Il Re della Polka: la recensione dell’originale Netflix

Jack Black torna a scatenarsi sul palcoscenico, questa volta nelle vesti di Jan Lewan soprannominato il re della polka.

Un film originale Netflix che potrete trovare già disponibile in piattaforma, basato sulla storia vera di Jan Lewan, cantante di origine polacca che tra gli anni 80′ e 90′ ha avuto un discreto successo con il suo genere di musica. La cosa più curiosa però non è stata la sua carriera musicale, ma bensì il suo talento diciamo un po “controverso” nel creare una sorta di catena d’investimenti legata ai suoi fan. Vi state chiedendo perché ho scritto “controverso”? diciamo solo che questi investimenti non erano del tutto apposto.

Con queste premesse vi troverete in un film che saprà stupirvi, simpatico e scorrevole, il giusto contenuto per intrattenersi e svagarsi con un po di relax. Non pensiate sia tutto cosi scontato, anzi seppur ad una prima impressione possa sembrare una trama semplice e banale, saprà coinvolgere e tenervi interessati fino alla fine.

Jack Black è scatenatissimo, divertito e coinvolgente, come non lo si vedeva dai tempi di “School Of Rock” (2003), d’altronde si deve trovare proprio a suo agio in queste vesti musicali scatenate. Diciamo che la prova interpretativa del cast è di medio livello in tutto il film, spicca Jack su tutti, senza la sua energia molto probabilmente il film sarebbe naufragato nell’anonimato di tutto il cast che fa il suo compito senza eccellere. Qui voglio sottolineare come proprio per questo motivo forse si può trovare una chiave del successo complessivo del film; Jan Lewan era un personaggio egocentrico ed emergente su tutti, compagni e moglie, quindi la recitazione di Jack cosi spiccata nei confronti del resto del cast in un certo senso sottolinea questa verità della storia stessa, mettendo in risalto lui su tutti proprio come il vero Jan faceva.

Come diceva Jan, “pensa intensamente alle cose che vuoi e le cose si avvereranno” cosi vi saluto.

Prima di lasciarvi vi porto all’attenzione una curiosa chicca molto probabilmente ispirata a questo personaggio; nel film “Mamma Ho Perso L’aereo” del 1990 quando la mamma di kevin sta tornando a casa con i vari aerei, si ferma a Scranton e nella disperazione incontra Gus Polinski il re della polka del midwest che l’accompagnerà in furgone a casa. Jan Lewan era di base a Scranton e molto famoso in quegli anni, molto probabilmente ha ispirato quel personaggio in Mamma Ho Perso L’aereo.

 

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Voldemort: Origins of the Heir, la recensione

L’universo di Harry Potter torna a colpirci e stimolare la nostra fantasia in questo fan film sulle origini del mago oscuro più famoso di tutti i tempi.

Il film ci trasporta in maniera più che convincente in un viaggio attraverso i ricordi di Grisha Mclaggen, uno degli eredi delle quattro famiglie originali di maghi che tutti abbiamo imparato a conoscere come i fondatori originali di Hogwarts.
In questo racconto interagiremo con delle vicende strettamente legate agli eredi delle quattro famiglie e di come queste vicende vedano emergere il mago più oscuro ed innominabile di tutti i tempi.

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Voldemort: Origins of the Heir, riesce in maniera più che convincente a trasferire pienamente la sensazione di trovarsi all’interno delle ambientazioni dell’universo di Harry Potter. Come anticipato all’inizio si tratta di un film fan made, ed in particolare di produzione esclusivamente italiana, che riesce a generare una storia più che plausibile, perfettamente inserita nel contesto che tutti noi fan della saga conosciamo.

Entrando nel dettaglio; l’opera tecnica seppur con un budget limitatissimo è di pregevole fattura, si lascia guardare benissimo, anzi si fatica quasi a credere possa essere un prodotto non ufficiale e realizzato con mezzi limitati. Gli effetti speciali in alcuni casi sembrano poter competere con produzioni di Hollywood ad altissima tiratura e costi, ed inoltre va sottolineato un lavoro eccezionale sulla fotografia e sulle ambientazioni che seppur limitate, risultano ben strutturate e gestite.

Guardando l’opera non si ha minimamente la sensazione di trovarsi difronte una produzione artigianale, anzi sembra costruita e diretta da grandi professionisti affermati.
Riguardo la recitazione gli attori riesco a fare la loro parte, rimanendo credibili nel ruolo per tutta la durata.

