Articoli Scrivi TU

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Cari amici lettori, in questo spazio troverete di volta in volta gli articoli inviati alla nostra rubrica SCRIVI TU, scritti da “Voi”.

Scritto da Capitan Killa del 3/04/2018: Recensione Metal Gear Survive

A più di un mese dall’uscita aspettavo da pazzi questo gioco, mi è piaciuto e continua a piacermi. Tutto sommato il gioco è bello, ma presenta molti problemi a livello ripetitivo, dopo aver concluso la storia rimane solamente lo scavo in base con le ondate, deduco che questa cosa sia ripetitiva e un po’ noiosa. Dopo aver racimolato tante risorse, gabbie, ecc, per il mantenimento della base degli alimenti si consuma troppo velocemente, per non bastare che se non entri nel gioco almeno 1 volta a giorno succede un dramma, ti ritrovi con tutto a 0 e questa cosa da profondamente fastidio. Parlando del multiplayer bello competitivo ma ancora scarno per alcune cose, anche qui sempre e solo ondate, oltre che la missione sopravvissuto da portare allo scavatore. Detto ciò il gioco in se piace ma troppe meccaniche che ancora se proprio dovrà vedere la luce e non buttare nelle fondamenta ciò che Konami è riuscito a creare, deve avere un lungo supporto con nuovi contenuti e molto altro perché se no, ci ritroveremo sempre a far la stessa cosa, ogni giorno. MIO GIUDIZIO FINALE GIOCO MOLTO BELLO MA LONTANO DALLE MECCANICHE DI METAL GEAR SOLID. La mano di Hideo Kogima si vede che manca è troppo anche. Io spero dal profondo, che questo METAL GEAR SURVIVE introdurrà qualcosa di livello speciale e anche un PVP Mode 4vs4 nella polvere, sarebbe fantastico avere del materiale del genere in game.

 

Scritto da Eghito del 14/04/2018: Recensione 7 Days to Die

In una giornata esplorativa di titoli survival, io ed altri tre amici ci siamo imbattuti in “7 days to die”. Attirati dall’offerta a 9,99 euro (costo senza offerta 34,99)sullo store ps4 decidemmo di acquistarlo. Dopo un breve download (solo 1,7 gb) ci siamo ritrovati in un open world post apocalittico popolato da zombies. La prima cosa che ci ha colpito è stata la qualità grafica veramente bassa, d’altronde la casa editrice “The Fun Pimps” realizzò per PC questo titolo nel lontano 2013, arrivò poi per console xbox one e ps4 nell’aprile 2016 pressoché invariato qualitativamente. Non facendoci scoraggiare da ciò decidemmo di proseguire. Seguendo le quest del tutorial in alto a destra ci si può fabbricare velocemente i primi oggetti basici per la sopravvivenza e dopo aver schivato o ucciso diversi zombie ed aver esplorato piccole case alla ricerca di cibo, tramite le coordinate riuscimmo a raggrupparci tutti e quattro, rendendoci conto della grandezza non indifferente della mappa. Proseguendo nel gioco, come per quasi tutti i survival, arriva il momento di farsi un abitazione. 7 days to die ci mette a disposizione un sistema di collocazione delle strutture alquanto obsoleto ma efficace e ci offre la possibilità di costruire da zero una casa raccogliendo tutti i materiali necessari (cosa molto ardua all’inizio del gioco), oppure di sfruttare abitazioni già esistenti dando libero sfogo alla fantasia barricandole come meglio si crede o scavando fossati, spuntoni in legno ecc… Quello di cui ci si rende conto durante il gioco è la gran varietà di costruzioni, utensili, armi, modalità di utilizzo oggetti e tipologie di risorse presenti nel gioco. Ad esempio: nel cucinare della carne in un fuoco da campo ci verranno proposte diverse modalità di cottura in base agli utensili a nostra disposizione, offrendo così differenti risultati in merito ai benefici di quando la si assume; sono dinamiche ben conosciute dagli appassionati di survival games ma, a mio avviso, ben realizzate in questo titolo ormai datato. Il fattore adrenalinico si fa sentire durante l’esplorazione di varie città più o meno grandi e aumenta durante la notte quando gli zombie diventano più veloci e pericolosi. Man mano che si aumenta di livello, come per molti altri giochi, si guadagnano punti da poter spendere in numerose categorie che sono davvero parecchie e specifiche. Per quanto riguarda il multiplayer, 7days to die ha gravi difetti, almeno per console: prima di tutto il numero max di players in contemporanea in una partita è di quattro dopodiché, non avendo server o una ricerca host specifica succede che, quando chi ha creato la partita, nonché host, si disconnette, gli altri giocatori presenti perdono la connessione con tale partita senza possibilità di rientrarvi sino al ritorno dell’host iniziale. Questo per chi arriva da altre esperienze survival in multiplayer (esempio ark) risulta essere davvero pesante. In conclusione: sommando meccaniche e grafiche datate ma ancora efficaci con, dinamiche tutt’ora utilizzate nei survival e ben sviluppate direi che 7 days to die è un gioco per veri appassionati del genere che non dovrebbero assolutamente perderselo nel loro pacchetto di esperienze.

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