Frontiera, la recensione della serie Netflix

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Eccoci cari amici, a parlare di una di quelle serie, che a prima vista sul catalogo Netflix possono non attirare l’attenzione; Frontiera con il suo protagonista principale Jason Momoa.

Cominciamo subito con il dire, che il nostro Jason riesce bene a mostrare i muscoli in questa serie, ma non soltanto a livello estetico, ma anche come prova artistica. Con questo non voglio esageratamente esaltarlo come recitazione, però certamente riesce a dare quel giusto spessore ad una serie altrimenti molto povera.
Proprio perché non mi ha convinto al 100%, ovvero non posso dire che non mi sia piaciuta, anzi l’ho divorata in 3 giorni, dato anche il purtroppo limitato numero di episodi tra le due stagioni al momento disponibili; però se da una parte a livello d’intrattenimento ha svolto il suo compito, da quello di un analisi più attenta, mi rendo conto che si poteva fare molto meglio.

In sostanza mi è piaciuta, ma poteva essere molto migliorata.

Entrando nel vivo della questione vi chiederete di cosa parla?
Se avete visto Revenant il film con il buon Leonardo Di Caprio, potete farvi un idea del contesto, ossia commercio delle pelli, nativi americani e le varie compagnie impegnate in questa attività del pellame, che si facevano concorrenza estrema. Jason Momoa interpreta Declan Harp, un capo di queste compagnie, mezzo irlandese e mezzo nativo americano, in lotta per una sua vendetta personale con la Compagnia della Baia di Hudson. Le storia ci porterà a conoscere tutta una serie di personaggi secondari, ognuno impegnato a coltivare i suoi interessi personali, ruotando sempre intorno al tema del commercio delle pelli.
Come ho detto è presente il tema della vendetta, che spinge Harp non solo per denaro, ma per motivi personali a questa lotta; questo è uno dei classici stereotipi abbinati a storie del genere.

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A tal proposito ho trovato proprio la trama un po troppo semplice e deboluccia, si poteva fare molto meglio, ma non solo, i set scenici e le ambientazioni sono molto essenziali, si sente fortemente un grande risparmio e limite economico riguardo questi elementi. In pratica tutto si svolge sempre e solo nelle stesse limitate location: Fort James dove si snoda il grosso delle vicende, ed in particolare la casa del governatore e la locanda, Montreal tra la piazza del mercato e la casa di uno degli altri personaggi secondari, dove si articolano le vicende di questo e tutta una serie di altri personaggi ed infine il bosco ed il fiume. In tutto ciò dovremmo avere la sensazione di grandi ed ampissimi spazi, che ovviamente non riesce proprio bene.

Se il set e le ambientazioni risentono dell’evidente limite di budget, in compenso la prova generale del cast è buona e Momoa svolge un discreto lavoro, anche se ogni tanto cade in questo suo modus di recitazione un po tutto uguale, forse perché lo stanno stereotipando troppo in personaggi simili, sarà il caso di cambiare agente Jason?

Comunque in conclusione, se piace il genere è certamente una serie che si guarda spedita e svolge perfettamente il suo compito, non sarà una pietra miliare del genere, ma nemmeno da buttare via; come ho detto all’inizio a prima impressione non attira più di tanto, poi se si guarda è piacevole. Appunto questa sensazione rispecchia il giudizio complessivo, si può vivere anche senza vederla, ma se si guarda non è tempo perso.

Tutto considerato Voto Finale 6,5

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“Scatena le tue Passioni”

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Star Trek Discovery, la Recensione della serie Netflix

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Oggi voglio parlarvi di questa serie originale Netflix, non tra le ultime uscite certamente, anche se piuttosto recente. Senza Spoiler.

