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Maze Runner la Rivelazione, la Recensione

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Maze Runner la Rivelazione è il capitolo conclusivo della trilogia cinematografica tratta dai romanzi di James Dashner, che narrano di un futuro post apocalittico dove l’umanità è messa in ginocchio da un virus e gli esseri umani contagiati, simili per aspetto a degli zombi, ormai superano i gran numero i superstiti prossimi all’estinzione.

Il contesto e lo scenario in cui tutta la trilogia si muove è qualcosa di visto e affrontato ampiamente sia nel cinema che nella letteratura, ovviamente non è un qualcosa di originale in se, anche se presenta un originalità nella sua organizzazione di alcuni elementi ed espedienti che rendono il tutto non del tutto scontato.
Questa è una valutazione complessiva, che mentre per i primi due film trova maggior riscontro con il tema del labirinto e della fuga come elementi originali, in questo terzo film invece troviamo tutti gli elementi più tipici del genere apocalisse zombie.

Con questa volata generale sull’elemento trama che unisce tutta la trilogia, non voglio andare a sminuire l’opera a se stante di questo “La Rivelazione”, anzi trovo che il film funzioni e sia un’adeguata conclusione per tutta la vicenda.

La trama di questo terzo capitolo, gira tutta intorno al tentativo di Thomas e dei suoi compagni di voler salvare Minho (rapito nel precedente film “La Fuga”), quindi questo tentativo di salvataggio li porterà alla scoperta di altri segreti e ci fornirà ancor di più a noi spettatori una panoramica sullo scenario, che ormai va a comporre il futuro dell’umanità.

La regia di Wes Ball, già regista degli altri due precedenti capitoli è ben fatta, un buon lavoro di fotografia e sulle inquadrature accompagnano le sequenze d’azione, di certo non è tra le pietre miliari del cinema, ma svolge bene il suo compito.

Di particolare nota l’interpretazione di Dylan O’Brien che si conferma un giovane di talento in forte crescita nel panorama Hollywoodiano, dal suo debutto con la serie TV Teen Wolf nel 2011, sta pian piano dimostrandosi un attore capace e in grado di dare spessore ai suoi personaggi. Oltre a Dylan merito della riuscita del film, va sicuramente anche al resto del cast che in linea generale si comporta bene e riesce a dare il giusto spessore.
Quindi in linea generale un buon film, anche se meno originale nella trama rispetto al primo in particolare, riesce a concludere in maniera adeguata tutto il percorso. Da vedere assolutamente se si sono già visti i primi due, in particolare a mia opinione classificherei il primo come il migliore, a seguire questo e poi il secondo.

Concludiamo ricordando come oltre questa trilogia esistano altri due romanzi prequel e un terzo diciamo di contorno, quindi potenzialmente potremo vedere ancora al cinema nuovi episodi legati a questo universo post apocalittico immaginato da James Dashner.

 

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