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Star Wars: Lucas tra la prima trilogia e quella prequel, le “Risposte”

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Molto spesso si riflette sulle differenze e le caratteristiche tra la prima trilogia e quella prequel, ed oggi più che mai si sente il bisogno di risposte a paragone dei nuovi episodi in corso d’opera.

George Lucas aveva un progetto chiaro all’inizio del suo lavoro? Aveva programmato quali sarebbero stati gli sviluppi e le storie dietro i suoi personaggi?

Queste sono domande complesse a cui i fan cercano sempre più spesso risposte, confronti e discussioni. Ci sono state interviste negli anni, documentazioni e soprattutto il lavoro svolto a farci vedere il punto d’arrivo messo in pratica di tutto questo universo, ma dopo tutto questo, realmente rimangono alcuni interrogativi che ancora stimolano le discussioni e l’immaginazioni di tanti di “noi”.

Cercherò di fare luce su alcune questioni partendo proprio dall’analisi del lavoro messo su pellicola nelle prime due trilogie, escludendo l’ultima perché come noto non ha tenuto conto di eventuali idee del nostro George.
Le cose da discutere sarebbero tantissime, in particolare tra le possibilità ho deciso di soffermarmi sulla rappresentazione dei Jedi ed il loro controllo della forza, per ragionare se la storyline futura fosse veramente già chiara nel suo complesso all’inizio del primo episodio in ordine d’uscita.

“quando novecento anni d’età tu avrai, bello non sembrerai” Yoda

Parliamo di Yoda
La sua bipolarità tra comico e maestro nella prima trilogia e le differenze con quella prequel, lo rendono uno dei personaggi più espressivi di questo cambiamento temporale.
Yoda nella prima trilogia in Episodio V quando incontra Luke, lo mette inizialmente alla prova per capire se avrà la pazienza d’imparare le vie della forza, si presenta come un vecchio rintontito per poi trasformarsi nel maestro Jedi.
Agganciandomi a questo credo che Lucas non avesse un idea chiara della storia dei prequel quando fece la prima trilogia, anzi credo non gli fosse effettivamente chiaro tutto il background dei personaggi. Nello specifico non aveva determinato effettivamente la potenza e le possibilità che il controllo della forza potesse permettere, quindi Yoda dell’episodio V si mostra molto più umano e vicino a dei canoni che potessero avvicinarsi ai gusti concepibili ed adatti al pubblico dell’epoca.
La forza ci viene mostrata quasi come un potere più spirituale/psicologico che pratico, qualcosa che si potesse percepire a livello extracorporeo, invisibile piuttosto che visibile. Mentre nella trilogia prequel c’è un totale cambiamento di rotta, probabilmente è figlia del mercato degli anni 2000 e del suo cinema proiettato allo stupore ed gli effetti speciali; rendendo la fantascienza come qualcosa che dovesse colpire visivamente prima che arrivare emotivamente nelle interpretazioni e caratterizzazioni dei personaggi. I Jedi si mostrano a noi totalmente diversi, con le loro abilità e poteri incredibili, totalmente al di fuori dell’immagine della forza e del Jedi mostrata 20 anni prima. Qui mi ricollego a Yoda, che vive assolutamente questo cambiamento e sente il peso di questo adattamento della sua figura tra la prima e la seconda trilogia, creando un forte senso di distanza tra il suo personaggio iniziale e quello visto nei prequel.

Ma infondo lo stesso Lucas non aveva un idea chiara neanche dei primi tre film quando ha fatto episodio IV, anzi lo ha realizzato non sapendo nemmeno se avrebbe proseguito la trilogia. Ad esempio la scena in cui Han parla con Jabba nell’hangar dell Millennium Falcon prima di partire da Tatooine, inizialmente fu girata con un attore umano che interpretava Jabba, poi fu tagliata nella versione finale (meno male), questo permise di inventare la razza degli Hutt ed inserire Jabba nell’episodio VI. La scena grazie alla computer grafica fu reinserita nella versione restaurata e potete notare come Han nel suo doppiaggio originale dica alla fine “Jabba sei uno splendido essere umano”. Se poi vogliamo dirla tutta la stessa razza e la loro organizzazione degli Hutt non fu definita neanche in Episodio VI, semplicemente Lucas inserì questa figura d’alieno perché gli piaceva.

