Avengers: Infinity War, la Recensione (no spoiler)

avengers

Finalmente dopo anni e anni di costruzione di questo gigantesco universo cinematografico, siamo arrivati al culmine della storia: tutti gli eroi della Terra (e non solo) si uniscono per combattere il nemico più pericoloso della galassia.
Se si dovesse usare una parola per descrivere Avengers: Infinity War, sicuramente sarebbe “epico”; un film dal fortissimo impatto visivo, con colpi di scena continui in cui i fan sono sobbalzati dalle loro poltrone, scontri che sicuramente più avanti nel tempo verranno ricordati come memorabili, tra le storie delle battaglie Marvel e una sana dose di risate che in questi film non manca mai.

I fratelli Russo dopo Captain America: the winter soldier e Captain America: civil war, dimostrano ancora una volta di essere tra i migliori in questo genere; avevano un onere terribile sulle spalle e nonostante i cinquecento milioni di dollari di budget; dovevano gestire un cast gigantesco e soprattutto avevano l’incombenza di costruire Thanos. Questo “super cattivo” ci viene mostrato nella sua interezza, se prima era “una minaccia fantasma” (citazione dovuta) che muoveva i fili dei suoi burattini, ora è un cattivo fisico, con una volontà di ferro, assolutamente concentrato nel raggiungere il suo scopo e tra le altre cose non del tutto scontato.
Però il film comunque non è esente da difetti, come ad esempio alcune gag comiche forzate e un ritmo non troppo omogeneo; per i fan poco interessati all’universo MCU sarà difficile digerire il film, la storia potrebbe annoiare, anche se appositamente cosi è stato costruito. Non dove essere un film lineare, ma un prodotto che arrivi ad un punto di rottura, evitando spoiler (al quale dedicheremo un futuro articolo) la trama arriva ad un altissimo livello narrativo, visivo e soprattutto epico.

avengers1

Gli eroi lavorano benissimo insieme, tutti hanno il loro spazio nella storia, condividono grandi momenti e scontri mozzafiato, molti hanno dovuto compiere scelte difficili e avranno sicuramente dei cambiamenti dopo questo film. Per concludere, il film è davvero buono e probabilmente il miglior cinecomic del Marvel cinematic universe; in quanto i Marvel Studios hanno costruito pazientemente per ben dieci anni questo universo, tutto ruotava intorno a queste gemme dell’infinito e i Vendicatori si sono uniti proprio a causa di questa caccia al tesoro. Tutto adesso è connesso e a causa degli eventi del film e molte cose cambieranno per sempre.

CONSIDERAZIONE FINALE: congiunzione perfetta di un universo ben costruito
VOTO: 9

Annunci

L’incredibile storia dietro Guerre Stellari

Uscito quarantun’anni fa nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, acclamato dal pubblico, capostipite di una delle saghe più popolari di tutti i tempi  e vincitore di sette Premi Oscar; Guerre Stellari è senza dubbio uno dei film più famosi e celebri di sempre. Una pellicola che rivoluzionò il mondo del cinema e dell’intrattenimento, influenzando e accompagnando la vita di milioni di persone. Eppure dietro questo prodotto si cela una storia molto travagliata e difficoltosa, fatta di problemi della produzione, continui ostacoli da superare, diffidenze da parte dei membri della troupe nella riuscita del progetto e tanti altri. In questo articolo andremo a scoprire questa incredibile storia grazie alle interviste fatte a George Lucas, ideatore della saga, da Leonard Maltin, reperibili negli speciali delle edizioni VHS.

Già dalla prima domanda rivolta a Lucas possiamo farci un quadro della storia:

Leonard:”[…] George se ti chiedessi di riassumere i tuoi sentimenti oggi guardando indietro a tutta l’esperienza di Star Wars, se te lo chiedessi ora di riassumerlo con una sola parola quale sarebbe?”
George:” L’esperienza di Star Wars per me è stata imprevedibile, sai non solo nella realizzazione dei film e la creazione della storia in primo luogo che era il divertimento alla fine, perché non sai dove andrà e sarà una grande avventura, ma il successo e tutte le cose che sono arrivate dopo, non avevo proprio idea di cosa sarebbe successo dopo”.

