NINTENDO LABO: il futuro è oggi!

Crea, Gioca e Scopri, il mantra e la filosofia guida che ispira l’approccio del Nintendo Labo al mondo, uno nuovo modo di volersi relazionare con le persone mai visto prima.

Cosi Nintendo stupisce tutto il mondo videoludico con l’annuncio del suo imminente Nintendo Labo, qualcosa di mai visto, qualcosa che sarà destinato a cambiare il concetto stesso di gaming.

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Un prodotto innovativo che fin da subito si mostra per quello che vuole essere e per il target principale di suo maggior riferimento. Prima di proseguire sulle riflessioni di cosa potrà rappresentare, capiamo di cosa si tratti nello specifico.

Si tratta di usare la fantasia, si tratta di viaggiare insieme a “Mary Poppins” all’interno di dipinti e mondi immaginari, si tratta di scoprire il mondo di “Narnia“, si tratta di volare all’isola che non c’è alla scoperta di nuovi modi inesplorati di concepire il videogioco.
Esempi forti quelli che utilizzo ma che nella mia testa hanno subito stimolato le possibili idee e applicazioni che questo Nintendo Labo potrebbe offrire ed aprire per il futuro. In primis permette di poter abbinare l’immaginazione a qualcosa di concreto e tangibile, permettere ad un bambino che si diverte nella sua stanza a combattere con super Robot, immaginando di pilotarli guardando i cartoni animati, di poter unire questa fantasia alla realtà visiva di pilotare ed essere lui stesso davvero il suo Robot; di poter sognare di fare corse spericolate in motocicletta o di costruire il suo pianoforte per poterci suonare. Quanti bambini da piccoli disegnano su un foglio i tasti della loro tastiera immaginaria, per suonarci e nella loro mente immaginare grandi suoni e melodie. Io guardando il video di lancio del Labo ho come visto nella mia mente un film i cui alla Nintendo si sono detti perché quel disegno non lo facciamo diventare realtà, perché quei suoni non li facciamo sentire davvero, perché allora non facciamo proprio costruire il pianoforte? e da questa domanda ne sono nate tante altre, perché non lo facciamo pescare dentro camera sua? e perché non lo facciamo diventare lui stesso un robot?

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Io l’ho voluta immaginare cosi la progettazione, una sorta di casa di babbo natale dove ogni anno vengono inventati e costruiti i regali per ogni bambino. Magari non sarà stato tutto cosi, ma di certo si saranno detti facciamo sognare le persone, ed apriamo la strada a un evoluzione o forse una rivoluzione del concetto stesso di videogioco, rendere il digitale qualcosa di reale e palpabile con mano.

Cominci a farti un idea?
Sono stato colorito e fantasioso in questa introduzione, ma volevo fosse un viaggio introduttivo alla scoperta dell’offerta di questo Nintendo Labo, un set composto da fogli di cartone, colori e nastri che permettono la costruzione di attrezzature ed oggetti reali, fatti letteralmente di cartoni e cartoncini, colorati e personalizzati a proprio piacimento.

Ti stai chiedendo e la rivoluzione?
In queste costruzioni si adatterà il Nintendo Switch, che trasformerà questa costruzione in un qualcosa di reale, gli darà vita, trasformerà il manubrio della motocicletta in una vera motocicletta, vi teletrasporterà con la vostra armatura robotica dentro lo schermo interagendo con lo scenario. Tante possibilità e una possibile evoluzione da qui ai prossimi anni sbalorditiva. Non parliamo di realtà virtuale, meglio, parliamo di realtà nel virtuale, una fusione di due mondi, pensata principalmente per i giovani, dai più piccoli ai più grandi! Facile da utilizzare, immediato ed immersivo!

Ancora non avete capito?
Prendete i cartoni, li assemblate costruendo la cosa che vi piace, la colorate, la personalizzate, la immaginate e poi inserendoci lo Switch, diventerà interattiva e viva, funzionale.

Una nuova era che avvicina tutti al mondo videoludico, facendogli abbandonare questo suo essere quasi qualcosa relegato a certe persone e non comprensibile, diventà un appendice dell’immaginazione. Quello che a me stupisce particolarmente è tutte le applicazioni e possibilità che potrà generare questo modo di concepire il videogioco. Oltre tutto rendendogli una funzione istruttiva e veramente formativa per i bambini, li immerge in un mondo da piccoli capace di fargli sviluppare attitudini e capacità mai pensate qualche decennio fa.

