saranno mangiati le mani.

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Paul Bettany è un Boss criminale in Solo: A Star Wars Story

Attenzione possibili spoiler sulla trama.

Finalmente veniamo a sapere qualcosa sul personaggio di Paul Bettany in Solo: A Star Wars Story.

Come tutti sappiamo e ci aspettiamo in questo film Ron Howard ci porterà nei bassifondi e alla stretta conoscenza della criminalità dell’universo di Star Wars.
Lo stesso Bettany ha definito il film paragonandolo ad un film di gangster, qualcosa in un certo senso di mai visto nelle precedenti pellicole della saga.

Mente Han cercherà la sua strada, conosceremo Dryden Vos interpretato da Paul Bettany. Un Boss della criminalità di grande successo, che Kasdan lo sceneggiatore del film, ha descritto come una combinazione di “classe e spavalderia”, dipingendolo come qualcuno profondamente immerso nel mondo del crimine e apparentemente al vertice della “piramide” di comando.

Probabilmente sarà proprio lui il villain principale della storia.
Staremo a vedere, siete incuriositi da questo personaggio?
Secondo me a sensazione questo non sarà il solo film su Han…!

Intanto come sempre Che la Forza sia con noi!

 

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Fonte: screenrant

Solo: A Star Wars Story, ma questo trailer promesso?

Il noto account twitter Star Wars Junk fa un passo indietro, pochi giorni fa aveva spopolato con un tweet che a suo dire attraverso una sua fonte stretta ci preannunciava che oggi sarebbe uscito il trailer di Solo: A Star Wars Story, ed invece a quanto pare rischiamo di rimanere ancora una volta tutti delusi.

Con un altro tweet ci dice:

“È mercoledì. Ho tweettato delle voci che credo abbiano della verita. Non sono un sito di notizie, ma solo un ragazzo che ama Star Wars. Se non otterremo niente, non uccidetemi. Non avevo idea che questo tweet sarebbe decollato come ha fatto.”

Quindi visto che non si vede nulla fa un passo indietro e noi?

Noi dobbiamo essere forti e meditare come dei Jedi per avere pazienza.

Che la Forza possa sostenerci!

 

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Solo: A Star Wars Story finalmente in arrivo il trailer

Il noto account twitter Star Wars Junk, ci preannuncia che secondo una sua fonte affidabile il trailer sarà rilasciato questa settimana e con molta probabilità mercoledì.

Sempre secondo la fonte è tutto piuttosto certo perché verrà rilasciato qualche giorno prima di Maze Runner previsto per il 26 in america.

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Ragazzi rimanete allerta perché questa volta pare che ci siamo. Sicuramente saremo tra i primi a tenere tutti informati.

Che la Forza sia con noi!

Per conoscenza vi lascio il tweet.

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La produttrice di Rogue One e Solo A Star Wars Story Allison Shearmur è morta a 54 anni

La produttrice di Rogue One e il prossimo Solo: A Star Wars Story Allison Shearmur è morta a soli 54 anni, per complicanze dovute ad un cancro ai polmoni.

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Ricordiamo come la Shearmur abbia prodotto Cinderella live di Disney nel 2015 e i tre sequel di Hunger Games di Lionsgate.

Più recentemente era stata produttrice dei Power Rangers e Dirty Dancing dello scorso anno, il film televisivo della ABC remake del romanzo musicale del 1987 con Patrick Swayze e Jennifer Gray.

Ancor prima di passare al ruolo di produttore, la Shearmur era stata vicepresidente esecutiva alla produzione per Universal Pictures e in seguito co-presidente della Paramount Pictures.

Solo: A Star Wars Story è previsto nelle sale per il prossimo 25 maggio.

 

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fonte: Hollywoodreporter.com

Solo: A Star Wars Story, finalmente svelati i dettagli sulla trama

Imbarcati sul Millennium Falcon e viaggia verso una galassia lontana lontana in Solo: A Star Wars Story, una nuovissima avventura con il più amato mascalzone della galassia. Attraverso una serie di audaci scappatelle nel profondo, oscuro e pericoloso mondo criminale, Han Solo incontrerà il suo potente, mitico e futuro copilota Chewbacca, oltre il famoso giocatore d’azzardo Lando Calrissian, in un viaggio che segnerà il corso di uno degli eroi più improbabili della saga di Star Wars.

Dopo una lunga attesa, Disney e Lucasfilm stanno finalmente iniziando a dare qualche notizia sul nostro atteso Solo: A Star Wars Story e quella che avete appena letto è in poche parole la trama di cui parlerà il film.

Siete pronti a scoprire finalmente come si sono conosciuti Han e Chewbe? e la conoscenza con quel pazzo di Lando?

Grande attesa, belle domande e speriamo ci saranno grandi risposte, tutte da vedere il 25 Maggio 2018.

Che la Forza Sia Con Noi!!!!!!

