Universi Cinematografici a confronto MARVEL e DC

One universe begins with one movie…

Ormai sono passati quasi 10 anni dall’uscita di “Iron Man” nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, arrivato inizialmente in punta di piedi oggi con il senno di poi, possiamo dire che dopo le sue 2 ore di visione, all’epoca ci portò ad una scena che probabilmente nessuno si sarebbe mai aspettato, Nick Fury direttore dello S.H.I.E.L.D. che proponeva a Tony Stark l’iniziativa dei “Vendicatori”, dando il via a qualcosa di unico nella storia del cinema.
Un progetto titanico per cui molti inizialmente hanno avuto dubbi sulla sua riuscita e di cui oggi siamo in procinto di assistere al suo culmine: “Avengers Infinity War parte uno” in uscita nel 2018, Il film più costoso della storia (500milioni di dollari circa) e con un cast praticamente “infinito”, che mette i brividi solamente a pensarci. I fratelli Russo (registi del film) hanno sulle spalle un onere terribile, tutt’altro che facile, fare un buon film ed io spero con tutto me stesso ci siano riusciti.

marvel e dc
Il Marvel Cinematic Universe ormai è entrato nella vita di ognuno di noi, dopo essere approdato negli schermi delle sale cinematografiche, è entrato nelle nostre case con serie televisive come “Agents of S.H.I.E.L.D.” oppure piattaforme streaming tra le più gettonate, ad esempio Netflix, con “Iron Fist”,”Daredevil” e molte altre serie esclusive. Fino all’espansione di massa del merchandising tra videogame, action figure e gadget che lo hanno reso un marchio globale. Un franchise, considerato da molti come uno dei più grandi successi commerciali di sempre e a giusta ragione se si pensa al fatto che nella classifica dei film con maggiori incassi della storia, tra i primi 15 posti ci sono 4 film del Marvel Movie Universe. Dopo tutto ciò e la diffusione del concetto di universo collegato cinematografico, sarà stata un caso l’uscita nel 2013 di “Men of Steel”?, ennesima versione di Superman ma con toni e dinamismo molto simili alla narrazione Marvel, ovviamente la risposta è che anche la DC ha capito l’importanza di creare un universo cinematografico collegato. Però non per forza un’idea ripresa deve essere qualcosa che va visto negativamente, l’idea della Marvel giustamente può essere riutilizzata facendo anche lavori migliori.
Ricordiamoci che mentre usciva “Iron Man”, la DC era impegnata con la “trilogia del cavaliere oscuro” diretta da Christopher Nolan, la quale stava portando un ottimo successo alla casa di produzione, soprattutto per la qualità tecnica dei film in tutti i loro aspetti. Purtroppo soli 3 film non rappresentavano un progetto di lunga durata, la Marvel invece nello stesso periodo stava iniziando a spremere la sua gallina dalle uova d’oro e mentre finiva il periodo del pipistrello di Gotham, la Marvel impostava per prima il suo futuro cinematografico collegato. Cosi la DC trovandosi a dover controbattere alla Marvel già in vantaggio di tempo nel 2013 (un anno dopo “The Avengers”) lancia “Man of Steel”, dando il via all’ universo cinematografico DC Extended Universe e giocosamente citandovi un personaggio di un altra famosa saga inizia il loro percorso, Re Theoden: “e così ha inizio”.
Purtroppo però quella che doveva essere una competizione aperta tra le due case di produzione sembra sia già finita, “Justice League” a quanto pare non ha raggiunto gli incassi sperati e forse (un grande forse), la DC ripiegherà con altri reboot.
Viene da chiedersi il perché di questo “fallimento”, la risposta purtroppo è molto semplice: il tempo. La Marvel ha iniziato questa operazione per prima, quindi aveva tutto l’agio possibile per arrivare a “The Avengers” con ben 5 film di introduzione ai personaggi supereroi. La DC invece ha voluto sbrigarsi a rivaleggiare in fretta e furia, facendo uscire dopo “Men of Steel” subito “Batman v Superman: dawn of justice”, film con un buon successo commerciale ma distrutto da pubblico e critica, a parer mio perché troppi elementi sono stati concentrati tutti insieme; tra Lex Luthor, Batman, Wonder Woman, Doomsday, e altri, non c’è stato modo di farci conoscere meglio i retroscena. Essendo molto difficile gestire tutto questo materiale ci si doveva aspettare una forte critica, infatti soprattutto per questo motivo è iniziata la sfiducia dei fan per questo universo.
Sarebbe avvenuto sicuramente lo stesso con i ruoli invertiti; io credo che la DC avrebbe dovuto puntare a qualcosa di più che arrivare semplicemente alla lega della giustizia riunita il prima possibile.
L’ obiettivo del Marvel Cinematic Universe ora è fare bei film di intrattenimento espandendo il suo universo, ed ora con l’acquisto della Fox da parte della Disney, il numero di supereroi aumenterà notevolmente, basta pensare agli x-men e ai fantastici 4. La sensazione è che Il DC Extended Universe abbia voluto solo rivaleggiare con il concorrente e arrivare il più velocemente possibile al “film spettacolare con molti supereroi”, invece avrebbe dovuto provare altre strade, cercare una novità, oppure semplicemente fare dei film fatti bene sui singoli supereroi che ci spiegassero il loro contesto per poterli apprezzare meglio nel loro complesso. Comunque mi auguro che la DC non si abbatta e continui a riprovare migliorando, anche se in questi casi raramente le case di produzione agiscono in questo modo se non vedono un guadagno assicurato.
Concludo con l’augurio e speranza, da Fan quale sono, che entrambi gli universi continuino a crescere e a farci sognare, dai più piccoli ai più grandi, perché i supereroi faranno sempre parte della nostra vita, nel bene e nel male, incarnando i nostri sogni e le nostre speranze.