Io inizialmente non sono stato molto incuriosito appena rilasciata, infatti l’ho guardata in questi ultimi giorni. Spesso quando ci si avvicina ad un nome noto, si rischia di rimanere influenzati dal suo peso, nel bene e nel male. Questo è stato il mio caso con Star Trek Discovery, in realtà alla sua uscita non mi sono molto documentato sulla sua trama e sul suo riscontro ottenuto i termini di critica; l’ho semplicemente accantonata perché credevo in un qualche modo di sapere cosa mi aspettasse.
Con questo non voglio dire che non mi piacesse l’universo di Star Trek, ma semplicemente non mi sentivo di aver gran fretta e voglia di seguire questa serie.
Cosi come spesso accade, recentemente cercavo qualcosa di interessante a tema fantascienza, che è tra i miei generi preferiti e girando sul catalogo Netflix, mi sono detto diamogli fiducia.

Ho voluto condividere questa mia premessa, perché spesso come ho anticipato, ci si fa molto influenzare dai marchi e nomi dietro i progetti cinematografici o televisivi; senza realmente farsi un idea propria.

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In questo caso voglio partire subito alla grande, a me è piaciuta la serie, tante buone regole vogliono delle recensioni più letterarie, magari meno soggette al giudizio soggettivo, spesso che accontentino le masse. La verità è che a me piace leggere quando qualcuno mi fa capire cosa gli è piaciuto e cosa lo ha coinvolto, a voi no?

Quindi questa è la mia impressione.

Allora la serie ha un ottimo ritmo, coinvolge gradualmente lo spettatore, introducendolo anche alle grandi dinamiche dell’universo di Star Trek; cosi un’importantissimo pregio è proprio quello di essere adatta a tutti. Non c’è bisogno di essere esperti di Star Trek, delle vecchie serie o film per seguirla; in realtà è una serie perfettamente autosufficiente, che sicuramente darà un nuovo corso a nuove storie ed attuali stagioni. Ovviamente esistono rimandi e collegamenti a personaggi ed eventi visti nella storia del franchise, ma non sono determinanti ai fini della godibilità.

Va presa per quello che è, ovvero un ottima serie di fantascienza, attuale, con buoni effetti speciali, un ottimo cast e una trama avvincente e non del tutto scontata.
Sul fattore trama ci sono dei classici rimandi a cliché del genere, diciamo ci sono degli elementi tipici e non originali, ma non per questo nel complesso minano la riuscita del progetto nella sua interezza. In breve la storia segue le vicende dell’astronave Discovery e del suo equipaggio, che si troveranno coinvolti in una guerra che vedrà l’universo di tutta la galassia appeso ad un filo. Detta cosi, è la più classica delle storie, ma non abbiate paura, saprà appassionarvi a dovere.

A me sono piaciuti molto gli attori e le loro performance, in più ho ben apprezzato questa freschezza per un nome che di per se ha i suoi anni sulle spalle. Non è assolutamente facile spuntarla con qualcosa che funzioni bene quando si lavora con delle tematiche viste e riviste.

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Se il risultato è quello che conta e la sensazione che ti lascia una serie o un film alla fine sono l’essenza della sua riuscita, è questo il caso di dire, Ottimo Lavoro.
A prescindere da tutto, alla fine sono rimasto con la voglia di vedere come prosegue ed aspettare una seconda inevitabile stagione. Direi che questa è la cosa fondamentale.

Se l’avete vista, voi come l’avete trovata?

Tutto considerato Voto Finale 7,5

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Lost in Space, la Recensione della serie Netflix (no spoiler)

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Vi piacciono i viaggi spaziali? e la fantascienza in generale?, poi se ci uniamo l’umano innato desiderio d’esplorare e un nome come quello “Robinson”, certamente questa è una serie che fa per voi.

Lost in space, remake dell’omonima serie del 1965, ci teletrasporta all’interno di un viaggio verso nuovi mondi; la trama senza farvi spoiler, gira sostanzialmente attorno le vicende di una famiglia in viaggio per colonizzare un nuovo pianeta. Non entrando nei dettagli, il motivo principale di questo viaggio è che la terra piano piano sta diventando inospitale e una colonia extraterrestre sembra proprio una buona idea, peccato che un incidente di percorso porterà i nostri protagonisti a dover affrontare diverse difficoltà.