Questa è l’innovazione, andando avanti con il progresso si può fare sempre di più, perché sul presupposto della conoscenza si possono immaginare cose mai viste e ancora altre e cosi via. Pensate 100 anni fa i computer erano qualcosa di inconcepibile, poi ci sono state tante scoperte che hanno messo le persone in condizione d’immaginarne delle nuove mai viste e da questo presupposto altre ancora e via discorrendo. Questo Labo per me è figlio del progresso, fra 10 anni magari potremo avere videogiochi olografici in cui noi stessi interagiremo nel loro interno e scenario, ad esempio con armi in mano appena costruite, o enigmi da risolvere in cui dovremo costruire la soluzione al momento. Insomma, infinite possibilità scaturiranno da questa idea innovativa e d’avanguardia.

Concludendo questo Nintendo Labo è destinato ad innovare, a fare tendenza e soprattutto ad ispirare. E’ certamente la riprova che il futuro è oggi! non domani e noi non dobbiamo limitarci nei nostri sogni, un videogioco stesso può essere ispirazione e fantasia per raggiungere tutti i nostri obiettivi.

 

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Shadow of the Colossus: il vero senso del suo Ritorno

Manca ormai meno di un mese all’uscita di Shadow of the Colossus per Playstation 4 e i fan del famoso videogioco sono in trepida attesa aspettando di poter rivivere le emozioni, che hanno potuto provare in passato durante le ore passate in sua compagnia, facendolo diventare nel corso del tempo un vero e proprio cult entrato nella memoria di molti.

Uscito originariamente su Playstation 2 nel 2005, ottenne un ottimo successo dovuto soprattutto alle tecnologie con le quali fu sviluppato e alle esperienze innovative che introduceva come videogioco, qualcosa che all’epoca era ancora sconosciuto; difatti si meritò 6 anni dopo (2011) una remaster in HD su Playstation 3, a cui fu affiancato anche il primo lavoro del Team ICO (il gruppo degli sviluppatori di Shadow of the Colossus), ovvero ICO. Oggi a riprova di tanto successo stiamo per ricevere una nuova versione aggiornata del videogioco e come confermato dagli sviluppatori non si tratterà di un remaster, ma di un grande remake. Il team ricostruirà integralmente gli asset grafici, portando alla luce un lavoro visivo sicuramente che farà felici i Fan, anche se non saranno aggiunti nuovi contenuti come ad esempio colossi ed oggetti bonus, una cosa che potrebbe indispettire qualche Fan più affezionato.

Esiste una comunità di giocatori piuttosto contraria alle remastered o remake che siano. Negli ultimi tempi si punta sempre più il dito accusando l’industria di aver terminato le idee riproponendo vecchi contenuti, i giocatori di questo pensiero sottolineano come vorrebbero vedere maggiori nuovi contenuti piuttosto che vecchi “polpettoni” riscaldati. Ovviamente tante altre persone apprezzano queste proposte “vintage”, pensando possano dare modo a nuove generazioni di apprezzare titoli di valore storico e di forte proprietà artistica, oltre chi ovviamente già li conosce e apprezza la semplice possibilità di riviverli attualizzati e riscoprire la loro capacità di saper emozionare.

Sappiamo tutti benissimo quanto sia dinamica ed in continua evoluzione l’industria dei videogiochi, che anno dopo anno cambia e cerca di innovarsi entrando sempre più a contatto con la società e le persone, basti pensare al ruolo che potrebbero avere nelle future Olimpiadi.
Shadow of the Colossus potrebbe far riscoprire quell’aspetto artistico molto raro nei videogiochi, spesso negato totalmente, dove c’è una sovrabbondanza di attenzione mirata principalmente alla commerciabilità e solamente allo sviluppo di titoli che vendano a tutti i costi. Quindi bisogna dare merito ad esperienze come queste, nel cercare di rendere giustizia all’arte che può esserci dietro la creazione di un prodotto di qualità.

 

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Il futuro degli eSports e la loro “Rivoluzione”

Come molti di noi appassionati sapranno, gli eSports sono una realtà in forte sviluppo da 10 anni a questa parte, con origini anche più vecchie, ma diciamo che questo ultimo decennio con l’avanzamento tecnologico, gli ha permesso di ramificarsi e svilupparsi sempre di più. In particolare è stato il decennio delle console, dove loro stesse sono state le protagoniste di questa diffusione, rendendo il Multiplayer Online alla portata di tutti, entrando nelle case di milioni di utenti.

