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Gli Ultimi Jedi: la recensione senza spoiler

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Il peso delle responsabilità
Star Wars Gli Ultimi Jedi.
No spoiler.

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana….

Era il 1977 e George Lucas usciva nelle sale cinematografiche con la sua rivoluzione senza tempo e senza età.
Nessuno avrebbe potuto prevedere il fenomeno che si stava per avviare, un processo che avrebbe cambiato per sempre la fantascienza, che avrebbe innovato e condizionato più cose di quante forse se ne erano comprese o volute. C’era un idea, un progetto ed un sogno, sicuramente tanta passione unita alla voglia di raccontare qualcosa; in questo contesto oggi a distanza di 40 anni ci troviamo ancora a parlarne ed analizzare un nuovo lavoro figlio di tutto questo percorso.
Capita alcune volte, raramente di sentire il peso di quello che si sta metabolizzando, solo nello scrivere questo articolo percepisco una sensazione quasi di tutto il peso che rappresenta questo progetto e della difficoltà nel riassumerlo in poche righe che riescano a rendere giustizia a tutto ciò.
Non si tratta solo di valutare un singolo film, ma in gioco ci sono tutte le emozioni e le responsabilità che derivano da tutta la storia di questa saga, perché il punto in questione è proprio questo; ovvero in ogni momento che noi ci troveremo a valutare di questo ultimo lavoro consapevolmente o inconsapevolmente, ci troveremo sempre in un constante mettere a paragone il background che conosciamo di ogni situazione. Ad esempio come possiamo valutare singolarmente il personaggio di Luke in maniera imparziale basandoci solo sui valori che esprime in questo ultimo film? Possiamo non essere influenzati da ciò per cui lo abbiamo già conosciuto? Come possiamo estraniarci da tutto quello che rappresenta da anni e gli si è costruito intorno? Come possiamo staccarci dal peso di un imperatore Palpatine e dal suo ruolo di rappresentante del lato oscuro a confronto di un attuale Leader supremo Snoke?
Kylo Ren vive un forte disagio, una spaccatura della personalità, può paragonarsi al dualismo di Darth Vader?
Insomma queste sono domande che portano molto peso, non potremo rendere giustizia in nessun modo ad un moderno lavoro cercando di estrapolarlo e valutarlo fine a se stesso, perché come ci ricorda lo stesso Luke “devono esserci sempre delle leggende” perciò la prima trilogia sarà sempre una leggenda con tutto il suo peso, ed è così che deve essere, devono esserci miti e leggende per poter dare peso anche alla modernità.
Per citare un vecchio film classico del cinema “cosa sarebbe il mondo senza Capitan Uncino? È tutto qui allora, il passato di Star Wars dovrà sempre esistere per poter dare voce al suo presente, non potrà esserci un migliore o un peggiore tra vecchio e nuovo, ma dovrà essere un presente in continua espansione. Un presente che trova idee e conforti nel lavoro di tante persone che con passione portano avanti un universo che vuole continuare ad espandersi.
Questo Ultimi Jedi è un film che vale? Di qualità ? Funzionale ?
Io risponderei certo a tutte le domande, rappresenta il presente di questo universo che amiamo con le note attuali della società che rispecchia, fatto di alti e bassi, di battute controverse e criticabili, di vuoti non spiegati e dubbi non chiariti.
Tutto questo è Star Wars, un equilibrio tra luce ed oscurità, dove ci sono domande e risposte non sempre sufficienti oppure dov’è alcune volte ci sono troppe risposte per poche domande. Non bisogna sforzarsi di trovare a tutti i costi il giusto senso e la giusta visione di questo lavoro, non si può standardizzare, non si può isolare e catalogare, tutto il lavoro è connesso ed interconnesso. Troppo peso ormai grava su ogni pezzetto di questo universo che risulta impossibile andare a giudicarlo fine a se stesso.
Ci sono 40 anni di diversità generazionali tra la prima uscita e gli Ultimi Jedi, tutto quello che possiamo fare se volessimo dare delle valutazioni, è giudicare ad esempio le singole interpretazioni sul puro metro dell’abilita di recitazione dell’attore, o il montaggio, gli effetti speciali e per finire tutto il lavoro tecnico e sonoro. A mio parere posso dire che nel film questi elementi sono tutti come ci si poteva aspettare, ovvero adeguati e di buon livello complessivamente, ma come già spiegato entrare in un giudizio sui significati di cosa ci venga rappresentato e se siano in linea con l’opera iniziale risulta abbastanza difficile. Nel provare a giudicare ciò, si potrebbe rischiare di cadere solo nel singolo gusto personale e nella propria immaginazione, su cosa ognuno di noi avrebbe voluto o sperato di veder succedere.
Sintetizzando in questa storia troviamo delle chiusure e delle aperture, dove tutto sarà da giudicare ed acquisterà pieno senso all’indomani dell’episodio IX, momento in cui avremo la vera visione d’insieme.
Se non avete ancora visto il film quello che posso anticiparvi è che si snoderanno contemporaneamente le vicende dei personaggi, che con le loro fragilità e coloriture alla fine arriveranno ad una quadratura generale che in un certo senso donerà una “Nuova Speranza” per tutti, così che il titolo del primo Quarto Episodio nel suo doppio Ottavo Episodio trovino un filo conduttore e una congiunzione attraverso i decenni.
Ultima coincidenza che ho voluto probabilmente trovare io, ma comunque curiosa, il primo film del 1977 era il quarto episodio, nel 2017 esce 40 anni dopo l’ottavo Episodio, quindi esattamente 4 decenni dopo passiamo dal quarto all’ottavo, insomma potrebbe far riflettere questo gioco numerico piuttosto ordinato seppur nella sua probabile casualità.

 

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