 

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Metal Gear Solid un tuffo nel passato

Il fascino del retrò

Nell’ormai lontano 1998 se si considera il divario tecnologico che ci separa, veniva rilasciato Metal Gear Solid. Sviluppato dalla Konami sotto il genio creativo di Hideo Kojima, si tratta di uno dei giochi che hanno rivoluzionato un era, facendo da apripista ed ispirazione per nuovi titoli e nuovi modi di concepire il gaming.

Basta pensare alle moderne campagne in cui si coinvolge sempre di più il giocatore in un gameplay cinematografico, dove oltre ad essere protagonisti al tempo stesso si è spettatori di una storia narrata come quasi si vedesse un film ed oggi ripensando a Metal Gear Solid si può trovare una delle risposte su dove tutto questo possa esser cominciato. Notevole non solo nelle riprese, inquadrature e sequenze cinematografiche, ma anche con sceneggiatura e colpi di scena degni di un film da Oscar.

Metal Gear Solid introduceva la rivoluzione che portava tutto questo, il gioco di spionaggio con un coinvolgimento emozionale senza precedenti, che a mio parere rimane una delle storyline migliori di tutti i tempi.

Un gameplay molto realistico per i tempi ed intuitivo, che mescolava brillantemente azione e narrazione, dando vita oltre tutto al nuovo genere di gioco denominato Stealth Action.

Questo articolo è dedicato ai nostalgici come tributo al buon gaming, e allo stesso tempo vuole essere un invito per nuove generazioni a mettere da parte l’aspetto grafico sicuramente datato per gli standard moderni, e provarlo come un esperienza nuova che vi assicuro non tradirà le vostre aspettative.
Immaginate di approcciarla come fosse un buon film che non invecchia mai.

 

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MediEvil un viaggio nel tempo

Un viaggio condiviso tra le vecchie e nuove generazioni

Se mi chiedessero quale potrebbe essere secondo me un anno d’oro per i videogiochi da dire al volo senza pensarci sicuramente direi il 1998.
In questo anno di grandi successi viene rilasciato dalla stessa Sony un grande classico, il nostro cavaliere pauroso in cerca di riscatto Sir Daniel Fortesque, che funge da protagonista in MediEvil.
Un titolo che immediatamente ci conquistò con il suo gameplay rapido, intuitivo e divertente, che ci teletrasportava nel regno di Gallowmere nei panni di un cavaliere non morto risvegliato da un incantesimo del malvagio mago Zarok. La storia è il viaggio di Sir Daniel tra i vari livelli per liberare tutto il regno di Gallowmere fino allo scontro finale con Zarok, seppur concettualmente semplice la trama contiene elementi classici della morale fiabesca, propria di favole classiche come ad esempio quelle dei fratelli Grimm. Riscatto e voglia di fare la cosa giusta sono il filo guida di questo viaggio, quasi come una favola divertente, intuitiva ed adatta a tutte le età, che per un appassionato di videogiochi è certamente un esperienza consigliata da non perdere.

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Recentemente è stata annunciata una versione Remastered per Ps4 che dovrebbe supportare il 4k per ps4Pro ed a quanto si lascia intuire sarà un lavoro simile a quello fatto per il recente Crash Bandicoot.
A tal proposito la comunità sembra piuttosto divisa sull’argomento, alcuni sostengono che un semplice Remastered sia incompleto perché vorrebbero un nuovo vero e proprio capitolo, mentre i più critici lo vedono proprio come un progetto inutile da non doversi fare. A prescindere da tutto ciò, ovviamente c’è anche una grande comunità che ha apprezzato questa notizia e vede il progetto come un omaggio ad un gioco, che ha saputo e saprà smuovere la fantasia delle vecchie e nuove generazioni di videogiocatori.

