DISCUTIAMONE: Kratos è cambiato, perché un successo?

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Kratos è cambiato, uno slogan che racchiude tanto significato.

Cosi voglio iniziare questa riflessione, sul perché quest’ultimo God of War è riuscito a stupire tutti; pubblico, critica e addirittura addetti ai lavori.

Credo che la chiave sia proprio il cambiamento, quest’aggiornamento nel modello e lo stile di gioco ai nostri giorni è uno degli elementi chiave che hanno determinato questo successo e mi chiedo, ma è tutto qui? secondo voi?

Molte persone attribuiscono all’elemento gameplay, il motivo di questo successo, trovare un gameplay attualizzato, in linea con altri giochi del genere, ha fatto si che piacesse; ma secondo me non è cosi semplice. Anzi sicuramente il nuovo gameplay, moderno e attuale è un fattore che contribuisce ad arricchire il gioco, ma io ho trovato e riassunto tutto questo successo, in un elemento, la narrazione.

La narrazione è quel plus che enfatizza tutti gli altri aspetti ed elementi del gioco; dal gameplay, alla storia o alla grafica e lavoro tecnico stesso. Voglio spiegare bene cosa intendo per narrazione, non soltanto la trama o storia, ma proprio il modo come viene raccontata, come sono state magistralmente fuse le scene d’intermezzo, come la componente del viaggio tra padre e figlio, diventi proprio un racconto tra i due personaggi. Il gioco piace perché senza che il videogiocatore se ne accorga, riesce a trasportarlo veramente in questo viaggio, fatto di scoperte, sorprese e il continuo conoscere questo rapporto tra il padre e il figlio.
Kratos è un personaggio rinnovato, in realtà assolutamente diverso rispetto gli altri God of War; lui stesso è stato artefice di questo cambiamento e ha voluto diventare una persona diversa. Effettivamente questi elementi psicologici ed introspettivi ci fanno conoscere un nuovo Kratos e qui torniamo all’aspetto del cambiamento, che a questo punto viene costruito in una narrazione progressiva, supportata dalla tematica del viaggio. Questo viaggio è psicologicamente il miglior espediente possibile, che Studio Santa Monica ha saputo utilizzare, per poterci costruire tutta l’esperienza e lasciatemi dire, ci è riuscita alla grande.

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Nel viaggio conosciamo il nuovo Kratos, ci vengono introdotti tanti nuovi elementi e viviamo proprio questa sensazione di scoperta che ci coinvolge sempre più. Inizialmente può sembrare quasi banale la storia, ma uno dei suoi punti di forza è proprio questo, iniziare il viaggio non sapendo nulla di cosa aspettarsi.
I colpi di scena ed il collegamento con il passato di Kratos, in tutto ciò forniscono un ottimo legame per tutti i fan storici della saga; anche se per come è strutturato è un titolo, che risulta godibile a tutti, vecchi e nuovi fan.

E’ tutto qui il segreto del successo?

Non solo, come ho detto il segreto sta nel cambiamento ed ora voglio tornare proprio sul gameplay. Perché è cosi vincente?, se ci pensiamo bene è simile a tanti giochi attuali, ma secondo me c’è una cosa che particolarmente lo rende vincente; sto parlando della semplicità. Per me la semplicità è tutto, riesce a rendere il giocare un elemento di relax, invece di trasformarlo in un qualcosa di stressante. Certo ci sono i vari livelli di difficoltà che rendono il tutto impegnativo, ma con semplice non intendo quindi il grado di difficoltà, ma proprio l’immediatezza con cui si riesce a giocare. L’immediatezza è stato il cavallo di battaglia storico di God of War, telecamera fissa, scorrimento in avanti e ammazza tutto. Bhé, secondo me sono riusciti a mantenere la stessa sensazione, pur attualizzando il concetto di telecamera e gestione dei comandi. Non finisce qui però, quest’immediatezza del gameplay è perfettamente fusa nella narrazione e qui mi ricollego alle riflessioni di prima.