La componente, che principalmente richiama a prima vista maggiormente il tema dei viaggi e delle esplorazioni, è quella del nome Robinson attribuito alla famiglia dei protagonisti. Non è un caso sia lo stesso del famoso personaggio letterario Robinson Crusoe, che evoca subito il tema dell’avventura e del viaggio esplorativo.
Nome a parte, il tema del viaggio spaziale oggi giorno è sempre più ricorrente nella nostra quotidianità, in particolare riguardo Marte e i prossimi viaggi spaziali con equipaggio umano; quindi questa serie targata Netflix, riesce particolarmente a farsi apprezzare e coinvolgere. Il lavoro di recitazione del cast è di buon livello, gli effetti speciali ottimi; cosa questa molto importante per le serie fantascientifiche, in cui la resa visiva conta moltissimo.

Ovviamente non tutto oro quel che luccica, non mancano delle cadute nella banalità tipica di alcuni stereotipi classici di questo genere o dei passaggi tra alcune situazioni non del tutto chiare e coerenti; ma sostanzialmente è una serie che si fa guardare benissimo e vale la pena godersela senza dubbio. Soprattutto se si è amanti di questo genere.

Decisamente intuibile dalle prime fasi e confermato guardando il finale, è chiaro che ci sarà una seconda stagione, certo come succede in questi casi si attenderà il responso da parte di pubblico e critica prima delle conferme; ma se vengono fatti seguiti a serie senza motivo di esistere, certamente questa andrà avanti.

Quindi concludendo mi sento di consigliarla un po a tutti, perché non è esclusivamente spazio e fantascienza, ma è ben presente il tema della pura avventura, adatta anche ad un pubblico meno avvezzo all’esclusiva fantascienza.
Fatemi sapere se è piaciuta anche a voi o cosa ne pensate.

Tutto considerato Voto Finale 7,5

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ZeroZeroZero la nuova serie tv by Roberto Saviano

Al via le riprese di ZeroZeroZero, la nuova serie Sky tv Italia basata sull’omonimo romanzo di Roberto Saviano.

Ecco il post di Saviano dal suo account Instagram:

Non esiste mercato al mondo che renda di più di quello della cocaina. Non esiste investimento finanziario al mondo che frutti come investire in cocaina. Un’accelerazione che non può dare nessun altro motore economico. Per questo, laddove la coca è l’economia di scala, non esiste altro che lo scontro feroce e violento.
Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo.
Non potete immaginare cosa vi aspetta. Go @stefanosollima!

La serie si compone di 8 episodi e alla regia troviamo appunto Stefano Sollima. Sembra promettere molto bene e non ci resta anche a noi, che augurare in bocca al lupo per il successo di questa nostra produzione italiana.

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Luke Cage: scopriamo qualcosa di lui in attesa della seconda stagione

Netflix ha reso pubblica la data d’uscita per la seconda stagione, in arrivo il 22 Giugno.

Luke Cage è uno delle serie originali Netflix facenti parte dell’universo Marvel, in particolare è strettamente collegata alle altre quattro serie originali Netflix, tutte ambientate nell’universo Marvel: Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist e il cross tra tutti gli eroi protagonisti di queste serie, The Defenders.

Luke Cage è un eroe che principalmente opera nel quartiere di Harlem a New York, si batte per i diritti dei più deboli ed è mosso da un grande senso di giustizia. E’ dotato di una super forza e di una pelle indistruttibile che lo rende quasi invulnerabile.