Lucas propose la sceneggiatura del film prima alla United Artists, ma non erano interessati all’idea, poi lo fece con la Universal per la quale aveva girato uno dei suoi primi lungometraggi: “American Graffiti”, ma anch’essa rifiutò l’offerta; infine si rivolse alla 20th Century Fox, la quale non capì bene la sceneggiatura ma accettò solo perché American Graffiti fu un buon successo e uno dei produttori difatti lo amò tantissimo. Nonostante la casa di produzione accettò il film, il budget stanziato fu basso: dieci milioni di dollari; all’epoca i film costavano in media venti/trenta milioni e un quinto del budget fu adoperato per la realizzazione degli effetti speciali per i quali Lucas produsse uno studio suo: la Industrial Light and Magic (ILM), dato che quelli a cui si rivolse non accettarono. George voleva soprattutto creare qualcosa di unico in questo ambito, infatti contattò Douglas Trumbull, il quale aveva lavorato con Kubrick in “2001: Odissea nello spazio”, ma non era interessato al progetto, comunque disse a Lucas di contattare il suo assistente John Dykstra, il quale invece accettò e diede un forte contributo alla realizzazione del film, che ad oggi con il senno di poi tutti noi sappiamo quale incredibile lavoro né uscì fuori.
Molti probabilmente non ci crederanno, ma inizialmente Lucas voleva che Tatooine, pianeta natale di Luke Skywalker, fosse un pianeta rigoglioso e molto fertile; così la Lucasfilm inviò sull’isola di Boracay, nelle Filippine, il produttore Gary Kurtz per fare un sopralluogo, ma sfortunatamente a causa delle allergie di cui egli soffriva, si cambiò location per il pianeta trasformandolo nella sua antitesi, ovvero un luogo arido e privo di vita.
E i problemi delle riprese erano appena iniziati: i meccanismi dei droidi funzionavano male, non rispondendo ai comandi; ci furono vari giorni di forte pioggia che distrussero i set e soprattutto il cast non era molto entusiasta del film. Alec Guinness, l’attore più famoso a partecipare al progetto, trovava i dialoghi scadenti così come Harrison Ford. Mark Hamill si comportava in modo molto infantile con i membri della troupe, trattando il tutto in maniera scherzosa. Questi atteggiamenti erano causati da una visione generale del film come un prodotto di serie B, il quale non sarebbe mai diventato un successo, lo stesso Lucas era assorto dai dubbi sulla sua riuscita, dato che praticamente tutti gli andavano contro, disapprovando le sue idee.

Dopo tutti questi avvenimenti molti avrebbero rinunciato alla realizzazione del film, ma Lucas credeva nella sua riuscita ed era disposto a tutto pur di vederlo nelle sale cinematografiche. Una storia che andrebbe insegnata a molti: non arrendersi mai e credere sempre fino in fondo nei propri sogni. Tutti quelli che all’epoca dubitarono dell’idea di Lucas, nel tempo si saranno ben ricreduti e alcuni probabilmente, si saranno mangiati le mani.

CineVideogiochi
“Scatena le Tue Passioni”

lucas

90° Notte degli Oscar: in sintesi

Oggi alle 6 del mattino si è conclusa la 90esima premiazione dei Premi Oscar, quasi un secolo del riconoscimento cinematografico più famoso al mondo.
La cerimonia viene condotta per la seconda volta di fila da Jimmy Kimmel, che questa volta devo dire, non ha avuto una prestazione particolarmente eccitante, direi troppo poco stuzzicante. Il tutto è risultato abbastanza blando, non troppo noioso, ma sicuramente meno coinvolgente dello scorso anno, e senza questa volta sbagli di busta, come avvenuto lo scorso anno con il cambio tra La La Land e Moonlight. (accennato anche da Mark Hamill nella consegna di un Oscar).
Una cerimonia non esente da discorsi e tematiche razziali, dalle molestie sulle donne e in generale con forti spinte femministe, fin qui nulla di nuovo; è risaputa l’influenza politica nella premiazione, non è un mistero o un complotto, in qualunque cosa è presente un sotto testo che si riallaccia a tematiche o politiche.

