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Joker: versioni cinematografiche a confronto

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Il clown più famoso della storia del cinema, uno dei “villain”(antieroi o supercriminali) più popolari al mondo, nonché l’antagonista fumettistico con il maggior numero di interpreti sul grande schermo; senza dubbio tutti questi elementi fanno del Joker uno dei personaggi di fantasia più popolari del nostro tempo. Ispirati alla sua figura, un misto fascinoso di follia, genio, odio e amore; si sono generati numerosi fandom. Prima di addentrarci nell’argomento però, bisogna fare una piccola precisazione di questo articolo: non si tratta di un PARAGONE tra i vari Joker cinematografici, in cui si vuol stabilire chi sia “il migliore” o “il peggiore”, ma un CONFRONTO in cui andremo ad analizzare le varie versioni del personaggio contestualizzandole nei suoi film/franchise d’appartenenza e vedendo poi, nel loro insieme, che introspezione complessiva ci hanno fornito. Se vogliamo, anche una sorta di tributo a questa figura estremamente attrattiva.
Detto ciò iniziamo dal primo dei nostri tre Joker apparsi sul grande schermo.

JACK NICHOLSON
Partiamo dall’opera in cui si contestualizza il nostro Joker. “Batman” film del 1989, diretto da Tim Burton, con Micheal Keaton nei panni del celebre eroe fumettistico e Jack Nicholson nel ruolo dell’ antagonista. Nel pieno stile di Burton ci si presenta questa Gotham permeata di un’aria oscura ed accompagnata da una tetra colonna sonora di Danny Elfman, in cui la criminalità ha una vasta area d’influenza, spesso però messa in difficoltà da Batman. In questo ambiente troviamo Jack Napier, il quale durante uno scontro con il cavaliere oscuro finirà vittima di un incidente, che lo porterà alla trasformazione in Joker. Questa è l’unica delle tre versioni cinematografiche che andremo ad analizzare, in cui vi è la genesi del super-criminale, nelle altre due invece la sua origine è avvolta nel mistero e molto probabilmente così resterà. Ma come si presenta questo villian di Burton? Viene presentato nel più classico dei modi, con uno stile semplice da capire, simile ai fumetti, divenendo cosi una versione adatta a qualsiasi età. Si può tranquillamente capire il perché di questa sua linearità, poiché questo film segnava l’avvio del franchise di Batman, voleva e doveva farsi conoscere sul grande schermo, quindi era giusto che cercasse il più vasto pubblico possibile, che a differenza delle altre due interpretazioni cinematografiche, hanno puntato più su una figura complessa psicologicamente e strutturata per un target definito di pubblico. Tutto questo sminuisce il lavoro fatto su questo personaggio? assolutamente no, anzi riuscire nell’impresa di creare e soprattutto presentare un nemico adatto a qualsiasi età è un successo di tutto rispetto. Certo è che con un attore del calibro di Nicholson (molto avvezzo nel ruolo del “folle”) questo Joker non poteva deludere, impersonando perfettamente il ruolo del criminale in cerca di potere, vendetta contro chi l’ha tradito e soprattutto divertimento. Una versione “classica” del clown, che avrà sempre il merito di aver contribuito a far appassionare sempre più pubblico a questo mondo cinematografico e alla leggenda del Joker.
Come diceva Jack Napier “devi pensare al futuro” e questo film sicuramente ci è riuscito creando qualcosa di immortale nel suo genere.