Nella prima stagione viene introdotto come un personaggio piuttosto schivo, che cerca di non farsi notare, un personaggio che si capisce subito sia stato al centro di eventi spiacevoli e dal passato tormentato. Partendo da questa sua voglia di non farsi notare, pian piano durante tutti gli episodi di questa prima stagione, si assiste alla sua graduale ascesa in campo come paladino degli oppressi. Il suo tenersi in disparte, viene eliminato quando capisce che non può stare a guardare, deve utilizzare le sue capacità per cambiare le cose.

Nella serie ci sono personaggi ricorrenti che s’intrecciano nelle altre serie sopracitate, ed in particolare c’è una forte presenza di Jessica Jones con cui è particolarmente legato Luke Cage.

In generale la prima stagione è stata molto apprezzata e seguendo l’evoluzione che ha avuto il personaggio, più anche gli eventi visti in The Defenders dove insieme agli altri super eroi si è unito per la difesa di New York; è facile pensare che la seconda stagione sarà ricca di azione e interessanti evoluzioni.

Rimaniamo con l’appuntamento per il 22 giugno, in attesa che Netflix ci dia ulteriori dettagli su quello che ci aspetterà.

 

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Knightfall: una serie a cui dare fiducia

History Channel, canale famoso per i suoi contenuti storici e documentaristici, questa volta si cimenta in una serie TV basata sui Templari: “Knightfall”.

Un prodotto televisivo che, nonostante presenti le classiche trame e sotto-trame (specialmente romantiche) delle serie, offre un buon intrattenimento e una storia continuamente in evoluzione, nella quale la distinzione tra bene e male si fa sempre meno chiara.
La trama narra della ricerca del Sacro Graal, la famosa coppa da cui bevve Gesù durante l’Ultima Cena, da parte dell’ordine dei Templari ai comandi del Papa, alla quale però partecipano altre organizzazioni più misteriose che vogliono la reliquia per scopi diversi. In questa “caccia al tesoro” i colpi di scena sono all’ordine del giorno e i cliffhanger non mancano di certo tra una puntata e l’altra.

Il protagonista, un cavaliere templare di nome Landry, si trova ad affrontare un’avventura tortuosa in cui potrà riporre la sua fiducia solamente in Dio; oltre a lui, troviamo altri personaggi che rimandano al ciclo arturiano e ai Cavalieri della Tavola Rotonda (ad esempio Parsifal e Galvano). L serie nonostante provi ad adattarsi ai canoni classici dei programmi televisivi, racconta una storia avvincente in cui si trovano molte tematiche anche attuali: la difficoltà della scelta, la seduzione del potere, le problematiche di una fede, e tante altre.
A livello tecnico non c’è molto da dire, purtroppo in queste produzioni si osa poco con i tecnicismi e la sceneggiatura non offre grandi particolarità e strutture molto precise, cose che accadevano nelle prime stagioni de Il Trono di Spade per esempio. Gli unici punti che hanno un ruolo di spicco sono scenografie e costumi, molto efficaci come è giusto che sia in una ricostruzione storica; regia e montaggio sono lineari, senza caratteristiche di spicco, se non per mostrare momenti drammatici, i quali però vengono resi troppo “banali” da questi espedienti. Il lavoro del casting è molto positivo: benché si siano usati attori praticamente sconosciuti, dando così la possibilità ad emergenti di farsi conoscere, sono riusciti a fare la loro giusta figura (vista doppiata probabilmente rende meglio), e soprattutto non si cade nel “buonismo” con black-washing che snaturerebbero l’ambiente storico medievale.
La prima stagione ora si è conclusa, ma viste le molte trame lasciate aperte, si può pensare ad un possibile continuo (se ottiene il giusto successo ovviamente). Speriamo che possa continuare e magari crescere di livello, consiglio la serie agli amanti di quelle ad ambientazione storica, con molta azione e battaglie, chi ama gli intrighi di potere, gli amori proibiti ed i misteri delle religioni.