I premi sono stati secondo me ben assegnati, eccetto qualcuno, in generale tutti abbastanza prevedibili e scontati, ad esempio: Cocomiglior film d’animazione, Dunkirkmiglior montaggio sonoro e miglior sonoro ed altri. Un premio che ha fatto storcere il naso a molti è stato il premio per miglior sceneggiatura non originale e miglior sceneggiatura originale, assegnati rispettivamente a Chiamami col tuo Nome e Get Out; molti speravano nella vittoria di Logan, dato che come cinecomic meritava moltissimo specie per la drammaticità della pellicola. A noi italiani però è rimasto il dolce in bocca per il premio ottenuto da Luca Guadagnino, mentre c’è stato un forte dissenso del pubblico sull’assegnazione del premio a Get Out, preferendo di gran lunga Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

In quanto ad attori c’è stata la meritata vittoria di Gary Oldman come miglior attore protagonista, nella sua interpretazione del primo ministro Winston Churchill per L’ora più buia, e per Sam Rockwell come miglior attore non protagonista  per Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
La forma dell’acqua
colleziona i due premi più ambiti per miglior film e miglior regia, Del Toro si porta a casa una doppietta fantastica per il suo plurinominato film.

Di seguito vi portiamo la classifica dei film con più Oscar:

La forma dell’acqua – 4 su 13
Miglior film, miglior regia, miglior scenografia, miglior colonna sonora

Dunkirk – 3 su 8
Miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, miglior montaggio

Tre manifesti a Ebbing,missouri – 2 su 7
Miglior attrice protagonista, miglior attore non protagonista

Blade Runner – 2 su 5
Miglior effetti speciali, miglior fotografia

L’ora più buia – 2 su 6
Miglior attore protagonista, miglior trucco

Coco – 2 su 2
Miglior film d’animazione, miglior canzone

Il filo nascosto
Migliori costumi

Chiamami col tuo nome
Miglior sceneggiatura non originale

Get Out
Miglior sceneggiatura originale

Una donna fantastica
Miglior film straniero

Icarus
Miglior documentario

The silent child
Miglior cortometraggio

Dear basketball
Miglior cortometraggio d’animazione

Heaven is a traffic jam on the 405
Miglior cortometraggio documentario

I, Tonya
Miglior attrice non protagonista

 

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

oscar90

Ore 15:17 – Attacco al treno, la Recensione

Ore 15:17 – Attacco al treno, diretto dal pluripremiato regista Clint Eastwood ed interpretato dagli uomini realmente presenti all’attentato; ci mostra una storia vera accaduta pochi anni fa, che tratta dell’ennesimo (purtroppo tra tanti) atto terroristico avvenuto in Europa.

Il lungometraggio, nonostante a dirigerlo ci sia la stessa persona che ha diretto “Million Dollar Baby” e “Mystic River” (tra i tanti e famosi), non centra precisamente il suo obiettivo e nel complesso fa quasi storcere il naso allo spettatore. Questo è dovuto principalmente al fatto che il fortunatamente fallito attentato è durato pochi minuti nella realtà e nel film occupa pochissimo spazio; in generale viene mostrato quasi marginalmente, lasciando invece molto spazio ai tre amici, la storia delle loro vite ed il loro viaggio per l’Europa.

Eastwood non è estraneo a film del genere: ad esempio Sully (2016) dello stesso genere biografico come Ore 15:17 – Attacco al treno, ma la differenza da quest’ultimo è l’interesse che suscitava la storia, come veniva raccontata e come tutto costantemente si concentrasse sul tema del disastro aereo e del dilemma riguardante l’abilità del pilota. Invece quest’ultimo lavoro di Eastwood risulta molto incoerente, specie per la separazione di sequenze riguardo l’attentato, le quali non riescono a mantenere alta l’attenzione del pubblico. Rispetto ad altre scene, specialmente nella parte finale, sembra come ci sia stato un cambio di stile totalmente diverso, riscontrabile in particolare attraverso l’impiego di musica ansiosa e movimenti di macchina dinamici.
Il film affronta molti temi e probabilmente aveva come obiettivo quello di mostrare la storia incredibile di tre amici, che insieme grazie alle loro conoscenze ed esperienze, riescono a fermare un terrorista. Purtroppo come già detto l’evento non è centrale ed anzi, viene appena sfiorato; lasciando durante tutto il tempo lo spettatore a domandarsi: “ma dov’è il treno?”.
La colpa non va data tanto a Eastwood, ma più che altro alla sceneggiatura del film, la quale aveva come soggetto il libro scritto dai veri protagonisti dell’episodio, ma trattato con toni troppo superficiali riguardo ad eventi che hanno riguardato fortemente l’Europa di pochi anni fa.
Consigliato? non troppo, l’attentato occupa troppo poco spazio, quando sarebbe dovuto essere più centrale; dopo tutto si intitola “attacco al treno”.