Sostanzialmente giocando si vive lo stesso svago dei vecchi GoD, ma con la sensazione di giocare un Horizon Zero Dawn per fare un esempio, o un L’Ombra della Guerra; c’è stato un passaggio da un concetto antico di gioco, quasi platform, alla modernità, mantenendo comunque quella sensazione classica del gioco. Il tutto condito da una profondità narrativa, molto più importante e studiata.

Credo sia evidente di come dietro questo grande lavoro c’è stata la voglia di costruire delle nuove basi su cui sviluppare altri capitoli. Senza dubbio sarà un’altra trilogia, magari non i cinque titoli di cui si è parlato in questo periodo, ma certamente l’avventura non finirà presto.

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Ora come avete letto, non sono voluto entrare nell’analisi del gioco tecnica, o visiva, non era questa una recensione, in realtà proprio perché molto colpito dall’intensità di questo “viaggio”, ho voluto ragionare sulla ragione del successo di questa esperienza e spero possa aver trovato un riscontro in voi che state leggendo.
In conclusione, bisogna proprio ribadire Kratos è cambiato e menomale! Grazie Studio Santa Monica.

Amici sarei curioso di sapere la vostra opinione in merito, se volete lasciate un commento per fare due chiacchiere.
Alla prossima.

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Quanto sono importanti le esclusive per le console?

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Nelle community di videogiocatori, il tema delle esclusive è sempre uno dei più discussi. Sia per effettiva qualità dei giochi ed importanza tra le piattaforme concorrenti; che per un più semplice e limitato campanilismo, capace anche di sfociare in un simil-tifo calcistico tanto caro a noi italiani.

Sicuramente, i titoli prodotti in esclusiva per una determinata piattaforma sono un modo che hanno le grandi case produttrici (ovviamente Sony e Microsoft), per cercare di portare noi giocatori sulla propria ammiraglia. Quanti, negli anni, hanno acquistato l’una o l’altra console spinti dal desiderio di giocare alcuni determinati titoli, non disponibili sull’altra?

In questo periodo storico però, stiamo assistendo ad un fenomeno alquanto strano. Se la società giapponese continua a puntare forte su questa tipologia di investimenti (tra i tanti, giochi come Bloodborne, Uncharted 4, Horizon: Zero Dawn e God of War), la sua rivale, complici anche le difficoltà di Xbox One al lancio e qualche sfortuna con alcuni titoli cancellati come Scalebound, ha deciso di spingere meno su questa esclusività, provando invece a fondere pian piano il gaming tra console e PC (inteso solo come Microsoft Store però, facendo più problemi verso piattaforme come Steam e compagnia) e sfornando anche un’idea abbastanza nuova per il mondo dei videogiochi (al massimo paragonabile a EA Access), ovvero il videogioco come “servizio”, una libreria di titoli e funzioni ottenibile tramite l’abbonamento a Xbox Game Pass, sulla falsariga del successo ottenuto in altri settori da Netflix, il rampante Amazon Prime Video ed altri che hanno attuato tale politica.

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Solo il futuro ci dirà se sarà una scelta premiante o meno, e chi dei due avrà imboccato la strada migliore per il bene del gaming. Per ora non ci resta che provare a fare ipotesi, immaginare le eventuali conseguenze e vedere se per davvero i due colossi del mercato console si stanno separando verso due direzioni diverse.

Sony sta vedendo la sua linea premiata. Le esclusive vendono, eccome, e fanno vendere la console. Playstation 4 ha surclassato la rivale, che anche con Xbox One X non è riuscita a risollevarsi, e che, nonostante titoli come Sea of Thieves e il prossimo State of Decay 2 (entrambi cross-play con il PC, ricordiamo) non riesce a sfornare titoli capaci di invogliare i giocatori a passare alla casa di Seattle.