 

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La prima vera esclusiva Multiplayer Playstation

Socom Us Navy Seals “l’era del Multiplayer”

Nel 2002 Sony con playstation 2 si lanciava nel mercato online per console, aprendo la pista ad un mondo di gaming online formato casalingo che negli anni è arrivato a livelli incredibili.
Tutto questo si rese possibile applicando il Network Adapter alle playstation 2, un accessorio che le connetteva nell’universo Multiplayer e nel contempo Sony irrompeva con un titolo che negli anni divenne il simbolo del gaming competitivo online, ed il padre delle moderne saghe uscite successivamente come CoD o Battlefield.
Socom Us Navy Seals, dominatore del mercato di guerra a squadre nell’era playstation 2, e riproposto anche su playstation 3 con una versione confrontation esclusivamente online, simile al concetto dell’attuale Rainbow6.
Per chi lo ricorda non servono presentazioni, per i più giovani il gioco poneva 2 squadre 8vs8 senza respawn su diverse modalità a contendersi la vittoria, particolarità importante che il tutto era solo in 3 persona; concetto che nel competitivo odierno si è perso e spostato sul First Person, molto tattico ma con una buona dose di arcade.
Seguito da milioni di giocatori in tutto il mondo, fu anche tra i primi giochi e primo nel genere per console ad essere proposto come Esports a livello di comunità sia italiana che internazionale.
Un grande pezzo di storia che vanta il merito di aver contribuito a diffondere l’online gaming per console. Attualmente è in lavorazione un progetto non ufficiale che potrebbe far prendere vita ad un nuovo capitolo come erede spirituale del Franchise, Socom H-hour addirittura previsto per la primavera 2018 su Ps4.

 

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Gli Ultimi Jedi: la recensione senza spoiler

Il peso delle responsabilità
Star Wars Gli Ultimi Jedi.
No spoiler.

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana….