CONSIDERAZIONI FINALI: poco coerente e noioso
VOTO: 5

A chi è piaciuto ? Opinioni ?

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

attacco al treno

Knightfall: una serie a cui dare fiducia

History Channel, canale famoso per i suoi contenuti storici e documentaristici, questa volta si cimenta in una serie TV basata sui Templari: “Knightfall”.

Un prodotto televisivo che, nonostante presenti le classiche trame e sotto-trame (specialmente romantiche) delle serie, offre un buon intrattenimento e una storia continuamente in evoluzione, nella quale la distinzione tra bene e male si fa sempre meno chiara.
La trama narra della ricerca del Sacro Graal, la famosa coppa da cui bevve Gesù durante l’Ultima Cena, da parte dell’ordine dei Templari ai comandi del Papa, alla quale però partecipano altre organizzazioni più misteriose che vogliono la reliquia per scopi diversi. In questa “caccia al tesoro” i colpi di scena sono all’ordine del giorno e i cliffhanger non mancano di certo tra una puntata e l’altra.

Il protagonista, un cavaliere templare di nome Landry, si trova ad affrontare un’avventura tortuosa in cui potrà riporre la sua fiducia solamente in Dio; oltre a lui, troviamo altri personaggi che rimandano al ciclo arturiano e ai Cavalieri della Tavola Rotonda (ad esempio Parsifal e Galvano). L serie nonostante provi ad adattarsi ai canoni classici dei programmi televisivi, racconta una storia avvincente in cui si trovano molte tematiche anche attuali: la difficoltà della scelta, la seduzione del potere, le problematiche di una fede, e tante altre.
A livello tecnico non c’è molto da dire, purtroppo in queste produzioni si osa poco con i tecnicismi e la sceneggiatura non offre grandi particolarità e strutture molto precise, cose che accadevano nelle prime stagioni de Il Trono di Spade per esempio. Gli unici punti che hanno un ruolo di spicco sono scenografie e costumi, molto efficaci come è giusto che sia in una ricostruzione storica; regia e montaggio sono lineari, senza caratteristiche di spicco, se non per mostrare momenti drammatici, i quali però vengono resi troppo “banali” da questi espedienti. Il lavoro del casting è molto positivo: benché si siano usati attori praticamente sconosciuti, dando così la possibilità ad emergenti di farsi conoscere, sono riusciti a fare la loro giusta figura (vista doppiata probabilmente rende meglio), e soprattutto non si cade nel “buonismo” con black-washing che snaturerebbero l’ambiente storico medievale.
La prima stagione ora si è conclusa, ma viste le molte trame lasciate aperte, si può pensare ad un possibile continuo (se ottiene il giusto successo ovviamente). Speriamo che possa continuare e magari crescere di livello, consiglio la serie agli amanti di quelle ad ambientazione storica, con molta azione e battaglie, chi ama gli intrighi di potere, gli amori proibiti ed i misteri delle religioni.

CONSIDERAZIONI FINALI: una storia avvincente scritta con semplicità
VOTO: 7- (valutazione contestualizzata a questo genere di serie televisive e al tipo di produzione)

 

Come sempre ti ricordo di Commentare, la Tua Opinione Conta!