Tra le altre cose nella prima trilogia non si parla mai di Sith, semplicemente perché non esisteva ancora il concetto del Sith. Anzi la stessa figura dell’imperatore analizzando Episodio IV, probabilmente denota come non avrebbe dovuto essere un Sith o persona addestrata nella forza. Questo si può evincere dal fatto che troviamo un Darth Vader agli ordini di un personaggio, il governatore o generale Tarkin totalmente al di fuori della forza. Da qui a ritroso nasce il pensiero di come potesse essere possibile che l’allievo diretto, del grande signore dei Sith Palpatine, nonché suo secondo in comando, lo vedesse al “guinzaglio” di Tarkin. Vader più volte indicato come unico rappresentante in vita di ciò che rimanesse della forza e del suo essere una “Religione” (questo a riprova della sua iniziale principale concezione spirituale), di certo non avrebbe potuto essere il cagnolino di Tarkin. Parliamo di un uomo anziano, più vecchio di Vader, che dovrebbe aver vissuto tutta la caduta della repubblica e delle sue guerre, non avrebbe mai potuto trovarsi al comando di Vader, soprattuto se ci basiamo sul finale che ci è stato mostrato in Episodio III e le vicende raccontate, dove Vader quasi risorge come un “dio” nel corpo di una macchina. Quindi è molto più plausibile pensare che l’imperatore inizialmente fosse concepito come un dittatore gerarca, simbolo metaforicamente del dominio dell’uomo sulle forze spirituali e metafisiche.

Veniamo introdotti alla conoscenza del lato oscuro, come una forza d’odio e passioni, che corrompe un giovane Anakin Skywalker , per invidia dei suoi Maestri Jedi come disse ad ObiWan nel loro ultimo scontro “ora sono io il maestro”, una naturale rappresentazione di come l’uomo sia cedevole, fragile e incline alle tentazioni, ulteriori elementi che dimostrano come si volesse rendere personaggi umani e vicini allo spettatore. La più facile sintesi di questo background si trovava nel farci conoscere questo personaggio schierato con le forze del male, sempre rappresentate come un regime autoritario e dittatoriale, che imponesse in un certo senso il dominio della scienza umana nei confronti della spiritualità.

Concludo con delle ultime riflessioni sugli usi della forza, punto da cui sono partito. Lo scontro tra Darth e Obi in Episodio IV, perché non ci mostra nessuna abilità speciale, perché non vediamo dei Jedi potenziati? In tutto il film si vedono esclusivamente usi psicologici e metafisici della forza, percezioni sensoriali, controlli mentali, soffocamento e comunicazione ultra terrena tra ObiWan e Luke. Gli unici atti pratici sono gli scontri con la spada laser, che rendono il tutto molto terreno. D’altronde sentiamo nominare i Jedi con l’appellativo di “cavalieri”, cosa può esserci di più scenico e fuori dal coro di personaggi armati di spada in una civiltà di armi e fucili? ovviamente tutte armi rigorosamente laser in linea con la fantascienza, ma il concetto è voler rendere l’impossibile possibile con l’artificio dell’invisibile. Ci sono più cose che immaginiamo piuttosto di quelle che vediamo, così probabilmente Lucas andando avanti negli episodi V e VI ha deciso di concludere la figura del Jedi come capace di cose impossibili anche se lo stesso legate alla sfera del plausibile. Ad esempio vediamo uno Yoda che deve concentrarsi per sollevare un X-Wing, rimanendo su qualcosa di plausibile seppur impossibile. Nella trilogia prequel il plausibile scompare trasformando i Jedi in supereroi capaci di stupire e voler colpire a tutti i costi.

In conclusione perché si trovano imperfezioni o dissonanze nei vari film di Star Wars? semplicemente perché sono un crescendo di idee e sviluppi che si sono allargati a dismisura, non riuscendo per forza di cose a collegarsi sempre perfettamente, perché gli anni di distanza creano dei divari generazionali che collocano i film in contesti dove il pubblico vuole altre cose. In ultimo vorrei rispondere al perché la nuova Trilogia in corso crea tanto scalpore tra il pubblico? Perché è figlia di tutto questo turbinio di evoluzioni e si trova spaccata tra tutte queste pregresse dissonanze, ci sono i primi fan originali, quelli degli anni 2000 e quelli misti, così che non sarà mai possibile accontentarli tutti e non sarà mai possibile soprattutto avere una storyline perfettamente scorrevole, perché non scritta dalla stessa persona.

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