La speranza è che Xbox Game Pass possa aiutarla a risollevarsi, perché il mondo del gaming ha assoluta necessità di questo dualismo. La concorrenza, la sfida giorno dopo giorno a far meglio del proprio avversario, è un vantaggio soprattutto per noi giocatori. Più qualità, più scelta. Ma riuscirà a farlo senza esclusive degne della controparte? Halo e Gears of War non sono più quelli di una volta, ed appunto questi nuovi first-party del 2018 non sono al livello dei corrispondenti Sony,per quanto intriganti e divertenti. Speriamo che Phil Spencer e compagnia riescano a rendere davvero valido questo progetto, così da riportare un po’ di verve nel mercato, la quale ormai manca da fin troppo tempo.

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Kratos ed il Guanto dell’Infinito: un Easter Egg permette di sbloccarlo

Recentemente degli utenti di Reddit hanno scoperto un Easter Egg dedicato ad Avengers Infinity War.  Vi piacerebbe ottenere il Guanto dell’infinito?

Grazie a una quest speciale assegnata da Sindri, questo è possibile.
“Attenzione possibili Spoiler”

Durante la quest Family Business assegnata da Sindri si potrà trovare un talismano chiamato “Shattered Gauntlet of Ages”. La descrizione dell’oggetto recita: “Un’antica reliquia di Hel viene ritenuta troppo potente per rimanere integra, i frammenti della sua antica forza giacciono sparsi per i regni”

Approfondendo si finisce per scoprire che il gioco contiene 6 incantesimi sparsi nei regni, che sono paralleli alle Infinity Stones trovate nell’universo Marvel.
Eccoli di seguito: (a sinistra nome incantesimo e a destra l’equivalente stone del mondo Marvel):

  • Andvari’s Soul – Soul Stone
  • Njord’s Temporal Stone – Time Stone
  • Eye of the Outer Realm – Space Stone
  • Ivaldi’s Corrupted Mind – Mind Stone
  • Asgard’s Shard of Existence – Reality Stone
  • Muspelheim Eye of Power – Power Stone

Quando tre di questi incantesimi epici vengono incastonati nel guanto si ottiene una grande ricompensa: la versione di Kratos del Guanto dell’Infinito, che vi permetterà di sparare raggi viola dal pugno. Ad inizio Notizia vi abbiamo lasciato il video.

Chi affronterà la sfida? fatecelo sapere nei commenti.

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Fonte: reddit
Fonte: everyeye

God of War: al termine del gioco si potranno rivisitare alcune zone

Il game director di God of War Cory Barlog, è in viaggio per un press tour, nonostante questo riesce a tenerci aggiornati attraverso twitter con notizie e anticipazioni interessanti. Come questo suo ultimo tweet che ci da una gustosissima anticipazione sul gioco:

A quanto pare, al termine del videogioco sarà possibile tornare in alcuni dei luoghi già visitati in precedenza, non sappiamo se saranno tutti, nemmeno quale sia la modalità che permette di fare ciò, ne che impatto avrà questa novità sulla progressione della storia. Certamente è una novità assoluta per la serie, in un certo senso fa percepire un respiro di freschezza sulle dinamiche del gameplay.

Eravamo già venuti a conoscenza di un’altra importante modifica alle strutture classiche della serie, come l’abbandono della telecamera fissa e una nuova gestione delle inquadrature.

Ad oggi sicuramente questa notizia farà molto piacere a chi si propone l’obiettivo di completare tutte le attività possibili e raccogliere ogni collezionabile previsto.
Concludendo non resta che scoprire come verrà gestita questa possibilità, se ad esempio a fine storia principale ci sarà una libera esplorazione del mondo di gioco, certo in ogni caso rimane un ottima cosa.

Ricordiamoci che domenica sera, prima della puntata di Family Guy (I Griffin) che andrà in onda in USA, verrà trasmesso un lungo spot di 60 secondi. L’appuntamento rimane confermato per il 20 aprile.

 

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Detroit Become Human, quale può essere il suo significato?