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

knightfall 1

La serie Britannia non colpisce, le prime impressioni

In assenza de Il Trono di Spade potrete ingannare l’attesa con questa serie” questo è uno dei molti slogan promozionali per pubblicizzare la serie TV Britannia, prodotta da Amazon e Sky ed attualmente in onda su quest’ultima rete televisiva. Ovviamente si tratta di espedienti per destare interesse nel pubblico, facendo uno pseudo-paragone con l’acclamata serie TV della HBO, il quale però non sussiste a causa di molte differenze, che andremo ad elencare in seguito. In questo articolo non andremo a fare una recensione completa (anche perché la prima stagione è ancora in corso), ma un pensiero a caldo su quello che fin’ora abbiamo colto e cosa ci ha trasmesso in queste prime puntate. Dopo la visione dei primi due episodi, la voglia di continuarla è molto bassa e, oltre che per gusto personale, c’è un eccessivo miscuglio di tematiche e concetti troppo di parte e soprattutto “buonisti”. Inoltre gli elementi di politically correct sono troppo sottolineati e mal contestualizzati, ad esempio il “Black-washing”, ovvero il rendere persone o personaggi storici bianchi in neri o viceversa, i quali ovviamente non lo erano (è vero che nell’esercito romano vi erano unità di varie nazioni, ma la maggior parte non erano assolutamente di questa etnia sud africana, specie i centurioni).

In varie interviste il regista ha affermato di aver incentrato la sua serie soprattutto sull’aspetto mistico e religioso dei druidi, il quale è andato abbastanza perduto nel corso della storia, quindi ha scelto di farla più fantasy che storica, prendendosi moltissime licenze storiche. L’idea di base è interessante, ma perché allora inserire così tanti riferimenti storici? Sarebbe stato più in linea con la sua visione farne di meno, dato che la visione principale era sull’aspetto fantasy, ed invece hanno provato a stravolgere alcuni eventi storici, esagerando, cosi che probabilmente una parte di pubblico finirà addirittura per credere siano veri. Esempio di questo, la rappresentazione di Cesare fuggito dalla Britannia, quando in realtà non fu cosi, anzi scatenò l’Inferno come disse un certo “Decimo Meridio” (citazione più che adatta). La serie tiene un profilo soprattutto punk ed anticonformista, si nota soprattutto dalla sigla con i suoi colori molto accessi (tonalità sul rosa) e la musica “country” in sottofondo, in netto contrasto con l’ambiente antico e mistico che permea la storia, ma che in fondo è in linea con ciò che vogliono trasmettere: messaggi contro le forme di ordine ed esaltazione di una piena libertà (specialmente anarchica), si può notare anche dalla frase “no one wants to be civilised” (nessuno vuole essere civilizzato) sui poster promozionali.

La trama in generale ci presenta un’invasione a cui i nativi divisi in varie tribù dovranno opporsi; ci si aspettava uno scontro di culture e lingue? no, il tutto è completamente di parte: i problemi di linguaggio non sono presenti (scelta condivisibile o meno), ma dei Romani si ha solo il punto di vista del generale Aulo Plazio, il quale ha una caratteristica molto importante: ha la faccia del cattivo (non a caso hanno scelto lo stesso attore che ha interpretato il Governatore di The Walking Dead, antagonista di quella serie). Non vi è un incontro tra due civiltà diverse, troviamo direttamente gli invasori e gli invasi. Abbiamo esclusivamente il punto di vista delle tribù native e dei druidi, per questo i confronti con Il trono di spade non sussistono: in quest’ultima vi sono varie visioni tutte in un modo o nell’altro condivisibili, in Britannia no e questo crea un vero e proprio divario di forma.

Un bel punto a favore della serie però è la scelta delle location, in cui si può ammirare tutta la bellezza di questa terra: selvaggia, aperta e libera. Comunque per farvi una vostra opinione vi consigliamo la visione almeno del primo episodio, magari i personaggi o i temi potrebbero interessarvi, cosa che con noi non è riuscita.
CONSIDERAZIONI FINALI: idea interessante sviluppata male.

 

Come sempre ti ricordo di Commentare, la Tua Opinione Conta!

