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Metal Gear Solid un tuffo nel passato

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Il fascino del retrò

Nell’ormai lontano 1998 se si considera il divario tecnologico che ci separa, veniva rilasciato Metal Gear Solid. Sviluppato dalla Konami sotto il genio creativo di Hideo Kojima, si tratta di uno dei giochi che hanno rivoluzionato un era, facendo da apripista ed ispirazione per nuovi titoli e nuovi modi di concepire il gaming.

Basta pensare alle moderne campagne in cui si coinvolge sempre di più il giocatore in un gameplay cinematografico, dove oltre ad essere protagonisti al tempo stesso si è spettatori di una storia narrata come quasi si vedesse un film ed oggi ripensando a Metal Gear Solid si può trovare una delle risposte su dove tutto questo possa esser cominciato. Notevole non solo nelle riprese, inquadrature e sequenze cinematografiche, ma anche con sceneggiatura e colpi di scena degni di un film da Oscar.

Metal Gear Solid introduceva la rivoluzione che portava tutto questo, il gioco di spionaggio con un coinvolgimento emozionale senza precedenti, che a mio parere rimane una delle storyline migliori di tutti i tempi.

Un gameplay molto realistico per i tempi ed intuitivo, che mescolava brillantemente azione e narrazione, dando vita oltre tutto al nuovo genere di gioco denominato Stealth Action.

Questo articolo è dedicato ai nostalgici come tributo al buon gaming, e allo stesso tempo vuole essere un invito per nuove generazioni a mettere da parte l’aspetto grafico sicuramente datato per gli standard moderni, e provarlo come un esperienza nuova che vi assicuro non tradirà le vostre aspettative.
Immaginate di approcciarla come fosse un buon film che non invecchia mai.

 

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