HEATH LEDGER
Questa versione è sicuramente quella più amata dai fan del personaggio, aiutata in gran parte dalla sua modernità e figlia di un cinema più consapevole ed istruito; senza dubbio emerge con la sua efficace scrittura della personalità e l’interpretazione “maniacale” di Ledger, per questo personaggio che gli valse un Premio Oscar postumo. “Il cavaliere oscuro” film del 2008, scritto e diretto da Christopher Nolan è da molti considerato come il miglior cinecomic mai fatto, specialmente per la trama e le varie interpretazioni dei personaggi, le quali (oltre a Batman e Joker) ci presentano dei fantastici Harvey Dent, James Gordon e Alfred Pennyworth. Un elemento molto importante per capire bene il personaggio sviluppato da Ledger, è il contesto di Gotham a cui Nolan si è profondamente dedicato, dedicando molto spazio nel film alla rappresentazione dei molteplici punti di vista e strati sociali  che compongono la città. Le forze dell’ordine, i vigilantes ed i criminali che animano questa Gotham, ci forniscono un quadro completo e specialmente “reale” dello scenario, distaccandosi molto dagli ambienti fumettistici delle precedenti versioni di Burton e Schumacher ed in questo contesto “vero”, male e bene si mescolano non permettendo più una loro netta distinzione, citando il critico di Rolling Stones, Peter Travers: «dove il Bene e il Male, piuttosto che combattersi, danzano». Joker in questo film è un personaggio completamente misterioso, di cui non si sa nulla e lui stesso alle volte è amplificatore del suo mistero, dando ad esempio diverse versioni sulle origini delle sue cicatrici; una mente geniale con un piano che mette costantemente in difficoltà Batman e per tutto il film questo trasforma il loro duello quasi come fosse una partita a scacchi, uno scontro di menti, in cui ognuno prova ad anticipare le mosse dell’altro. A differenza del precedente Joker, qui si punta ad un film per una fascia di età maggiormente adulta o comunque più allenata ad un cinema duro, a riprova di questo per la sua proiezione ci sono stati divieti per ragazzi sotto i tredici anni in alcuni paesi, che dobbiamo dire assolutamente giustificati vista la violenza di molte sequenze. Qua l’antagonista come da lui stesso affermato, mostra di essere l’esatta metà opposta al cavaliere oscuro: “io non voglio ucciderti![…]tu completi me!” dandoci quasi un senso di Yin Yang tra i due. Da una parte Joker sostiene che entrambi siano dei mostri e che Batman creda solo di essere un uomo al servizio della giustizia, dall’altra abbiamo il cavaliere oscuro intento a scoprire i suoi limiti e a ragionare sul suo ruolo in tutto questo, analisi che lo porterà ad affrontare il suo lato più “buio”.
Alla fine c’è quasi un evoluzione del Joker, che si propaga con la sua folle anarchia portando tutti nella sua dimensione “caos”, dei ragionamenti tanto folli quanto per certi versi comprensibili e condivisibili.

JARED LETO
Purtroppo in questa analisi si parte svantaggiati, per il semplice fatto della scarsa presenza di scene in cui conosciamo il nuovo Joker.
In “Suicide Squad” molto probabilmente viene introdotto il nuovo Joker che animerà il DC Films Universe. Nella pellicola in questione ha un ruolo marginale, dal ridotto contenuto di scene, che oltretutto si è andato ad aggravare per l’alto numero di scene tagliate nella versione finale, cosa di cui fu parecchio amareggiato Jared Leto, il nuovo attore interprete del pagliaccio.

Premesso tutto ciò, possiamo notare come stavolta è stato fatto un lavoro principalmente più estetico sul personaggio, si è voluto marcare fortemente il trucco, i tatuaggi e tanti altri particolari, che insieme hanno contribuito ad una resa molto più inquietante rispetto le precedenti versioni. Rispetto la prova artistica di Leto, trovandosi a confronto con le due grandi precedenti prestazioni di Nicholson e Ledger, va sottolineato come l’attore abbia studiato e si sia impegnato a fondo per interpretarlo al meglio, consultando anche medici e psichiatri. In questa nuova versione emerge un nuovo elemento del carattere del Joker, nel suo rapporto con la folle e sensuale Harley Quinn, interpretata da Margot Robbie, scopriamo il suo lato romantico quanto estremamente folle. Un rapporto in cui un amore pazzo pervade entrambi (diventando anche una moda attuale tra le coppie di cosplayer), portandoli a fare di tutto l’uno per l’altra. A parte questo però, c’è ancora poco da analizzare sul personaggio, sicuramente si può notare molto di più la direzione data verso un aspetto prettamente impulsivo e psicopatico, piuttosto che astuta e capace di avere un piano.

Come conclusione e considerazione finale su i nostri tre Joker, possiamo semplicemente dire che la follia ha vari aspetti; essa tocca corde molto profonde della psiche umana, tutti sotto sotto siamo un pò Joker, questo è un male? No, per niente. Per quanto imprevedibile e spietato, alcune sue posizioni si possono comprendere ed essere anche condivise, l’uomo è un’essere imprevedibile con tutte le sue sfaccettature. Come perfetta antitesi di Batman che è cupo e serio, Joker è colorato e scherzoso, un’ambivalenza che ci appartiene, un dualismo che fa parte di tutti gli esseri umani. Il criminale quindi diventa una parte necessaria dell’esistenza: affinché esista il bene, deve esserci il male.

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