CONSIDERAZIONI FINALI: una storia avvincente scritta con semplicità
VOTO: 7- (valutazione contestualizzata a questo genere di serie televisive e al tipo di produzione)

 

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La serie Britannia non colpisce, le prime impressioni

In assenza de Il Trono di Spade potrete ingannare l’attesa con questa serie” questo è uno dei molti slogan promozionali per pubblicizzare la serie TV Britannia, prodotta da Amazon e Sky ed attualmente in onda su quest’ultima rete televisiva. Ovviamente si tratta di espedienti per destare interesse nel pubblico, facendo uno pseudo-paragone con l’acclamata serie TV della HBO, il quale però non sussiste a causa di molte differenze, che andremo ad elencare in seguito. In questo articolo non andremo a fare una recensione completa (anche perché la prima stagione è ancora in corso), ma un pensiero a caldo su quello che fin’ora abbiamo colto e cosa ci ha trasmesso in queste prime puntate. Dopo la visione dei primi due episodi, la voglia di continuarla è molto bassa e, oltre che per gusto personale, c’è un eccessivo miscuglio di tematiche e concetti troppo di parte e soprattutto “buonisti”. Inoltre gli elementi di politically correct sono troppo sottolineati e mal contestualizzati, ad esempio il “Black-washing”, ovvero il rendere persone o personaggi storici bianchi in neri o viceversa, i quali ovviamente non lo erano (è vero che nell’esercito romano vi erano unità di varie nazioni, ma la maggior parte non erano assolutamente di questa etnia sud africana, specie i centurioni).

In varie interviste il regista ha affermato di aver incentrato la sua serie soprattutto sull’aspetto mistico e religioso dei druidi, il quale è andato abbastanza perduto nel corso della storia, quindi ha scelto di farla più fantasy che storica, prendendosi moltissime licenze storiche. L’idea di base è interessante, ma perché allora inserire così tanti riferimenti storici? Sarebbe stato più in linea con la sua visione farne di meno, dato che la visione principale era sull’aspetto fantasy, ed invece hanno provato a stravolgere alcuni eventi storici, esagerando, cosi che probabilmente una parte di pubblico finirà addirittura per credere siano veri. Esempio di questo, la rappresentazione di Cesare fuggito dalla Britannia, quando in realtà non fu cosi, anzi scatenò l’Inferno come disse un certo “Decimo Meridio” (citazione più che adatta). La serie tiene un profilo soprattutto punk ed anticonformista, si nota soprattutto dalla sigla con i suoi colori molto accessi (tonalità sul rosa) e la musica “country” in sottofondo, in netto contrasto con l’ambiente antico e mistico che permea la storia, ma che in fondo è in linea con ciò che vogliono trasmettere: messaggi contro le forme di ordine ed esaltazione di una piena libertà (specialmente anarchica), si può notare anche dalla frase “no one wants to be civilised” (nessuno vuole essere civilizzato) sui poster promozionali.

La trama in generale ci presenta un’invasione a cui i nativi divisi in varie tribù dovranno opporsi; ci si aspettava uno scontro di culture e lingue? no, il tutto è completamente di parte: i problemi di linguaggio non sono presenti (scelta condivisibile o meno), ma dei Romani si ha solo il punto di vista del generale Aulo Plazio, il quale ha una caratteristica molto importante: ha la faccia del cattivo (non a caso hanno scelto lo stesso attore che ha interpretato il Governatore di The Walking Dead, antagonista di quella serie). Non vi è un incontro tra due civiltà diverse, troviamo direttamente gli invasori e gli invasi. Abbiamo esclusivamente il punto di vista delle tribù native e dei druidi, per questo i confronti con Il trono di spade non sussistono: in quest’ultima vi sono varie visioni tutte in un modo o nell’altro condivisibili, in Britannia no e questo crea un vero e proprio divario di forma.