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

britannia

Joker: versioni cinematografiche a confronto

Il clown più famoso della storia del cinema, uno dei “villain”(antieroi o supercriminali) più popolari al mondo, nonché l’antagonista fumettistico con il maggior numero di interpreti sul grande schermo; senza dubbio tutti questi elementi fanno del Joker uno dei personaggi di fantasia più popolari del nostro tempo. Ispirati alla sua figura, un misto fascinoso di follia, genio, odio e amore; si sono generati numerosi fandom. Prima di addentrarci nell’argomento però, bisogna fare una piccola precisazione di questo articolo: non si tratta di un PARAGONE tra i vari Joker cinematografici, in cui si vuol stabilire chi sia “il migliore” o “il peggiore”, ma un CONFRONTO in cui andremo ad analizzare le varie versioni del personaggio contestualizzandole nei suoi film/franchise d’appartenenza e vedendo poi, nel loro insieme, che introspezione complessiva ci hanno fornito. Se vogliamo, anche una sorta di tributo a questa figura estremamente attrattiva.
Detto ciò iniziamo dal primo dei nostri tre Joker apparsi sul grande schermo.

JACK NICHOLSON
Partiamo dall’opera in cui si contestualizza il nostro Joker. “Batman” film del 1989, diretto da Tim Burton, con Micheal Keaton nei panni del celebre eroe fumettistico e Jack Nicholson nel ruolo dell’ antagonista. Nel pieno stile di Burton ci si presenta questa Gotham permeata di un’aria oscura ed accompagnata da una tetra colonna sonora di Danny Elfman, in cui la criminalità ha una vasta area d’influenza, spesso però messa in difficoltà da Batman. In questo ambiente troviamo Jack Napier, il quale durante uno scontro con il cavaliere oscuro finirà vittima di un incidente, che lo porterà alla trasformazione in Joker. Questa è l’unica delle tre versioni cinematografiche che andremo ad analizzare, in cui vi è la genesi del super-criminale, nelle altre due invece la sua origine è avvolta nel mistero e molto probabilmente così resterà. Ma come si presenta questo villian di Burton? Viene presentato nel più classico dei modi, con uno stile semplice da capire, simile ai fumetti, divenendo cosi una versione adatta a qualsiasi età. Si può tranquillamente capire il perché di questa sua linearità, poiché questo film segnava l’avvio del franchise di Batman, voleva e doveva farsi conoscere sul grande schermo, quindi era giusto che cercasse il più vasto pubblico possibile, che a differenza delle altre due interpretazioni cinematografiche, hanno puntato più su una figura complessa psicologicamente e strutturata per un target definito di pubblico. Tutto questo sminuisce il lavoro fatto su questo personaggio? assolutamente no, anzi riuscire nell’impresa di creare e soprattutto presentare un nemico adatto a qualsiasi età è un successo di tutto rispetto. Certo è che con un attore del calibro di Nicholson (molto avvezzo nel ruolo del “folle”) questo Joker non poteva deludere, impersonando perfettamente il ruolo del criminale in cerca di potere, vendetta contro chi l’ha tradito e soprattutto divertimento. Una versione “classica” del clown, che avrà sempre il merito di aver contribuito a far appassionare sempre più pubblico a questo mondo cinematografico e alla leggenda del Joker.
Come diceva Jack Napier “devi pensare al futuro” e questo film sicuramente ci è riuscito creando qualcosa di immortale nel suo genere.

