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Ready Player One, la Recensione

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Immagina di vivere in una realtà dove quello che hai non ti piace, dove sei circondato dall’insoddisfazione e dove non c’è più molto spazio per la fantasia; ora unisci questa visione ad un’alternativa migliore, cioè avere tutte le cose che desideri, averne altre che nemmeno puoi immaginare di desiderare, fare cose oltre il possibile e trasformare l’impossibile in realtà. Bene metti insieme tutta questa visione e immagina di trasferirti all’interno di OASIS, un complesso mondo di realtà virtuale inventato in un futuro non lontano da oggi, nel 2045.
Sostanzialmente questa è la trama in breve; l’idea ti sembra un po strana? la trama ti sembra un tantino contorta o non del tutto chiara?
Non perdere tempo e vai a vedere questo film, perché soltanto vedendolo riuscirai ad avere un idea completa di tutta l’opera e di certo non voglio darti spoiler particolari.

Ora fatta questa dovuta premessa, voglio entrare nel vivo dell’argomento, Ready Player One; ultima visionaria opera diretta da Steven Spielberg, prodotta tra le altre, dalla Amblin Entertainment. Un film che si pone a mio parere un obbiettivo difficilissimo, portare su schermo un insieme di concetti ad oggi molto vicini ad un pubblico specifico, quello del videogiocatore e anche secondariamente (ad una prima impressione) a quello dell’appassionato di film.

Un opera che trascende il concetto di videogioco e realtà virtuale moderno, trasferendolo perfettamente all’interno di un film e facendolo cosi diventare una probabile versione del nostro prossimo futuro. La cosa che mi ha stupito in particolare è stata la capacità di tradurre questo linguaggio, in qualcosa di perfettamente comprensibile a qualsiasi spettatore, di qualsiasi età, anche estraneo a questi mondi. Perciò in particolare è un opera che si rivolge a tutti, di facile visione, ma soprattutto di immediata comprensione e fusione con l’attuale quotidianità, che vivono moltissime persone oggi nella nostra società.
Quindi spiegando meglio, la cosa in cui riesce assolutamente questo film è la semplicità con cui vengono rappresentati tutti questi elementi, tratti dal mondo dei videogiochi, del cinema, delle serie TV animate e non, ed in generale di tutta quella cultura pop tra gli ultimi decenni del secolo 900′ e i nostri giorni attuali. Tutte queste cose vengono sintetizzate in un facile linguaggio capace di avvicinare chiunque alle sue sfaccettature, trasformando tutto in un insieme di divertimento, azione, stupore ed emozioni; proprio le emozioni e una morale di fondo sono fortemente protagoniste in questa opera, che vuole anche metterci in guardia sul non perdere il contatto con la realtà e le possibili conseguenze a cui la nostra società potrebbe andare incontro.

Sicuramente il film viene apprezzato ed esprime il suo massimo potenziale con chi mastica di videogiochi, appassionato di cinema, cartoni animati e serie tv; ma mi sento di consigliarlo a tutti, è un qualcosa che racchiude dentro se stesso un cambiamento e un evoluzione dei tempi. C’è un essenza da dover cogliere guardandolo che spero caro amico lettore saprai cogliere.

Come si può leggere questa non è una classica recensione, ma alcune volte bisogna uscire dagli schemi, è più un voler trasferire le mie emozioni e renderle come augurio nel poterle vivere guardando questo film.
Sopratutto ci troviamo su CineVideogiochi, della cultura di essere “appassionati” tra i videogiochi, film e serie tv, qui se ne è fatta una bandiera e come questo film difficilmente altre opere sapranno omaggiare questa fusione di “arti” insieme tra loro.

In conclusione mi sento di innalzare questo film a vero grande tributo, di chi di queste nostre “passioni”, se ne ciba e alimenta quotidianamente, per la gioia della sua mente e vita.

Ciao alla prossima

CineVideogiochi
“Scatena le tue Passioni”

 

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