Un bel punto a favore della serie però è la scelta delle location, in cui si può ammirare tutta la bellezza di questa terra: selvaggia, aperta e libera. Comunque per farvi una vostra opinione vi consigliamo la visione almeno del primo episodio, magari i personaggi o i temi potrebbero interessarvi, cosa che con noi non è riuscita.
CONSIDERAZIONI FINALI: idea interessante sviluppata male.

 

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Altered Carbon, prime impressioni della serie originale Netflix

Da pochissimo rilasciata in piattaforma questa serie originale Netflix, creata da Laeta Kalogridis e basata sul romanzo cyberpunk “Bay City” di Richard K. Morgan, riesce già dai primi episodi a mostrare i muscoli.

Agevolmente in pochi minuti riesce a far immergere lo spettatore nel suo futuro fantascientifico, ed in pochi passaggi a spiegare tutto il suo concetto di base che anima questo universo, fatto di tecnologia e riorganizzazione sociale.
In poche parole gli esseri umani hanno riassunto la loro esistenza individuale all’interno di capsule, che possono essere innestate da un corpo all’altro e quindi attraverso questo si trovano ad avere delle incredibili possibilità.

Non voglio svelarvi tutto, io ho approcciato alla visione piuttosto ignorantemente, cioè senza sapere quasi nulla di cosa trattasse e devo dire che questo ha contribuito alla scoperta di una piacevole sorpresa.

Devo ancora proseguire ed entrare nei meccanismi di quello che sembra essere un intreccio fitto tra fantascienza, temi morali e umanità, tutti molto collegati.
Vi anticipo giusto che seguirete le vicende di un particolare individuo con abilità uniche, che dovrà cavarsela in questo futuro immaginario assolutamente originale, benché ci siano similitudini con concetti visti in altre produzioni o letteratura, a questo mio primo approccio l’impressione è che ci sia molta originalità e tante buone idee, fuse ad un abile regia ed un cast di attori molto capace.

Quindi per ora assolutamente consigliato agli amanti della fantascienza, ma anche con dei tratti noire, componenti action e temi investigativi. Insomma un bel mix.

 

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La parola a “Voi”

Cari amici, in poche e brevi parole vorrei ricordarvi che noi tutti siamo l’essenza che anima il divertimento, parlare di Videogiochi, Film o Serie TV noi crediamo che raggiunga il suo massimo divertimento quando ci sia molta condivisione ed interazione.

Se ci pensate, immaginate le volte che avete fatto due chiacchiere con amici, quanto vi siete divertiti a parlare di quel gioco o quel film che vi è piaciuto tanto, vi sarà capitato di trovarvi a parlare con un amico ad esempio di un particolare videogioco dicendogli di come girasse bene e di quanto fosse divertente, magari proporgli di prenderlo insieme per condividere il multiplayer, oppure di quella serie o di quella trama di un grande film che vi è piaciuto.

Insomma il divertimento nel condividere è molto e tutti coscientemente o incoscientemente lo abbiamo provato.

Perciò voglio semplicemente ricordarvi ed invitarvi ad esprimere questo valore.

Noi crediamo assolutamente in questo e stiamo cercando di formare una comunità fondata sulle persone. Ti invito a conoscerci meglio leggendoci qui Conoscici.

Oltretutto oltre ad interagire, su gruppi social ecc, potresti provare a scrivere qualcosa, certe volte dire la propria è molto divertente, noi vogliamo mettere a disposizione questo portale per le persone, in cui tutti possano scrivere e dire la propria, dare libertà di espressione a tutti è un modo per fare quattro chiacchiere proprio come quando si sta tra amici.

Ma le attività ed idee sono tante, come ad esempio ci impegnamo a promuovere e sponsorizzare youtuber emergenti, persone che vogliono farsi conoscere, insomma l’importante è fare comunità e divertirsi in compagnia.

Spero avrai capito meglio il nostro spirito, senza di te non c’è divertimento, ognuno di noi contribuisce ad una comunità fatta per le persone.

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