HEATH LEDGER
Questa versione è sicuramente quella più amata dai fan del personaggio, aiutata in gran parte dalla sua modernità e figlia di un cinema più consapevole ed istruito; senza dubbio emerge con la sua efficace scrittura della personalità e l’interpretazione “maniacale” di Ledger, per questo personaggio che gli valse un Premio Oscar postumo. “Il cavaliere oscuro” film del 2008, scritto e diretto da Christopher Nolan è da molti considerato come il miglior cinecomic mai fatto, specialmente per la trama e le varie interpretazioni dei personaggi, le quali (oltre a Batman e Joker) ci presentano dei fantastici Harvey Dent, James Gordon e Alfred Pennyworth. Un elemento molto importante per capire bene il personaggio sviluppato da Ledger, è il contesto di Gotham a cui Nolan si è profondamente dedicato, dedicando molto spazio nel film alla rappresentazione dei molteplici punti di vista e strati sociali  che compongono la città. Le forze dell’ordine, i vigilantes ed i criminali che animano questa Gotham, ci forniscono un quadro completo e specialmente “reale” dello scenario, distaccandosi molto dagli ambienti fumettistici delle precedenti versioni di Burton e Schumacher ed in questo contesto “vero”, male e bene si mescolano non permettendo più una loro netta distinzione, citando il critico di Rolling Stones, Peter Travers: «dove il Bene e il Male, piuttosto che combattersi, danzano». Joker in questo film è un personaggio completamente misterioso, di cui non si sa nulla e lui stesso alle volte è amplificatore del suo mistero, dando ad esempio diverse versioni sulle origini delle sue cicatrici; una mente geniale con un piano che mette costantemente in difficoltà Batman e per tutto il film questo trasforma il loro duello quasi come fosse una partita a scacchi, uno scontro di menti, in cui ognuno prova ad anticipare le mosse dell’altro. A differenza del precedente Joker, qui si punta ad un film per una fascia di età maggiormente adulta o comunque più allenata ad un cinema duro, a riprova di questo per la sua proiezione ci sono stati divieti per ragazzi sotto i tredici anni in alcuni paesi, che dobbiamo dire assolutamente giustificati vista la violenza di molte sequenze. Qua l’antagonista come da lui stesso affermato, mostra di essere l’esatta metà opposta al cavaliere oscuro: “io non voglio ucciderti![…]tu completi me!” dandoci quasi un senso di Yin Yang tra i due. Da una parte Joker sostiene che entrambi siano dei mostri e che Batman creda solo di essere un uomo al servizio della giustizia, dall’altra abbiamo il cavaliere oscuro intento a scoprire i suoi limiti e a ragionare sul suo ruolo in tutto questo, analisi che lo porterà ad affrontare il suo lato più “buio”.
Alla fine c’è quasi un evoluzione del Joker, che si propaga con la sua folle anarchia portando tutti nella sua dimensione “caos”, dei ragionamenti tanto folli quanto per certi versi comprensibili e condivisibili.

JARED LETO
Purtroppo in questa analisi si parte svantaggiati, per il semplice fatto della scarsa presenza di scene in cui conosciamo il nuovo Joker.
In “Suicide Squad” molto probabilmente viene introdotto il nuovo Joker che animerà il DC Films Universe. Nella pellicola in questione ha un ruolo marginale, dal ridotto contenuto di scene, che oltretutto si è andato ad aggravare per l’alto numero di scene tagliate nella versione finale, cosa di cui fu parecchio amareggiato Jared Leto, il nuovo attore interprete del pagliaccio.

Premesso tutto ciò, possiamo notare come stavolta è stato fatto un lavoro principalmente più estetico sul personaggio, si è voluto marcare fortemente il trucco, i tatuaggi e tanti altri particolari, che insieme hanno contribuito ad una resa molto più inquietante rispetto le precedenti versioni. Rispetto la prova artistica di Leto, trovandosi a confronto con le due grandi precedenti prestazioni di Nicholson e Ledger, va sottolineato come l’attore abbia studiato e si sia impegnato a fondo per interpretarlo al meglio, consultando anche medici e psichiatri. In questa nuova versione emerge un nuovo elemento del carattere del Joker, nel suo rapporto con la folle e sensuale Harley Quinn, interpretata da Margot Robbie, scopriamo il suo lato romantico quanto estremamente folle. Un rapporto in cui un amore pazzo pervade entrambi (diventando anche una moda attuale tra le coppie di cosplayer), portandoli a fare di tutto l’uno per l’altra. A parte questo però, c’è ancora poco da analizzare sul personaggio, sicuramente si può notare molto di più la direzione data verso un aspetto prettamente impulsivo e psicopatico, piuttosto che astuta e capace di avere un piano.

Come conclusione e considerazione finale su i nostri tre Joker, possiamo semplicemente dire che la follia ha vari aspetti; essa tocca corde molto profonde della psiche umana, tutti sotto sotto siamo un pò Joker, questo è un male? No, per niente. Per quanto imprevedibile e spietato, alcune sue posizioni si possono comprendere ed essere anche condivise, l’uomo è un’essere imprevedibile con tutte le sue sfaccettature. Come perfetta antitesi di Batman che è cupo e serio, Joker è colorato e scherzoso, un’ambivalenza che ci appartiene, un dualismo che fa parte di tutti gli esseri umani. Il criminale quindi diventa una parte necessaria dell’esistenza: affinché esista il bene, deve esserci il male.