Partendo da uno dei fenomeni più recenti, anche se non il primo, comunque di forte impatto mediatico, faccio delle considerazioni. Il fenomeno da cui prendo spunto è l’Overwatch League, che per chi ne fosse ancora all’oscuro si tratta del campionato ufficiale mondiale di Overwatch, fin qui penserete tutto normale, la particolarità è che c’è un milione di dollari in palio per la squadra vincente! Le squadre in molti casi sono sponsorizzate o per meglio dire di proprietà di presidenti di vere squadre sportive, come ad esempio il team Boston Uprising appartenente a Robert Kraft, il proprietario dei New England Patriots, una squadra di football americano.
Questo torneo diviso in varie fasi durerà dei mesi, i giocatori riceveranno dei veri e propri stipendi, con un minimo a partire da 50.000 dollari.

Vi state facendo un idea? ed è qui che mi vien da riflettere, gli eSports stanno diventando la nuova frontiera dell’intrattenimento di massa? Immaginatevi per un momento un campionato di serie A, ma non di calcio, di Overwatch, Rainbow Six, Fifa o Pes, giusto per fare degli esempi. Seguiti la domenica in diretta su SkySport, o per meglio dire SkyeSports, oppure Mediaset eSports. Presidenti sportivi che dirigono squadre di eSports, campioni sportivi che in realtà sono campioni di eSports, Fan da tutto il mondo che li sostengono e i genitori che incoraggiano i propri figli a diventare dei campioni di videogiochi.

Il futuro che potrebbe aprirsi è ricco di possibilità, luoghi inesplorati di idee possibili e sviluppi commerciali incredibili. Se questo sia un bene o male, non lo so, certamente è la prova che tutto sta cambiando, che forse una nuova “Rivoluzione” è alle porte.
Venti anni fa i videogiochi passavano dal 2D al 3D, si affrontavano nuove frontiere dello sviluppo videoludico, era in atto una rivoluzione tecnologia. Oggi siamo da anni in una fase di evoluzione e progressione, dove per certi versi si può faticare nel creare qualcosa di “Mai Visto”. Potremmo quindi essere sulla soglia di una nuova “Rivoluzione”? non intesa in senso stretto sullo sviluppo tecnologico, ma proprio nel mondo di concepire il videogioco, una “Rivoluzione Sociale” della sua percezione.

Ho già affrontato il tema dell’evoluzione del videogioco nell’articolo “Viaggio nel tempo” dei Videogiochi, ed oggi penso potremmo trovarci difronte una nuova era 2.0.
Ad ognuno le sue considerazioni.

 

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“Viaggio nel tempo” dei Videogiochi

Cari Amici ed Amiche,

Voglio portarvi con me in un viaggio, per condividere una sensazione che da un po di tempo mi accompagna. E’ da un po che sento come un vuoto dentro me stesso, qualcosa che non riesce a colmarsi, come una “sensazione “ di mancanza. Finalmente credo di aver capito di cosa si tratti, venite con me in questo viaggio nel tempo dove vi spiegherò di cosa si tratti.

Premessa, per chi ha più o meno almeno 30 anni saprà un po di cosa parlo e gli consiglio di sedersi davanti accanto a me nella macchina del tempo, per i più giovani mettetevi dietro, godetevi il viaggio ed immaginate.

Erano gli anni 90′, i videogiochi vedevano il loro splendore con il Super Nintendo, una console epica, uscita nel 1990 rappresentava il culmine di un percorso di evoluzione che volgeva al termine. La console a 16 bit di maggior successo nella storia, la console casalinga più venduta di sempre. Qui ci fermiamo, ci torneremo tra poco, facciamo un salto in avanti di 4 anni ed arriviamo nel 1994, anno in cui viene presentata la Playstation o PSX una console a 32 bit che rivoluzionerà il mondo dei videogiochi.

In questo scenario immaginate che tante persone, proprio come me si trovavano alle prese ed estremamente soddisfatte dalla console in quel momento più di successo, il Super Nintendo. Io stesso l’ho continuato a giocare fino al 1997, anno in cui ho preso la mia Playstation. Allora torniamo indietro nel tempo e velocemente facciamo passare i miei 7 anni in compagnia del Super Nintendo, tra Mega Man X, Donkey Kong, Super Mario, Street Fighter, la lista è lunga e mi fermerò qui, comunque nel natale del 1997 ricevo la mia mitica Playstation e li viene salutato ed archiviato il mio beneamato Super Nintendo, che va ricordato come sia diventato tutt’oggi un fenomeno, amato da tutti, collezionato ed acclamato, anche riproposto di recente in una versione Mini classica.

