ZeroZeroZero la nuova serie tv by Roberto Saviano

Al via le riprese di ZeroZeroZero, la nuova serie Sky tv Italia basata sull’omonimo romanzo di Roberto Saviano.

Ecco il post di Saviano dal suo account Instagram:

Non esiste mercato al mondo che renda di più di quello della cocaina. Non esiste investimento finanziario al mondo che frutti come investire in cocaina. Un’accelerazione che non può dare nessun altro motore economico. Per questo, laddove la coca è l’economia di scala, non esiste altro che lo scontro feroce e violento.
Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo.
Non potete immaginare cosa vi aspetta. Go @stefanosollima!

La serie si compone di 8 episodi e alla regia troviamo appunto Stefano Sollima. Sembra promettere molto bene e non ci resta anche a noi, che augurare in bocca al lupo per il successo di questa nostra produzione italiana.

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Knightfall: una serie a cui dare fiducia

History Channel, canale famoso per i suoi contenuti storici e documentaristici, questa volta si cimenta in una serie TV basata sui Templari: “Knightfall”.

Un prodotto televisivo che, nonostante presenti le classiche trame e sotto-trame (specialmente romantiche) delle serie, offre un buon intrattenimento e una storia continuamente in evoluzione, nella quale la distinzione tra bene e male si fa sempre meno chiara.
La trama narra della ricerca del Sacro Graal, la famosa coppa da cui bevve Gesù durante l’Ultima Cena, da parte dell’ordine dei Templari ai comandi del Papa, alla quale però partecipano altre organizzazioni più misteriose che vogliono la reliquia per scopi diversi. In questa “caccia al tesoro” i colpi di scena sono all’ordine del giorno e i cliffhanger non mancano di certo tra una puntata e l’altra.

Il protagonista, un cavaliere templare di nome Landry, si trova ad affrontare un’avventura tortuosa in cui potrà riporre la sua fiducia solamente in Dio; oltre a lui, troviamo altri personaggi che rimandano al ciclo arturiano e ai Cavalieri della Tavola Rotonda (ad esempio Parsifal e Galvano). L serie nonostante provi ad adattarsi ai canoni classici dei programmi televisivi, racconta una storia avvincente in cui si trovano molte tematiche anche attuali: la difficoltà della scelta, la seduzione del potere, le problematiche di una fede, e tante altre.
A livello tecnico non c’è molto da dire, purtroppo in queste produzioni si osa poco con i tecnicismi e la sceneggiatura non offre grandi particolarità e strutture molto precise, cose che accadevano nelle prime stagioni de Il Trono di Spade per esempio. Gli unici punti che hanno un ruolo di spicco sono scenografie e costumi, molto efficaci come è giusto che sia in una ricostruzione storica; regia e montaggio sono lineari, senza caratteristiche di spicco, se non per mostrare momenti drammatici, i quali però vengono resi troppo “banali” da questi espedienti. Il lavoro del casting è molto positivo: benché si siano usati attori praticamente sconosciuti, dando così la possibilità ad emergenti di farsi conoscere, sono riusciti a fare la loro giusta figura (vista doppiata probabilmente rende meglio), e soprattutto non si cade nel “buonismo” con black-washing che snaturerebbero l’ambiente storico medievale.
La prima stagione ora si è conclusa, ma viste le molte trame lasciate aperte, si può pensare ad un possibile continuo (se ottiene il giusto successo ovviamente). Speriamo che possa continuare e magari crescere di livello, consiglio la serie agli amanti di quelle ad ambientazione storica, con molta azione e battaglie, chi ama gli intrighi di potere, gli amori proibiti ed i misteri delle religioni.

CONSIDERAZIONI FINALI: una storia avvincente scritta con semplicità
VOTO: 7- (valutazione contestualizzata a questo genere di serie televisive e al tipo di produzione)

 

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La serie Britannia non colpisce, le prime impressioni