 

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Fonte: comicbook.com

Star Wars: Lucas tra la prima trilogia e quella prequel, le “Risposte”

Molto spesso si riflette sulle differenze e le caratteristiche tra la prima trilogia e quella prequel, ed oggi più che mai si sente il bisogno di risposte a paragone dei nuovi episodi in corso d’opera.

George Lucas aveva un progetto chiaro all’inizio del suo lavoro? Aveva programmato quali sarebbero stati gli sviluppi e le storie dietro i suoi personaggi?

Queste sono domande complesse a cui i fan cercano sempre più spesso risposte, confronti e discussioni. Ci sono state interviste negli anni, documentazioni e soprattutto il lavoro svolto a farci vedere il punto d’arrivo messo in pratica di tutto questo universo, ma dopo tutto questo, realmente rimangono alcuni interrogativi che ancora stimolano le discussioni e l’immaginazioni di tanti di “noi”.

Cercherò di fare luce su alcune questioni partendo proprio dall’analisi del lavoro messo su pellicola nelle prime due trilogie, escludendo l’ultima perché come noto non ha tenuto conto di eventuali idee del nostro George.
Le cose da discutere sarebbero tantissime, in particolare tra le possibilità ho deciso di soffermarmi sulla rappresentazione dei Jedi ed il loro controllo della forza, per ragionare se la storyline futura fosse veramente già chiara nel suo complesso all’inizio del primo episodio in ordine d’uscita.

“quando novecento anni d’età tu avrai, bello non sembrerai” Yoda

Parliamo di Yoda
La sua bipolarità tra comico e maestro nella prima trilogia e le differenze con quella prequel, lo rendono uno dei personaggi più espressivi di questo cambiamento temporale.
Yoda nella prima trilogia in Episodio V quando incontra Luke, lo mette inizialmente alla prova per capire se avrà la pazienza d’imparare le vie della forza, si presenta come un vecchio rintontito per poi trasformarsi nel maestro Jedi.
Agganciandomi a questo credo che Lucas non avesse un idea chiara della storia dei prequel quando fece la prima trilogia, anzi credo non gli fosse effettivamente chiaro tutto il background dei personaggi. Nello specifico non aveva determinato effettivamente la potenza e le possibilità che il controllo della forza potesse permettere, quindi Yoda dell’episodio V si mostra molto più umano e vicino a dei canoni che potessero avvicinarsi ai gusti concepibili ed adatti al pubblico dell’epoca.
La forza ci viene mostrata quasi come un potere più spirituale/psicologico che pratico, qualcosa che si potesse percepire a livello extracorporeo, invisibile piuttosto che visibile. Mentre nella trilogia prequel c’è un totale cambiamento di rotta, probabilmente è figlia del mercato degli anni 2000 e del suo cinema proiettato allo stupore ed gli effetti speciali; rendendo la fantascienza come qualcosa che dovesse colpire visivamente prima che arrivare emotivamente nelle interpretazioni e caratterizzazioni dei personaggi. I Jedi si mostrano a noi totalmente diversi, con le loro abilità e poteri incredibili, totalmente al di fuori dell’immagine della forza e del Jedi mostrata 20 anni prima. Qui mi ricollego a Yoda, che vive assolutamente questo cambiamento e sente il peso di questo adattamento della sua figura tra la prima e la seconda trilogia, creando un forte senso di distanza tra il suo personaggio iniziale e quello visto nei prequel.

Ma infondo lo stesso Lucas non aveva un idea chiara neanche dei primi tre film quando ha fatto episodio IV, anzi lo ha realizzato non sapendo nemmeno se avrebbe proseguito la trilogia. Ad esempio la scena in cui Han parla con Jabba nell’hangar dell Millennium Falcon prima di partire da Tatooine, inizialmente fu girata con un attore umano che interpretava Jabba, poi fu tagliata nella versione finale (meno male), questo permise di inventare la razza degli Hutt ed inserire Jabba nell’episodio VI. La scena grazie alla computer grafica fu reinserita nella versione restaurata e potete notare come Han nel suo doppiaggio originale dica alla fine “Jabba sei uno splendido essere umano”. Se poi vogliamo dirla tutta la stessa razza e la loro organizzazione degli Hutt non fu definita neanche in Episodio VI, semplicemente Lucas inserì questa figura d’alieno perché gli piaceva.