In un futuro distopico, non molto lontano, si svolgeranno le storie di Detroit Become Human. Il gioco seguirà le vicende di tre androidi, delle macchine progettate per servire che ad un certo punto cominciano a provare delle emozioni; questo porterà ad una serie d’eventi che cambieranno le sorti della storia.

Gli androidi sono tre, Connor, Kara e Markus; tutti e tre rispecchiano rispettivamente differenti ruoli stereotipizzati. C’è Connor l’investigatore, progettato per aiutare gli umani in casi contro altri androidi; Kara l’emotiva, che fugge verso la libertà insieme ad una bambina umana e c’è Markus il leader della rivoluzione degli androidi.

La cosa interessante è come oggi sempre più sia predominante la tematica dell’impatto, che avrà la tecnologia sul nostro futuro e quella che sarà l’interazione tra l’uomo e la macchina. Molti film e molti videogiochi ci presentano androidi e fusioni tra corpo umano e cibernetica. Quindi viene quasi da pensare, che l’essere umano si stia in un certo modo convincendo di essere destinato ad un parziale abbandono della sua fisicità e carnalità, per fondersi al sempre più vicino mondo cibernetico. Nel cinema e nelle serie tv questo fenomeno è sempre più presente, come ad esempio una delle ultime serie Netflix di grande successo Altered Carbon. Ma anche film come Io Robot con Will Smith, insomma gli esempi sono tanti.

Questo videogioco cerca quindi di teletrasportarci in una storia che ancora una volta ci pone difronte questo futuro, che a quanto pare sembra una delle nostre principali fantasie degli ultimi anni.

Infine perché Detroit come città? Secondo me perché è stata più volte protagonista cinematograficamente come ambientazione per storie a tema simile e qui voglio citare tra tutti un grande cult anni 80′ Robocop.

Quindi Sony Interactive Entertainment e Quantic Dream, finalmente hanno ufficializzato la data prevista per il 25 maggio. Questa ennesima esclusiva playstation sembra voler spingere sull’acceleratore delle aspettative.

Cosa ne pensate?

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The Last of Us Part 2 potrebbe uscire durante il 2018?

PlayStation Sweden attraverso un nuovo post sulla sua pagina facebook ci fornisce un nuovo indizio sulla possibilità che il nuovo attesissimo titolo Naughty Dog possa essere rilasciato entro il 2018.

All’interno di questo post sulla pagina PlayStation Sweden vengono citate alcune delle prossime uscite playstation come God of War, Days Gone, Spider Man e lo stesso The Last of Us Part 2. La particolarità sta nel fatto che si conclude con l’affermazione: “Questo sarà un incredibile anno per PlayStation”.

PlayStation Sweden intendeva dirci che tutti questi giochi usciranno durante il 2018? magari no, ma possiamo sperare.

Naturalmente si tratta di speculazioni e non ci sono conferme ufficiali.

 

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God of War: no al Season Pass

No al season pass, arriva la conferma via twitter da Cory Barlog il director del gioco.

Nella stessa occasione ha ribadito che per avere maggior informazioni sulla storia e i personaggi, i fan dovranno aspettare l’uscita del gioco. In più dice di aver appena completato un’altro playthrough trovandolo eccezionale, ovviamente sa di essere di parte e lascia la parola al futuro giudizio dei fan.

God of War è atteso nei prossimi mesi, è una delle più acclamate esclusive playstation degli ultimi anni.

Trovo ammirabile la scelta di non uscirsene con il Season Pass e in un certo senso restituire ai giocatori quella sensazione di un tempo, quando compravano un gioco e sapevano di avere tra le mani un esperienza completa senza costi aggiuntivi (speriamo!).

 

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DAYS GONE: preparate i Popcorn, possibili molte ore di filmati

Ad oggi le informazioni che abbiamo su Days Gone sono ancora piuttosto esigue, e mentre Sony rimane silenziosa, ci arriva una nuova anticipazione da parte di una fonte piuttosto insolita.

