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Sea of Thieves, la recensione

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Eccoci qui a parlare di Sea of Thieves, ultima esclusiva rilasciata da pochi giorni per casa Microsoft su PC e XboxOne. Sviluppato da Rare, la famosa casa di videogiochi anni 90′ sviluppatrice di molti successi su console Super Nintendo ed acquisita nel 2002 da Microsoft.

Oggi Sea of Thieves a distanza di circa 10 giorni dalla sua uscita, sta letteralmente dividendo il pubblico tra chi lo ama alla follia e chi già grida al bluff.
Cominciamo subito con il dire che per gli abbonati Xbox Game Pass, il titolo è giocabile interamente senza doverlo acquistare (prezzo proposto al pubblico €70) e che è crossplay tra utenti PC e XboxOne; quindi si può liberamente fare gruppo tra chi gioca al PC e XboxOne con gli stessi server.

Per prima cosa voglio darvi una piccola panoramica generale descrittiva su cosa offra il gioco in termini di gameplay e meccaniche, per poi analizzarlo con considerazioni tratte dal mio punto di vista di giocatore.

Anzi tutto, ci sono 2 modalità principali di gruppo, che si possono scegliere ogni volta che si lancia una partita, rispettivamente quella Galeone e Sloop:

In Galeone potrete formare un team da 4 giocatori o meno, per lanciarvi nelle vostre avventure condivise alla guida appunto del Galeone; un grande vascello con i suoi pregi e difetti, più difficile da manovrare, o per meglio dire con un grande bisogno di ottima coordinazione per guidarlo al meglio, infine più resistente e con più potenza di fuoco.
Sicuramente all’apparenza più sicuro e distruttivo, anche se poi non sempre risulta vittorioso in tutti gli scontri.

La Sloop è una barca ridotta, con massimo equipaggio 2 persone o anche in versione singola. Facile da manovrare, agile e più veloce del Galeone con vento a sfavore; quindi richiede abilità negli scontri, ma con le giuste continue manovre può uscirne vittoriosa anche contro i Galeoni, la sua ottima manovrabilità lo rende una buona scelta per sessioni meno impegnative.

Il gioco è lo stesso sia che si affronti da solo che con dei compagni, ad oggi si basa tutto su una principale crescita di reputazioni nelle tre rispettive compagnie di NPC (personaggi non giocanti del computer), al fine di raggiungere un massimo grado detto Leggendario, dove a quanto pare una volta raggiunto, si dovrebbe accedere alla fase di end game del gioco.
Per far salire queste reputazioni ci sono diversi metodi; si possono fare delle missioni chiamate viaggi comprate dalla rispettive compagnie, che vi daranno obiettivi come recuperare tesori o uccidere dei bersagli specifici, oppure completare il raid, un evento a spawn casuale dove ci si reca su un isola obiettivo e si deve ripulirla da tutti gli scheletri che la infestano. Al termine dell’evento si ottiene una chiave, che da accesso ad un bel tesoro da riconsegnare agli avamposti dove, si otterrà in cambio grande quantitativo d’oro e reputazioni per le suddette compagnie. La cosa da considerare in tutto ciò è che anche altri giocatori contemporaneamente in genere arrivano per fare il raid, quindi questo scatena intense battaglie PvP.
A proposito di PvP, il gioco è completamente open world e PvP abilitato, quindi ogni altro pirata al di fuori del vostro gruppo è un potenziale nemico pronto ad affondarvi e derubarvi.
In tutto ciò, da tutte queste attività si ottiene oro che potrete spendere per acquistare oggetti estetici e personalizzazioni delle proprie navi.

Sostanzialmente vi ho descritto le meccaniche generali del gameplay attuale e specifico “attuale”, perché come annunciato già prima del lancio, Rare intende ampliare SoT e arricchirlo nel tempo con contenuti ed attività. Proprio questo punto sembra essere un tasto dolente molto premuto oggi da una grande fetta di comunità, se non tutta. La critica principale è proprio la limitata variabilità di contenuti e attività da fare, in sostanza l’elemento ripetitivo subentra dopo i primi giorni di gioco, i viaggi sono molto simili e il raid abbastanza monotono. Questo aspetto divide tra chi già lo vede come un gioco morto e accusa Rare di far parte di quel malato sistema odierno; in cui si rilasciano giochi incompleti o poveri di contenuti per poi andarli ad ampliare piano piano nel tempo, mentre tanti altri lo apprezzano e lo approvano cosi come si presenta, essendo consapevoli che i contenuti arriveranno e si arricchirà strada facendo.

Per me in tutte queste considerazioni ci sono verità, credo in parte che i videogiocatori non siano più abituati ad apprezzare i videogiochi semplicemente per il divertimento che può offrire il gameplay puro, inteso come giocarci fine a se stesso. Oggi siamo troppo abituati a videogiochi che offrono ricompense in cambio di attività e su questo si è creato l’impero economico delle microtransazioni. Sea of Thieves come chiaramente affermato dai suoi sviluppatori, vuole proporre un esperienza all’insegna del puro gameplay, dove proprio l’interazione tra i giocatori deve dar vita al gioco stesso, dove il protagonista sia il divertimento generato dal condividere, chiacchierare, collaborare, divertirsi e gli utenti siano gli artefici delle loro avventure.

Secondo me questo è un videogioco che vuole uscire dagli schemi che ormai hanno imprigionato tutte le produzioni attuali, c’è un ritorno al passato cercando di implementarlo con le novità del presente. Io mi diverto tantissimo, il solo fatto di vivere le meccaniche di gameplay per come è concepito il gioco, creano il divertimento stesso; apprezzo il gioco per come è stato proposto incentivando socialità e amicizia tra i partecipanti.

Come ho detto non esiste un sistema di crescita e ricompense legato a nuovi equipaggiamenti più forti o sblocco di abilità, tipo una classica progressione a livelli; infatti questo è un altro elemento fortemente criticato. Secondo me invece è una cosa fantastica, che come ho detto premia il puro divertimento e soprattutto l’abilità di gioco. In uno scontro navale tra 1 o più Galeoni vince sempre quello con l’equipaggio più bravo nel saper manovrare e combattere, non quello con le attrezzature più forti solo perché magari ha giocato più ore. Giocare di più non conta nulla, in questo mondo totale PvP vincono i più bravi sempre e comunque.

In conclusione secondo me siamo difronte ad un videogioco che merita, che si pone l’obbiettivo di andare contro corrente, che non vuole essere un altro clone di cose già viste, ma che vuole trovare la sua originalità e proporre qualcosa di innovativo.
Indubbiamente arricchendosi nel tempo di nuove attività e esperienze, diventerà migliore, ma non per questo oggi mi sento di accusarlo.

Io mi diverto tantissimo, le battaglie navali tra tempeste, arrembaggi ed altro valgono tutto, la soddisfazione per aver vinto scontri difficili è una ricompensa ben più grande di una nuova armatura più forte e con statistiche migliori. Anzi spero proprio non cambi mai questo sistema.

Certamente qualcuno non concorderà con me, ma ragazzi il bello è proprio questo, chiacchieriamoci sopra e ditemi la vostra idea.

P.S. la grafica? secondo me fantastica, ottimo connubio tra fantasia e realismo, alcuni ritagli di paesaggi come ad esempio tramonti sul mare sono eccezionali.

Tutto Considerato Voto Finale:  8

 

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