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Quindi togliendo la parentesi Nintendo, arriviamo con la “Play” al 1997, è stato il momento in cui stava crescendo moltissimo di popolarità, e su questo vi sottolineo come all’incirca il 1999 è stato l’anno dove ha fatto il boom delle vendite, avviandosi al successo planetario nell’industria dei videogiochi di cui ne è ancor oggi protagonista.

A questo punto il viaggio si sofferma, nel 1998/99 una stagione che ha rivoluzionato i videogiochi, non per la console, ma proprio per la produzione di alcuni giochi che hanno segnato la storia, sono stati l’ispirazione per le generazioni successive, e soprattutto hanno lasciato delle emozioni incredibili a chi li viveva per la prima volta, qualcosa di mai visto, mai giocato. Una rivoluzione stava cominciando e noi ne facevamo parte.

Dopo questo percorso è arrivato il momento di tornare alla mia “sensazione” iniziale, è da un po di tempo che sento come una fame che non riesce a saziarsi, una ricerca costante, di cosa?
Un videogioco che mi faccia sentire come quando giocavo quei fantastici titoli, che mi faccia sognare e provare grandi emozioni. Vi chiederete perché ci siamo fermati in questo periodo, perché era un periodo incredibilmente emozionante, uscivano giochi mai visti prima, ognuno con caratteristiche innovative o raccontati in modi mai visti e giocati. Qualche esempio?

Metal Gear Solid, Resident Evil 2 e 3, Final Fantasy VIII, MediEvil, FIFA 98, Silent Hill, la lista è lunga, sono giochi come già detto, che inventavano e proponevano cose uniche. Ovviamente dal 98 ad oggi sono passati 20 anni e ci sono stati tanti altri giochi di grande successo, che mi hanno saputo prendere ed appassionare, nonostante ciò quando cerco di visualizzare questa “sensazione” infondo arrivo sempre a questi ricordi.

Quindi sono alla ricerca di qualcosa che sappia trasferirmi questa magia, queste emozioni, qualcosa che mi conquisti e mi faccia rimanere a bocca aperta ancora una volta, insomma “Videogiochi” speciali ed epici. Mi auguro che possa succedere non una ma tante altre volte, che tutti i videogiocatori del mondo, di tutte le età possano stupirsi e divertirsi sempre di più.

Spero di avervi intrattenuto con questo viaggio simbolico, in una storia che parla di sogni ed emozioni, in breve di “Passioni”, che possa alimentarne le vostre ancora, ancora ed ancora.

 

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Potrebbe essere vicino il remake di Resident Evil 2

Da poche ore Capcom Japan ha cambiato l’immagine di copertina del profilo Twitter giapponese di Biohazard, la cover ora presenta quattro slot di cui tre sono occupati dalle locandine di Resident Evil Revelation, Revelation 2 e il 7, ma il quarto slot è vuoto. Questo ha dato il via ad un grande fermento da parte di tutta la comunità, nel supporre su quale probabile ed atteso titolo potrebbe  andarsi ad inserire in questo spazio e le speranze sono tutte per il già atteso Resident Evil 2 Remake.

Il titolo era già stato annunciato e confermato nel 2015, dove gli sviluppatori con un simpatico video annunciarono “WE DO IT” (lo faremo!). Quindi non resta che sperare, Resident Evil 2 Remake potrebbe essere uno dei più grandi fenomeni degli ultimi tempi.

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Intanto nell’attesa ricordiamoci di cosa stiamo parlando con un piccolo articolo tributo.

Nel 1998 veniva rilasciato dalla eccezionale Capcom uno dei giochi che hanno segnato la storia dei videogiochi ed in generale del genere Survival Horror. Non a caso si tratta dello stesso anno che ha visto nascere altri grandi titoli come ad esempio il precedentemente citato Metal Gear Solid.
In questo anno di meraviglie usciva Resident Evil 2, il titolo che ci teletrasportava in un apocalisse zombie quando ancora non erano di moda, che ci portava in un misto tra film e azione quando nessuno ancora era riuscito a proporlo in maniera così coinvolgente e realistica. Insomma adrenalina, paura e ansia come mai viste prima, il tutto fuso in una trama avvincente e soprattutto nuova; elemento che successivamente diede il via ad un longevo franchise cinematografico di successo con protagonista la simbolica Milla Jovovich.
Oltre i film la serie videoludica ancora oggi prosegue, si evolve con nuovi titoli e nuove storie.
In Resident Evil troviamo non solamente un Survival, ma principalmente la tensione e l’ansia di fare il prossimo passo; la paura e i colpi improvvisi che lo hanno fatto diventare unico per i tempi e allo stesso tempo primo del genere a proporre questo nuovo modo di concepire il gaming.
Se siete alla ricerca di un buon Retrogame emozionante, che vi rinfreschi la memoria sul da dove vengano tante buone idee attuali questa è la scelta giusta.
Come sempre dedicato a tutti gli inguaribili appassionati ed anche ai giocatori più giovani a cui raccomando; non sottovalutate la Raccoon City di questo gioco, potrebbe essere terrificante uscirne vivi.