Tra le altre cose nella prima trilogia non si parla mai di Sith, semplicemente perché non esisteva ancora il concetto del Sith. Anzi la stessa figura dell’imperatore analizzando Episodio IV, probabilmente denota come non avrebbe dovuto essere un Sith o persona addestrata nella forza. Questo si può evincere dal fatto che troviamo un Darth Vader agli ordini di un personaggio, il governatore o generale Tarkin totalmente al di fuori della forza. Da qui a ritroso nasce il pensiero di come potesse essere possibile che l’allievo diretto, del grande signore dei Sith Palpatine, nonché suo secondo in comando, lo vedesse al “guinzaglio” di Tarkin. Vader più volte indicato come unico rappresentante in vita di ciò che rimanesse della forza e del suo essere una “Religione” (questo a riprova della sua iniziale principale concezione spirituale), di certo non avrebbe potuto essere il cagnolino di Tarkin. Parliamo di un uomo anziano, più vecchio di Vader, che dovrebbe aver vissuto tutta la caduta della repubblica e delle sue guerre, non avrebbe mai potuto trovarsi al comando di Vader, soprattuto se ci basiamo sul finale che ci è stato mostrato in Episodio III e le vicende raccontate, dove Vader quasi risorge come un “dio” nel corpo di una macchina. Quindi è molto più plausibile pensare che l’imperatore inizialmente fosse concepito come un dittatore gerarca, simbolo metaforicamente del dominio dell’uomo sulle forze spirituali e metafisiche.

Veniamo introdotti alla conoscenza del lato oscuro, come una forza d’odio e passioni, che corrompe un giovane Anakin Skywalker , per invidia dei suoi Maestri Jedi come disse ad ObiWan nel loro ultimo scontro “ora sono io il maestro”, una naturale rappresentazione di come l’uomo sia cedevole, fragile e incline alle tentazioni, ulteriori elementi che dimostrano come si volesse rendere personaggi umani e vicini allo spettatore. La più facile sintesi di questo background si trovava nel farci conoscere questo personaggio schierato con le forze del male, sempre rappresentate come un regime autoritario e dittatoriale, che imponesse in un certo senso il dominio della scienza umana nei confronti della spiritualità.

Concludo con delle ultime riflessioni sugli usi della forza, punto da cui sono partito. Lo scontro tra Darth e Obi in Episodio IV, perché non ci mostra nessuna abilità speciale, perché non vediamo dei Jedi potenziati? In tutto il film si vedono esclusivamente usi psicologici e metafisici della forza, percezioni sensoriali, controlli mentali, soffocamento e comunicazione ultra terrena tra ObiWan e Luke. Gli unici atti pratici sono gli scontri con la spada laser, che rendono il tutto molto terreno. D’altronde sentiamo nominare i Jedi con l’appellativo di “cavalieri”, cosa può esserci di più scenico e fuori dal coro di personaggi armati di spada in una civiltà di armi e fucili? ovviamente tutte armi rigorosamente laser in linea con la fantascienza, ma il concetto è voler rendere l’impossibile possibile con l’artificio dell’invisibile. Ci sono più cose che immaginiamo piuttosto di quelle che vediamo, così probabilmente Lucas andando avanti negli episodi V e VI ha deciso di concludere la figura del Jedi come capace di cose impossibili anche se lo stesso legate alla sfera del plausibile. Ad esempio vediamo uno Yoda che deve concentrarsi per sollevare un X-Wing, rimanendo su qualcosa di plausibile seppur impossibile. Nella trilogia prequel il plausibile scompare trasformando i Jedi in supereroi capaci di stupire e voler colpire a tutti i costi.

In conclusione perché si trovano imperfezioni o dissonanze nei vari film di Star Wars? semplicemente perché sono un crescendo di idee e sviluppi che si sono allargati a dismisura, non riuscendo per forza di cose a collegarsi sempre perfettamente, perché gli anni di distanza creano dei divari generazionali che collocano i film in contesti dove il pubblico vuole altre cose. In ultimo vorrei rispondere al perché la nuova Trilogia in corso crea tanto scalpore tra il pubblico? Perché è figlia di tutto questo turbinio di evoluzioni e si trova spaccata tra tutte queste pregresse dissonanze, ci sono i primi fan originali, quelli degli anni 2000 e quelli misti, così che non sarà mai possibile accontentarli tutti e non sarà mai possibile soprattutto avere una storyline perfettamente scorrevole, perché non scritta dalla stessa persona.

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Basta riprese, vogliamo il trailer per Solo: A Star Wars Story

Dalla fonte Hufflepuffins (un utente di Reddit) ulteriori scene saranno rigirate tra la fine di Gennaio e il mese di Febbraio.

Lo stesso utente che in precedenza ci aveva comunicato dopo l’assunzione di Ron Howard alla regia, che le riprese sarebbero riprese nel mese di luglio scorso.
Questo sembrerebbe impensierire i Fan, già reduci dalle passate similitudini con Rogue One, anche se in questo caso dovrebbero essere meno invasive.

Ron Howard ricordiamoci che subentra alla regia dopo il licenziamento dalla Lucasfilm di Phil Lord e Chris Miller, e che avrebbe rigirato circa l’80% delle scene. Nonostante l’uscita del film fissata per maggio, ad oggi c’è ancora molto mistero.

I Fan si chiedono, me compreso, quando potremo vedere almeno un trailer?
Stando a Ron Howard l’arrivo sarebbe imminente.

 

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