In assenza de Il Trono di Spade potrete ingannare l’attesa con questa serie” questo è uno dei molti slogan promozionali per pubblicizzare la serie TV Britannia, prodotta da Amazon e Sky ed attualmente in onda su quest’ultima rete televisiva. Ovviamente si tratta di espedienti per destare interesse nel pubblico, facendo uno pseudo-paragone con l’acclamata serie TV della HBO, il quale però non sussiste a causa di molte differenze, che andremo ad elencare in seguito. In questo articolo non andremo a fare una recensione completa (anche perché la prima stagione è ancora in corso), ma un pensiero a caldo su quello che fin’ora abbiamo colto e cosa ci ha trasmesso in queste prime puntate. Dopo la visione dei primi due episodi, la voglia di continuarla è molto bassa e, oltre che per gusto personale, c’è un eccessivo miscuglio di tematiche e concetti troppo di parte e soprattutto “buonisti”. Inoltre gli elementi di politically correct sono troppo sottolineati e mal contestualizzati, ad esempio il “Black-washing”, ovvero il rendere persone o personaggi storici bianchi in neri o viceversa, i quali ovviamente non lo erano (è vero che nell’esercito romano vi erano unità di varie nazioni, ma la maggior parte non erano assolutamente di questa etnia sud africana, specie i centurioni).

In varie interviste il regista ha affermato di aver incentrato la sua serie soprattutto sull’aspetto mistico e religioso dei druidi, il quale è andato abbastanza perduto nel corso della storia, quindi ha scelto di farla più fantasy che storica, prendendosi moltissime licenze storiche. L’idea di base è interessante, ma perché allora inserire così tanti riferimenti storici? Sarebbe stato più in linea con la sua visione farne di meno, dato che la visione principale era sull’aspetto fantasy, ed invece hanno provato a stravolgere alcuni eventi storici, esagerando, cosi che probabilmente una parte di pubblico finirà addirittura per credere siano veri. Esempio di questo, la rappresentazione di Cesare fuggito dalla Britannia, quando in realtà non fu cosi, anzi scatenò l’Inferno come disse un certo “Decimo Meridio” (citazione più che adatta). La serie tiene un profilo soprattutto punk ed anticonformista, si nota soprattutto dalla sigla con i suoi colori molto accessi (tonalità sul rosa) e la musica “country” in sottofondo, in netto contrasto con l’ambiente antico e mistico che permea la storia, ma che in fondo è in linea con ciò che vogliono trasmettere: messaggi contro le forme di ordine ed esaltazione di una piena libertà (specialmente anarchica), si può notare anche dalla frase “no one wants to be civilised” (nessuno vuole essere civilizzato) sui poster promozionali.

La trama in generale ci presenta un’invasione a cui i nativi divisi in varie tribù dovranno opporsi; ci si aspettava uno scontro di culture e lingue? no, il tutto è completamente di parte: i problemi di linguaggio non sono presenti (scelta condivisibile o meno), ma dei Romani si ha solo il punto di vista del generale Aulo Plazio, il quale ha una caratteristica molto importante: ha la faccia del cattivo (non a caso hanno scelto lo stesso attore che ha interpretato il Governatore di The Walking Dead, antagonista di quella serie). Non vi è un incontro tra due civiltà diverse, troviamo direttamente gli invasori e gli invasi. Abbiamo esclusivamente il punto di vista delle tribù native e dei druidi, per questo i confronti con Il trono di spade non sussistono: in quest’ultima vi sono varie visioni tutte in un modo o nell’altro condivisibili, in Britannia no e questo crea un vero e proprio divario di forma.

Un bel punto a favore della serie però è la scelta delle location, in cui si può ammirare tutta la bellezza di questa terra: selvaggia, aperta e libera. Comunque per farvi una vostra opinione vi consigliamo la visione almeno del primo episodio, magari i personaggi o i temi potrebbero interessarvi, cosa che con noi non è riuscita.
CONSIDERAZIONI FINALI: idea interessante sviluppata male.

 

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britannia

Il trono di spade stagione 8 prevista per il 2019

HBO tramite comunicato stampa ha confermato, la nuova ed ultima ottava stagione sarà trasmessa nel 2019.

Sarà composta da 6 episodi e nello specifico vedranno nuovamente alla regia David Benioff & D.B. Weiss, David Nutter e Miguel Sapochnik, su una sceneggiatura di David Benioff & D.B. Weiss, Bryan Cogman e Dave Hill.

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Non c’è ancora stata conferma ne per il giorno e ne per il mese, purtroppo la certezza è che dovremo aspettare ancora parecchio per vedere l’epilogo della guerra per il dominio di Westeros.

Per chi si stesse già rattristando al pensiero di quando tutto sarà finito non deve temere, perché HBO ha già annunciato che lavoreranno a diversi spin-off, dove saranno approfondite diverse tematiche e personaggi.

 

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