Ovviamente ci sono anche degli aspetti deboli, in particolare per il doppiaggio e la scelta del linguaggio, che sebbene si tratti di una produzione tutta made in Italy, si è scelto di uscire con un parlato totalmente doppiato in inglese, una scelta che immagino sia stata fatta per richiamare un pubblico internazionale e cercare di farsi notare. Certo ci sono i sottotitoli in italiano e altre lingue da poter attivare nelle impostazioni sul video che rendono il tutto facilmente capibile, però tutto ciò si rivela un discreto tallone d’Achille. In alcune scene il doppiaggio non è perfettamente sincronizzato con i movimenti labiali ed espressivi facciali, con il risultato di farci ricordare, che infondo si tratta di un opera fan made. Sicuramente per noi italiani, visto che si giocava in casa, sarebbe stato molto meglio poterlo seguire in lingua originale, e allo stesso tempo potenzialmente avrebbe potuto rendere visivamente molto meglio con i semplici sottotitoli in inglese.

Questo del doppiaggio mi sento di dire sia l’unico vero difetto, io in particolare da fan di Harry Potter, ero piuttosto scettico sulla riuscita e l’impatto di un opera del genere; è veramente una grande sfida approcciarsi ad un fan made su un universo cosi ricco e soprattutto con uno standard visivo altissimo già fissato da tutti i film ufficiali prodotti.

Questo è un grande esempio di come il cinema italiano possa distinguersi ed esprimersi, in opere che vadano oltre i canoni della comicità in cui purtroppo oggi sembriamo essere rilegati.

Una prova di coraggio e capacità che scorre talmente tanto bene e veloce, che lascia come il sapore e la voglia in bocca di un buon biscotto, quando non basta, finisce troppo presto e se ne vuole almeno un’altro in più.

Assolutamente consigliato, da correre a vederlo per tutti i fan.
Vi lascio il link diretto e ricordatevi se non vedete i sottotitoli italiani di andare nelle impostazioni video e selezionare la lingua sottotitoli.

 

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Gli Ultimi Jedi: la recensione senza spoiler

Il peso delle responsabilità
Star Wars Gli Ultimi Jedi.
No spoiler.

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana….