Era il 1977 e George Lucas usciva nelle sale cinematografiche con la sua rivoluzione senza tempo e senza età.
Nessuno avrebbe potuto prevedere il fenomeno che si stava per avviare, un processo che avrebbe cambiato per sempre la fantascienza, che avrebbe innovato e condizionato più cose di quante forse se ne erano comprese o volute. C’era un idea, un progetto ed un sogno, sicuramente tanta passione unita alla voglia di raccontare qualcosa; in questo contesto oggi a distanza di 40 anni ci troviamo ancora a parlarne ed analizzare un nuovo lavoro figlio di tutto questo percorso.
Capita alcune volte, raramente di sentire il peso di quello che si sta metabolizzando, solo nello scrivere questo articolo percepisco una sensazione quasi di tutto il peso che rappresenta questo progetto e della difficoltà nel riassumerlo in poche righe che riescano a rendere giustizia a tutto ciò.
Non si tratta solo di valutare un singolo film, ma in gioco ci sono tutte le emozioni e le responsabilità che derivano da tutta la storia di questa saga, perché il punto in questione è proprio questo; ovvero in ogni momento che noi ci troveremo a valutare di questo ultimo lavoro consapevolmente o inconsapevolmente, ci troveremo sempre in un constante mettere a paragone il background che conosciamo di ogni situazione. Ad esempio come possiamo valutare singolarmente il personaggio di Luke in maniera imparziale basandoci solo sui valori che esprime in questo ultimo film? Possiamo non essere influenzati da ciò per cui lo abbiamo già conosciuto? Come possiamo estraniarci da tutto quello che rappresenta da anni e gli si è costruito intorno? Come possiamo staccarci dal peso di un imperatore Palpatine e dal suo ruolo di rappresentante del lato oscuro a confronto di un attuale Leader supremo Snoke?
Kylo Ren vive un forte disagio, una spaccatura della personalità, può paragonarsi al dualismo di Darth Vader?
Insomma queste sono domande che portano molto peso, non potremo rendere giustizia in nessun modo ad un moderno lavoro cercando di estrapolarlo e valutarlo fine a se stesso, perché come ci ricorda lo stesso Luke “devono esserci sempre delle leggende” perciò la prima trilogia sarà sempre una leggenda con tutto il suo peso, ed è così che deve essere, devono esserci miti e leggende per poter dare peso anche alla modernità.
Per citare un vecchio film classico del cinema “cosa sarebbe il mondo senza Capitan Uncino? È tutto qui allora, il passato di Star Wars dovrà sempre esistere per poter dare voce al suo presente, non potrà esserci un migliore o un peggiore tra vecchio e nuovo, ma dovrà essere un presente in continua espansione. Un presente che trova idee e conforti nel lavoro di tante persone che con passione portano avanti un universo che vuole continuare ad espandersi.
Questo Ultimi Jedi è un film che vale? Di qualità ? Funzionale ?
Io risponderei certo a tutte le domande, rappresenta il presente di questo universo che amiamo con le note attuali della società che rispecchia, fatto di alti e bassi, di battute controverse e criticabili, di vuoti non spiegati e dubbi non chiariti.
Tutto questo è Star Wars, un equilibrio tra luce ed oscurità, dove ci sono domande e risposte non sempre sufficienti oppure dov’è alcune volte ci sono troppe risposte per poche domande. Non bisogna sforzarsi di trovare a tutti i costi il giusto senso e la giusta visione di questo lavoro, non si può standardizzare, non si può isolare e catalogare, tutto il lavoro è connesso ed interconnesso. Troppo peso ormai grava su ogni pezzetto di questo universo che risulta impossibile andare a giudicarlo fine a se stesso.
Ci sono 40 anni di diversità generazionali tra la prima uscita e gli Ultimi Jedi, tutto quello che possiamo fare se volessimo dare delle valutazioni, è giudicare ad esempio le singole interpretazioni sul puro metro dell’abilita di recitazione dell’attore, o il montaggio, gli effetti speciali e per finire tutto il lavoro tecnico e sonoro. A mio parere posso dire che nel film questi elementi sono tutti come ci si poteva aspettare, ovvero adeguati e di buon livello complessivamente, ma come già spiegato entrare in un giudizio sui significati di cosa ci venga rappresentato e se siano in linea con l’opera iniziale risulta abbastanza difficile. Nel provare a giudicare ciò, si potrebbe rischiare di cadere solo nel singolo gusto personale e nella propria immaginazione, su cosa ognuno di noi avrebbe voluto o sperato di veder succedere.
Sintetizzando in questa storia troviamo delle chiusure e delle aperture, dove tutto sarà da giudicare ed acquisterà pieno senso all’indomani dell’episodio IX, momento in cui avremo la vera visione d’insieme.
Se non avete ancora visto il film quello che posso anticiparvi è che si snoderanno contemporaneamente le vicende dei personaggi, che con le loro fragilità e coloriture alla fine arriveranno ad una quadratura generale che in un certo senso donerà una “Nuova Speranza” per tutti, così che il titolo del primo Quarto Episodio nel suo doppio Ottavo Episodio trovino un filo conduttore e una congiunzione attraverso i decenni.
Ultima coincidenza che ho voluto probabilmente trovare io, ma comunque curiosa, il primo film del 1977 era il quarto episodio, nel 2017 esce 40 anni dopo l’ottavo Episodio, quindi esattamente 4 decenni dopo passiamo dal quarto all’ottavo, insomma potrebbe far riflettere questo gioco numerico piuttosto ordinato seppur nella sua probabile casualità.

 

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The Founder “il successo sta nell’ottimismo”

“Pensa positivo perché sei quello che pensi” questo è uno dei mantra che ispirava Ray Croc l’uomo che ha messo in piedi l’impero McDonald’s.

Quale maniera migliore di iniziare questo 2018 se non all’insegna della positività e dei giusti propositi per raggiungere il giusto successo che ognuno di noi merita.

Io ho pensato di farlo parlando di The Founder, la storia vera dell’imprenditore Ray Croc che dopo una vita passata all’inseguimento del “sogno americano”, finalmente a 52 anni lancia uno dei progetti più importanti a livello mondiale degli ultimi 100 anni, la massificazione di un marchio che oggi è parte di milioni di persone. Chi non ha mai mangiato da McDonald’s?

Il film nel suo complesso è molto attraente, Michael Keaton è impeccabile nel ruolo, riesce a trasmettere l’entusiasmo e la voglia di fare del suo personaggio in maniera perfetta.

Il film non è solo rose e fiori nella sua sceneggiatura, non cerca di farci trasparire un idea idilliaca del protagonista, anzi ci mostra anche il suo aspetto spietato ed opportunista, avidamente legato ai valori capitalistici che sono stati il motore trainante degli Stati Uniti degli ultimi 70 anni.

Una storia vera nei suoi contenuti, romanzata in parte per rendere il tutto più accattivante, cosa in cui riesce perfettamente coinvolgendo lo spettatore a 360 gradi. Per chi non avesse ancora capito il film ci parla di Ray Croc e di come abbia messo in piedi uno dei franchising di maggior successo al mondo, McDonald’s.

Concludendo un film consigliato, energizzante ed adatto ad un grande publico, che per chi ne coglierà i suoi lati positivi, fungerà da ottima fonte d’ispirazione per non mollare mai e raggiungere i propri obiettivi.

 

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