Durante l’episodio di Reverse the Verse, una trasmissione dedicata a Star Citizen, il community content manager Jared Huckaby ha affermato di essere in contatto con l’attore Sam Witner (interprete del protagonista di Days Gone, Deacon St. John), il quale a sua volta gli ha rivelato che nel gioco di Bend Studio saranno presenti “un sacco di ore di filmati”.
Questo potrebbe essere un interessante elemento capace di rendere il tutto molto cinematografico, oppure troppo pesante e noiso, staremo a vedere. Comunque Huckaby ha poi aggiunto che queste “ore” potrebbero essere anche interattive.

Ovviamente non essendo una notizia proveniente direttamente dagli sviluppatori, va presa con le dovute cautele. Certo è che la narrazione rivestirà un ruolo importante in Days Gone. La data d’uscita non è stata ancora annunciata, salvo che sarà durante il corso del 2018.

In ultimo vi ricordo che il supporto al 4K e alla tecnologia HDR su PlayStation 4 Pro sono stati già confermati.

 

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Fonte: dualshockers.com

Days Gone I love Zombie

Una delle esclusive playstation più attese

Il gioco parla di The Walking Dead ed il protagonista è Deryl…..
Ovviamente non è cosi, ma ad una prima occhiata sul gioco per chi conoscesse la serie il paragone è d’obbligo, con questo non voglio assolutamente dire che sia un male, anzi le aspettative sono molte e speriamo il tutto sia originale e di livello.

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In questi primi giorni del 2018 la comunità dei videogiocatori playstation si sta ancora chiedendo quando sarà annunciata la data di uscita, che è prevista nel corso di quest’anno.
Stando a quanto ci dicono gli sviluppatori il videogioco sarebbe finito e giocabile interamente, ma al momento si stanno concentrando sulle rifiniture tecniche e di gameplay, perché probabilmente non vorranno rischiare di rilasciare un gioco debole per la fretta di uscire, un male che oggi giorno colpisce diverse produzioni.

Di cosa parla il gioco?
Pandemia, infestazioni, sopravvivenza. Da quello che abbiano capito sarete Deacon, uno pseudo motociclista dall’aria molto dura e spavalda intento a sopravvivere in un mondo in preda ad un infestazione globale, più che nel mondo giocherete nella fine del mondo.

In cosa consiste il Gameplay?
Dovrete sopravvivere ad orde di infetti che siano animali o umani, poi ci saranno anche le bande locali, criminali e signori del crimine, giocherete in terza persona, avrete con voi la vostra moto che fungerà anche da ripostiglio portatile ed in poche parole dovrete ingegnarvi per sopravvivere. Insomma se avete un idea per fare un esempio di come sia la serie The Walking Dead, potremmo riassumere il tutto con molto simile.

A livello tecnico?
Il lavoro sembra di qualità, c’è una bella varietà di alternanze tra il ciclo giorno notte e cambiamenti climatici casuali che sapranno influire sullo scenario, gli umani ed animali infetti potranno essere delle variabili a sorpresa che vi terranno sempre con il fiato sospeso, ed il tutto con una resa grafica piuttosto di qualita, anche se non ai massimi livelli. Per poter gestire tanti elementi su schermo si sono dovuti trovare dei compromessi, ma ovviamente è stato confermato il supporto 4k e HDR per la ps4pro.

In questi ultimi anni il tema del disastro globale e della fine del mondo sotto forma d’infezione, pandemia, infestazione zombi o di vampiri e creature del male, è uno degli argomenti principali sfruttati per il Cinema, Serie tv o Videogiochi, proprio per questo motivo siamo tutti molto abituati e saturi dell’argomento, perciò fare un qualcosa di originale non sarà un impresa facile.

Mi auguro che casa Sony riesca a stupirci ancora una volta, infondo ormai a tutti piacciono gli Zombi

 

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