Come sempre ti ricordo di Commentare, la Tua Opinione Conta!

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

img_0541

 

 

 

La serie TV Il Signore degli Anelli: sarà la più costosa serie mai realizzata

La notizia che più aveva sconvolto i fan della trilogia diretta da Peter Jackson, sta prendendo sempre più forma. E’ ormai recente il fatto che Amazon Studios ha messo in cantiere una serie su Il Signore degli Anelli.
Quale sarà la storia? sembra certo il fatto che sarà un prequel della trama raccontata nella storica prima trilogia, ma non ci sono certezze e questo purtroppo preoccupa molto i Fan.

Notizie recenti ci informano che Amazon vorrebbe fare ben 5 stagioni con un budget totale esorbitante: un miliardo di dollari. Solo i costi dei diritti ammontavano a 250 milioni, quindi pare proprio che sarà un progetto titanico, già prossimo alla conquista di un record mondiale come “serie TV più costosa nella storia“. Speriamo nella sua riuscita e che dia giustizia al fantastico mondo creato da Tolkien, come già  fatto da Jackson nella sua trilogia.

 

Come sempre ti ricordo di lasciare un Commento, la Tua Opinione Conta!

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

signoreanelli

Shadow of the Colossus: il vero senso del suo Ritorno

Manca ormai meno di un mese all’uscita di Shadow of the Colossus per Playstation 4 e i fan del famoso videogioco sono in trepida attesa aspettando di poter rivivere le emozioni, che hanno potuto provare in passato durante le ore passate in sua compagnia, facendolo diventare nel corso del tempo un vero e proprio cult entrato nella memoria di molti.

Uscito originariamente su Playstation 2 nel 2005, ottenne un ottimo successo dovuto soprattutto alle tecnologie con le quali fu sviluppato e alle esperienze innovative che introduceva come videogioco, qualcosa che all’epoca era ancora sconosciuto; difatti si meritò 6 anni dopo (2011) una remaster in HD su Playstation 3, a cui fu affiancato anche il primo lavoro del Team ICO (il gruppo degli sviluppatori di Shadow of the Colossus), ovvero ICO. Oggi a riprova di tanto successo stiamo per ricevere una nuova versione aggiornata del videogioco e come confermato dagli sviluppatori non si tratterà di un remaster, ma di un grande remake. Il team ricostruirà integralmente gli asset grafici, portando alla luce un lavoro visivo sicuramente che farà felici i Fan, anche se non saranno aggiunti nuovi contenuti come ad esempio colossi ed oggetti bonus, una cosa che potrebbe indispettire qualche Fan più affezionato.

Esiste una comunità di giocatori piuttosto contraria alle remastered o remake che siano. Negli ultimi tempi si punta sempre più il dito accusando l’industria di aver terminato le idee riproponendo vecchi contenuti, i giocatori di questo pensiero sottolineano come vorrebbero vedere maggiori nuovi contenuti piuttosto che vecchi “polpettoni” riscaldati. Ovviamente tante altre persone apprezzano queste proposte “vintage”, pensando possano dare modo a nuove generazioni di apprezzare titoli di valore storico e di forte proprietà artistica, oltre chi ovviamente già li conosce e apprezza la semplice possibilità di riviverli attualizzati e riscoprire la loro capacità di saper emozionare.

Sappiamo tutti benissimo quanto sia dinamica ed in continua evoluzione l’industria dei videogiochi, che anno dopo anno cambia e cerca di innovarsi entrando sempre più a contatto con la società e le persone, basti pensare al ruolo che potrebbero avere nelle future Olimpiadi.
Shadow of the Colossus potrebbe far riscoprire quell’aspetto artistico molto raro nei videogiochi, spesso negato totalmente, dove c’è una sovrabbondanza di attenzione mirata principalmente alla commerciabilità e solamente allo sviluppo di titoli che vendano a tutti i costi. Quindi bisogna dare merito ad esperienze come queste, nel cercare di rendere giustizia all’arte che può esserci dietro la creazione di un prodotto di qualità.

 

Come sempre ti ricordo di lasciare un Commento, la Tua Opinione Conta!

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

shadow of the colossus