Era il 1977 e George Lucas usciva nelle sale cinematografiche con la sua rivoluzione senza tempo e senza età.
Nessuno avrebbe potuto prevedere il fenomeno che si stava per avviare, un processo che avrebbe cambiato per sempre la fantascienza, che avrebbe innovato e condizionato più cose di quante forse se ne erano comprese o volute. C’era un idea, un progetto ed un sogno, sicuramente tanta passione unita alla voglia di raccontare qualcosa; in questo contesto oggi a distanza di 40 anni ci troviamo ancora a parlarne ed analizzare un nuovo lavoro figlio di tutto questo percorso.
Capita alcune volte, raramente di sentire il peso di quello che si sta metabolizzando, solo nello scrivere questo articolo percepisco una sensazione quasi di tutto il peso che rappresenta questo progetto e della difficoltà nel riassumerlo in poche righe che riescano a rendere giustizia a tutto ciò.
Non si tratta solo di valutare un singolo film, ma in gioco ci sono tutte le emozioni e le responsabilità che derivano da tutta la storia di questa saga, perché il punto in questione è proprio questo; ovvero in ogni momento che noi ci troveremo a valutare di questo ultimo lavoro consapevolmente o inconsapevolmente, ci troveremo sempre in un constante mettere a paragone il background che conosciamo di ogni situazione. Ad esempio come possiamo valutare singolarmente il personaggio di Luke in maniera imparziale basandoci solo sui valori che esprime in questo ultimo film? Possiamo non essere influenzati da ciò per cui lo abbiamo già conosciuto? Come possiamo estraniarci da tutto quello che rappresenta da anni e gli si è costruito intorno? Come possiamo staccarci dal peso di un imperatore Palpatine e dal suo ruolo di rappresentante del lato oscuro a confronto di un attuale Leader supremo Snoke?
Kylo Ren vive un forte disagio, una spaccatura della personalità, può paragonarsi al dualismo di Darth Vader?
Insomma queste sono domande che portano molto peso, non potremo rendere giustizia in nessun modo ad un moderno lavoro cercando di estrapolarlo e valutarlo fine a se stesso, perché come ci ricorda lo stesso Luke “devono esserci sempre delle leggende” perciò la prima trilogia sarà sempre una leggenda con tutto il suo peso, ed è così che deve essere, devono esserci miti e leggende per poter dare peso anche alla modernità.
Per citare un vecchio film classico del cinema “cosa sarebbe il mondo senza Capitan Uncino? È tutto qui allora, il passato di Star Wars dovrà sempre esistere per poter dare voce al suo presente, non potrà esserci un migliore o un peggiore tra vecchio e nuovo, ma dovrà essere un presente in continua espansione. Un presente che trova idee e conforti nel lavoro di tante persone che con passione portano avanti un universo che vuole continuare ad espandersi.
Questo Ultimi Jedi è un film che vale? Di qualità ? Funzionale ?
Io risponderei certo a tutte le domande, rappresenta il presente di questo universo che amiamo con le note attuali della società che rispecchia, fatto di alti e bassi, di battute controverse e criticabili, di vuoti non spiegati e dubbi non chiariti.
Tutto questo è Star Wars, un equilibrio tra luce ed oscurità, dove ci sono domande e risposte non sempre sufficienti oppure dov’è alcune volte ci sono troppe risposte per poche domande. Non bisogna sforzarsi di trovare a tutti i costi il giusto senso e la giusta visione di questo lavoro, non si può standardizzare, non si può isolare e catalogare, tutto il lavoro è connesso ed interconnesso. Troppo peso ormai grava su ogni pezzetto di questo universo che risulta impossibile andare a giudicarlo fine a se stesso.
Ci sono 40 anni di diversità generazionali tra la prima uscita e gli Ultimi Jedi, tutto quello che possiamo fare se volessimo dare delle valutazioni, è giudicare ad esempio le singole interpretazioni sul puro metro dell’abilita di recitazione dell’attore, o il montaggio, gli effetti speciali e per finire tutto il lavoro tecnico e sonoro. A mio parere posso dire che nel film questi elementi sono tutti come ci si poteva aspettare, ovvero adeguati e di buon livello complessivamente, ma come già spiegato entrare in un giudizio sui significati di cosa ci venga rappresentato e se siano in linea con l’opera iniziale risulta abbastanza difficile. Nel provare a giudicare ciò, si potrebbe rischiare di cadere solo nel singolo gusto personale e nella propria immaginazione, su cosa ognuno di noi avrebbe voluto o sperato di veder succedere.
Sintetizzando in questa storia troviamo delle chiusure e delle aperture, dove tutto sarà da giudicare ed acquisterà pieno senso all’indomani dell’episodio IX, momento in cui avremo la vera visione d’insieme.
Se non avete ancora visto il film quello che posso anticiparvi è che si snoderanno contemporaneamente le vicende dei personaggi, che con le loro fragilità e coloriture alla fine arriveranno ad una quadratura generale che in un certo senso donerà una “Nuova Speranza” per tutti, così che il titolo del primo Quarto Episodio nel suo doppio Ottavo Episodio trovino un filo conduttore e una congiunzione attraverso i decenni.
Ultima coincidenza che ho voluto probabilmente trovare io, ma comunque curiosa, il primo film del 1977 era il quarto episodio, nel 2017 esce 40 anni dopo l’ottavo Episodio, quindi esattamente 4 decenni dopo passiamo dal quarto all’ottavo, insomma potrebbe far riflettere questo gioco numerico piuttosto ordinato seppur nella sua probabile casualità.

 

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“Scatena le tue Passioni”

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The Founder “il successo sta nell’ottimismo”

“Pensa positivo perché sei quello che pensi” questo è uno dei mantra che ispirava Ray Croc l’uomo che ha messo in piedi l’impero McDonald’s.

Quale maniera migliore di iniziare questo 2018 se non all’insegna della positività e dei giusti propositi per raggiungere il giusto successo che ognuno di noi merita.

Io ho pensato di farlo parlando di The Founder, la storia vera dell’imprenditore Ray Croc che dopo una vita passata all’inseguimento del “sogno americano”, finalmente a 52 anni lancia uno dei progetti più importanti a livello mondiale degli ultimi 100 anni, la massificazione di un marchio che oggi è parte di milioni di persone. Chi non ha mai mangiato da McDonald’s?

Il film nel suo complesso è molto attraente, Michael Keaton è impeccabile nel ruolo, riesce a trasmettere l’entusiasmo e la voglia di fare del suo personaggio in maniera perfetta.

Il film non è solo rose e fiori nella sua sceneggiatura, non cerca di farci trasparire un idea idilliaca del protagonista, anzi ci mostra anche il suo aspetto spietato ed opportunista, avidamente legato ai valori capitalistici che sono stati il motore trainante degli Stati Uniti degli ultimi 70 anni.

Una storia vera nei suoi contenuti, romanzata in parte per rendere il tutto più accattivante, cosa in cui riesce perfettamente coinvolgendo lo spettatore a 360 gradi. Per chi non avesse ancora capito il film ci parla di Ray Croc e di come abbia messo in piedi uno dei franchising di maggior successo al mondo, McDonald’s.

Concludendo un film consigliato, energizzante ed adatto ad un grande publico, che per chi ne coglierà i suoi lati positivi, fungerà da ottima fonte d’ispirazione per non mollare mai e raggiungere i propri obiettivi.

 

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