 

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Days Gone I love Zombie

Una delle esclusive playstation più attese

Il gioco parla di The Walking Dead ed il protagonista è Deryl…..
Ovviamente non è cosi, ma ad una prima occhiata sul gioco per chi conoscesse la serie il paragone è d’obbligo, con questo non voglio assolutamente dire che sia un male, anzi le aspettative sono molte e speriamo il tutto sia originale e di livello.

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In questi primi giorni del 2018 la comunità dei videogiocatori playstation si sta ancora chiedendo quando sarà annunciata la data di uscita, che è prevista nel corso di quest’anno.
Stando a quanto ci dicono gli sviluppatori il videogioco sarebbe finito e giocabile interamente, ma al momento si stanno concentrando sulle rifiniture tecniche e di gameplay, perché probabilmente non vorranno rischiare di rilasciare un gioco debole per la fretta di uscire, un male che oggi giorno colpisce diverse produzioni.

Di cosa parla il gioco?
Pandemia, infestazioni, sopravvivenza. Da quello che abbiano capito sarete Deacon, uno pseudo motociclista dall’aria molto dura e spavalda intento a sopravvivere in un mondo in preda ad un infestazione globale, più che nel mondo giocherete nella fine del mondo.

In cosa consiste il Gameplay?
Dovrete sopravvivere ad orde di infetti che siano animali o umani, poi ci saranno anche le bande locali, criminali e signori del crimine, giocherete in terza persona, avrete con voi la vostra moto che fungerà anche da ripostiglio portatile ed in poche parole dovrete ingegnarvi per sopravvivere. Insomma se avete un idea per fare un esempio di come sia la serie The Walking Dead, potremmo riassumere il tutto con molto simile.

A livello tecnico?
Il lavoro sembra di qualità, c’è una bella varietà di alternanze tra il ciclo giorno notte e cambiamenti climatici casuali che sapranno influire sullo scenario, gli umani ed animali infetti potranno essere delle variabili a sorpresa che vi terranno sempre con il fiato sospeso, ed il tutto con una resa grafica piuttosto di qualita, anche se non ai massimi livelli. Per poter gestire tanti elementi su schermo si sono dovuti trovare dei compromessi, ma ovviamente è stato confermato il supporto 4k e HDR per la ps4pro.

In questi ultimi anni il tema del disastro globale e della fine del mondo sotto forma d’infezione, pandemia, infestazione zombi o di vampiri e creature del male, è uno degli argomenti principali sfruttati per il Cinema, Serie tv o Videogiochi, proprio per questo motivo siamo tutti molto abituati e saturi dell’argomento, perciò fare un qualcosa di originale non sarà un impresa facile.

Mi auguro che casa Sony riesca a stupirci ancora una volta, infondo ormai a tutti piacciono gli Zombi

 

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Metal Gear Solid un tuffo nel passato

Il fascino del retrò

Nell’ormai lontano 1998 se si considera il divario tecnologico che ci separa, veniva rilasciato Metal Gear Solid. Sviluppato dalla Konami sotto il genio creativo di Hideo Kojima, si tratta di uno dei giochi che hanno rivoluzionato un era, facendo da apripista ed ispirazione per nuovi titoli e nuovi modi di concepire il gaming.

Basta pensare alle moderne campagne in cui si coinvolge sempre di più il giocatore in un gameplay cinematografico, dove oltre ad essere protagonisti al tempo stesso si è spettatori di una storia narrata come quasi si vedesse un film ed oggi ripensando a Metal Gear Solid si può trovare una delle risposte su dove tutto questo possa esser cominciato. Notevole non solo nelle riprese, inquadrature e sequenze cinematografiche, ma anche con sceneggiatura e colpi di scena degni di un film da Oscar.

Metal Gear Solid introduceva la rivoluzione che portava tutto questo, il gioco di spionaggio con un coinvolgimento emozionale senza precedenti, che a mio parere rimane una delle storyline migliori di tutti i tempi.

Un gameplay molto realistico per i tempi ed intuitivo, che mescolava brillantemente azione e narrazione, dando vita oltre tutto al nuovo genere di gioco denominato Stealth Action.

Questo articolo è dedicato ai nostalgici come tributo al buon gaming, e allo stesso tempo vuole essere un invito per nuove generazioni a mettere da parte l’aspetto grafico sicuramente datato per gli standard moderni, e provarlo come un esperienza nuova che vi assicuro non tradirà le vostre aspettative.
Immaginate di approcciarla come fosse un buon film che non invecchia mai.

 

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MediEvil un viaggio nel tempo

Un viaggio condiviso tra le vecchie e nuove generazioni

Se mi chiedessero quale potrebbe essere secondo me un anno d’oro per i videogiochi da dire al volo senza pensarci sicuramente direi il 1998.
In questo anno di grandi successi viene rilasciato dalla stessa Sony un grande classico, il nostro cavaliere pauroso in cerca di riscatto Sir Daniel Fortesque, che funge da protagonista in MediEvil.
Un titolo che immediatamente ci conquistò con il suo gameplay rapido, intuitivo e divertente, che ci teletrasportava nel regno di Gallowmere nei panni di un cavaliere non morto risvegliato da un incantesimo del malvagio mago Zarok. La storia è il viaggio di Sir Daniel tra i vari livelli per liberare tutto il regno di Gallowmere fino allo scontro finale con Zarok, seppur concettualmente semplice la trama contiene elementi classici della morale fiabesca, propria di favole classiche come ad esempio quelle dei fratelli Grimm. Riscatto e voglia di fare la cosa giusta sono il filo guida di questo viaggio, quasi come una favola divertente, intuitiva ed adatta a tutte le età, che per un appassionato di videogiochi è certamente un esperienza consigliata da non perdere.

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Recentemente è stata annunciata una versione Remastered per Ps4 che dovrebbe supportare il 4k per ps4Pro ed a quanto si lascia intuire sarà un lavoro simile a quello fatto per il recente Crash Bandicoot.
A tal proposito la comunità sembra piuttosto divisa sull’argomento, alcuni sostengono che un semplice Remastered sia incompleto perché vorrebbero un nuovo vero e proprio capitolo, mentre i più critici lo vedono proprio come un progetto inutile da non doversi fare. A prescindere da tutto ciò, ovviamente c’è anche una grande comunità che ha apprezzato questa notizia e vede il progetto come un omaggio ad un gioco, che ha saputo e saprà smuovere la fantasia delle vecchie e nuove generazioni di videogiocatori.

 

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La prima vera esclusiva Multiplayer Playstation

Socom Us Navy Seals “l’era del Multiplayer”

Nel 2002 Sony con playstation 2 si lanciava nel mercato online per console, aprendo la pista ad un mondo di gaming online formato casalingo che negli anni è arrivato a livelli incredibili.
Tutto questo si rese possibile applicando il Network Adapter alle playstation 2, un accessorio che le connetteva nell’universo Multiplayer e nel contempo Sony irrompeva con un titolo che negli anni divenne il simbolo del gaming competitivo online, ed il padre delle moderne saghe uscite successivamente come CoD o Battlefield.
Socom Us Navy Seals, dominatore del mercato di guerra a squadre nell’era playstation 2, e riproposto anche su playstation 3 con una versione confrontation esclusivamente online, simile al concetto dell’attuale Rainbow6.
Per chi lo ricorda non servono presentazioni, per i più giovani il gioco poneva 2 squadre 8vs8 senza respawn su diverse modalità a contendersi la vittoria, particolarità importante che il tutto era solo in 3 persona; concetto che nel competitivo odierno si è perso e spostato sul First Person, molto tattico ma con una buona dose di arcade.
Seguito da milioni di giocatori in tutto il mondo, fu anche tra i primi giochi e primo nel genere per console ad essere proposto come Esports a livello di comunità sia italiana che internazionale.
Un grande pezzo di storia che vanta il merito di aver contribuito a diffondere l’online gaming per console. Attualmente è in lavorazione un progetto non ufficiale che potrebbe far prendere vita ad un nuovo capitolo come erede spirituale del Franchise, Socom H-hour addirittura previsto per la primavera 2018 su Ps4.

 

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